“Copertura inesistente in 27% dei Comuni”


L’80% dei Comuni montani italiani sono soddisfatti per le risorse ottenute dal PNRR per digitalizzare i sistemi degli Enti, ma la copertura 5G a macchia di leopardo resta un problema nei piccoli Comuni del nostro paese. E’ quanto emerge dal dossier Uncem realizzato per il Dipartimento per la Trasformazione Digitale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, scaricabile a questo link: https://uncem.it/wp-content/uploads/2026/05/UNCEM-report-digitalizzazione-mag2026ok.pdf.

La fotografia dettagliata dello stato di avanzamento della digitalizzazione delle aree più remote resta quindi un tema centrale per la politica, così come il tema del post PNRR e sono tre i problemi strutturali per i Comuni e negli Enti:

  • la connettività e la presenza di reti 5G disomogenea (tema sul quale Uncem lavora da almeno dieci anni per vincere il digital divide),
  • la difficoltà a finanziare la manutenzione dopo il PNRR
  • e la carenza di competenze tecniche interne ai Comuni.

Serve aggregazione, no fondi a pioggia

“Il dossier Uncem evidenzia come la soluzione che emerge dal documento non è quindi semplicemente ‘dare più soldi ai singoli Comuni’, ma favorire gestione associata, la condivisione delle competenze ICT, l’interoperabilità dei sistemi, la formazione e investimenti pluriennali. Il report stesso individua nella collaborazione tra Enti e nella diffusione delle buone pratiche una delle direzioni principali”, dice Marco Bussone, Presidente nazionale Uncem. Lo studio Uncem sulla digitalizzazione ha lavorato in particolare su alcune aree dove è in azione la Strategia di Green Communities. “Intrecciare green, dimensione ecologica ed energetica dei territori – prosegue Bussone – con la digitalizzazione, è decisivo. I due fronti vanno insieme”.

Fondi PNRR unica fonte di finanziamento per il digitale per il 54% dei piccoli Comuni

Nel 54% degli Enti intervistati, il PNRR è stato negli ultimi dieci anni l’unica fonte di finanziamento degli interventi per la digitalizzazione. I soldi sono bastati? Per l’80,1% si, i fondi sufficienti. Per il 18,4% i fondi sono stati insufficienti. Circa 1 ente su 5 ritiene che le risorse ricevute non siano state sufficienti.

5G, il 27% dei piccoli Comuni segnala una copertura 5G inesistente

Il quadro nazionale del 5G è molto meno positivo rispetto a quello dei finanziamenti. Il 42,4% delle risposte segnala una copertura concentrata soprattutto nelle aree più densamente popolate. Al contrario, il 27% segnala una copertura 5G inesistente. E anche dove il 5G c’è, non significa necessariamente che funzioni bene: soltanto nel 49,6% dei casi viene giudicata adeguatamente performante; quindi circa 1 caso su 2 presenta comunque problemi di qualità del servizio.  Inoltre, quando la copertura è insoddisfacente, vengono presentate lamentele nel 48,7% dei casi. 

Post PNRR problematico per manutenzione reti

Il report sottolinea che la digitalizzazione non può essere un investimento una tantum: infrastrutture e servizi devono essere mantenuti anche dopo la fine dei finanziamenti PNRR. il 43,9% degli Enti prevede fondi per manutenzione e gestione ordinaria provenienti da altre risorse; il 28,5% utilizza ancora risorse PNRR; il 26,7% non ha previsto alcuno stanziamento. Questo è uno dei dati che considero più importanti dell’intero report: oltre 1 ente su 4 non ha previsto risorse dedicate alla manutenzione ordinaria. Un tema analogo per altre componenti PNRR. Ma per il digitale vale ancora di più. “E il problema è particolarmente rilevante perché i costi digitali continuano anche dopo l’investimento iniziale – aggiunge Luca Veltri, che ha curato per Uncem il report – cloud, software, sicurezza, assistenza, aggiornamenti, connettività ecc. Le interviste qualitative evidenziano proprio il problema della copertura dei costi negli anni successivi all’avvio dei servizi”.

Scarse competenze digitali sono un freno nei piccoli Comuni montani

Il report evidenzia a livello nazionale una carenza di competenze interne nei Comuni che limita l’efficacia della digitalizzazione. Non basta quindi comprare hardware, software e servizi: gli enti devono avere personale capace di utilizzarli, integrarli e gestirli. Le aree sulle quali viene richiesto supporto comprendono: software specifici; gestione dei dati digitali; comunicazione digitale; sicurezza informatica; programmazione; piattaforme collaborative; analisi dei dati. Le difficoltà individuate comprendono invece: competenze digitali limitate; infrastrutture tecnologiche insufficienti; supporto tecnico inadeguato; resistenza al cambiamento; problematiche di sicurezza e privacy; normativa complessa; insufficiente comunicazione/promozione. Il quadro qualitativo conferma che nei piccoli Comuni montani la scarsità di personale tecnico è particolarmente pesante. 

Digitale disomogeneo, per il 42% dei Comuni restano progetti digitali ancora da finanziare

La digitalizzazione non ha coinvolto tutti i Comuni allo stesso modo. A livello nazionale il 59,6% dice che tutti i Comuni della propria aggregazione territoriale (Green Communities in particolare) sono stati coinvolti in modo omogeneo; il 28,8% dice invece che il coinvolgimento non è stato omogeneo. Quindi quasi 3 enti su 10 vedono una distribuzione non uniforme degli interventi. Alla domanda Uncem se rimangano interventi di digitalizzazione ancora da finanziare: per il 56% no, le esigenze sono sostanzialmente coperte; per il 42% sì, rimangono aree di digitalizzazione da finanziare. Tra chi ritiene che rimangano esigenze da finanziare, nel 32% dei casi tali esigenze sono considerate capaci di produrre cambiamenti radicali nell’erogazione dei servizi. Quindi il problema non è soltanto completare qualche intervento marginale: in una parte significativa dei casi le esigenze residue possono modificare concretamente il modo in cui il Comune eroga i servizi. 

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Paolo Anastasio

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