il Cerletti nel patrimonio mondiale delle stazioni meteo centenarie


L’Organizzazione Meteorologica Mondiale riconosce l’Osservatorio meteo della Scuola Enologica tra le stazioni storiche di valore internazionale: Conegliano entra così nella geografia mondiale della meteorologia storica.

L’Osservatorio meteorologico dell’ISISS “G.B. Cerletti”, cuore scientifico della Scuola Enologica di Conegliano, ha ottenuto il riconoscimento dell’Organizzazione Meteorologica Mondiale – World Meteorological Organization (WMO) come stazione di osservazione centenaria. Non si tratta di un semplice attestato celebrativo ma del riconoscimento di una continuità rara: una stazione nata nel 1877, sopravvissuta a due Guerre mondiali, a un trasferimento di sede, al passaggio dagli strumenti analogici alle tecnologie digitali, e ancora oggi capace di raccontare con i suoi dati la storia climatica di un territorio tra i più importanti d’Italia per la viticoltura. La documentazione storica ricostruisce infatti la nascita dell’Osservatorio per volontà di Giovanbattista Cerletti, che vide nella meteorologia un aiuto decisivo per la viticoltura e la patologia vegetale. Il riconoscimento è stato deliberato dal Consiglio Esecutivo della WMO, riunito a Ginevra lo scorso giugno. Nel documento ufficiale approvato, il Cerletti Campus Conegliano compare nell’elenco delle Centennial Observing Stations.

Il percorso che ha portato a questo risultato è stato rigoroso: le stazioni candidate sono state proposte dai Membri WMO e valutate dall’Advisory Board for the WMO Recognition of Long-term Observing Stations, a seguito della call internazionale del novembre scorso. Il Consiglio Esecutivo ha quindi deciso di riconoscere 88 ulteriori stazioni meteorologiche, idrologiche e marine come stazioni di osservazione centenarie dell’OMM.

Il significato del riconoscimento va oltre la città: le stazioni meteorologiche centenarie sono oggi considerate dalla WMO veri archivi viventi del clima e patrimonio dell’umanità. Il documento approvato a Ginevra parla della necessità di preservare un patrimonio climatico insostituibile, indispensabile alle generazioni presenti e future per disporre di serie storiche climatiche e ambientali di alta qualità. È lo stesso messaggio ribadito dal materiale divulgativo WMO dedicato all’importanza delle stazioni storiche: senza osservazioni lunghe, continue e affidabili, il clima rischia di restare una cronaca frammentaria; con esse, invece, diventa una storia leggibile, misurabile, confrontabile.

In questa prospettiva, l’Osservatorio Cerletti non è soltanto una memoria locale ma anche una finestra scientifica aperta da quasi un secolo e mezzo sul clima della vite, dell’agricoltura e del Veneto. Le serie ultracentenarie permettono infatti di leggere le variazioni di lungo periodo, distinguendo gli episodi meteorologici dalla trasformazione profonda del clima.

La storia

La storia dell’Osservatorio Cerletti comincia nella prima sede della Scuola Enologica, nel centro di Conegliano. Le prime osservazioni furono pubblicate sulla Rivista di Viticoltura ed Enologia e diventarono presto un punto di riferimento scientifico. Già nel 1893 l’Osservatorio risultava noto a livello nazionale e figurava nell’elenco degli osservatori meteorologici italiani. Dal 1886, inoltre, il bollettino delle osservazioni veniva recapitato ogni giorno al sindaco di Conegliano con i dati del giorno precedente.

Dopo la prima Guerra mondiale, la Scuola fu ricostruita nella sede attuale. Il trasferimento non spezzò il filo delle osservazioni: la stazione venne collocata nella stessa area climatica coneglianese, a poco più di un chilometro dalla sede originaria, mantenendo una sostanziale continuità geografica e latitudinale. Il dossier tecnico WMO documenta lo spostamento di circa 1.014 metri dalla sede storica alla sede attuale, con piccole differenze di latitudine, longitudine e quota, tali da rendere comparabili i dati prima e dopo il trasferimento.

È questo uno degli aspetti più importanti del riconoscimento: non solo la longevità della stazione, ma la dimostrazione della sua continuità storica e scientifica. Dalla vecchia sede alla sede attuale, dal centro di Conegliano al campus della Scuola Enologica, il Cerletti ha continuato a misurare il cielo della stessa comunità, della stessa fascia climatica, dello stesso territorio viticolo.

Nel Novecento l’Osservatorio non si limitò a registrare dati ma divenne un laboratorio avanzato di agrometeorologia applicata alla vite. Figure come Vincenzo Mancini, Arturo Marescalchi, Gelio Ghiellini, Giovanni Dalmasso, Agostino Puppo e Luigi Manzoni legarono la meteorologia coneglianese alla ricerca sulla vite, sulla radiazione solare, sulla traspirazione delle piante, sul consumo idrico e sui rapporti tra clima e produzione agricola. I lavori di Puppo e Manzoni, culminati negli studi sul clima della vite e sul consumo idrico delle piante, anticipano temi oggi centrali: risparmio d’acqua, adattamento climatico, sostenibilità della viticoltura.

L’Osservatorio Cerletti conserva un archivio storico di grande valore: registri cartacei, rilevazioni trascritte a mano, grafici, dati orari giornalieri, serie digitalizzate e strumenti che testimoniano il passaggio dalla meteorologia ottocentesca alla meteorologia contemporanea. Il modello di autovalutazione presentato per il riconoscimento WMO documenta che i dati dal 1877 al 1984 sono depositati nella scuola su supporto cartaceo, mentre dal 1984 le rilevazioni risultano digitalizzate e informatizzate.

Oggi quel patrimonio entra in una rete mondiale. Il Cerletti si affianca ad altre stazioni storiche riconosciute dalla WMO, condividendo con esse una missione decisiva: conservare le osservazioni del passato per interpretare il clima del presente e preparare il futuro. Nel documento approvato, l’OMM invita infatti i Membri a rafforzare gli sforzi per preservare le osservazioni a lungo termine, anche attraverso il recupero dei dati, la gestione dei metadati e il controllo della qualità.

Il riconoscimento internazionale rilancia un nuovo percorso. Per la Scuola Enologica di Conegliano si apre ora una nuova stagione di valorizzazione scientifica, didattica e culturale. La digitalizzazione degli archivi, la conservazione degli strumenti storici, la consultabilità dei dati e il possibile sviluppo di uno spazio museale dedicato potranno trasformare l’Osservatorio in un luogo di ricerca, memoria e divulgazione.

Dal 1877 il Cerletti misura il cielo di Conegliano: oggi quella lunga fedeltà scientifica entra nel patrimonio mondiale della meteorologia. E in un tempo in cui il clima è diventato una delle grandi questioni del presente, una scuola nata per la vite consegna al mondo una lezione preziosa: per capire il futuro, bisogna saper custodire le misure del passato.

(Autore: Redazione di Qdpnews.it)
(Foto: Istituto Cerletti)
(Articolo di proprietà di Dplay Srl)
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