Meraviglioso miele! Può proteggere la pelle dai danni dello stress e dei raggi UV, lo studio


Il miele non finisce mai di stupire: uno studio guidato dall’Università degli Studi di Sassari ha dimostrato che l’alimento è in grado di proteggere la pelle dai danni dello stress e dei raggi UV, aprendo le porte a un nuovo potenziale alleato della medicina rigenerativa

Il miele è un alimento davvero incredibile: uno studio guidato dall’ Università degli Studi di Sassari ha dimostrato che l’alimento è in grado di proteggere la pelle dai danni dello stress e dei raggi UV, aprendo le porte a un nuovo potenziale alleato della medicina rigenerativa.

La pelle e le proprietà del miele

La pelle è la principale barriera del corpo umano contro l’ambiente esterno, ma le radiazioni ultraviolette (UV) del sole accelerano significativamente l’invecchiamento cutaneo e lo stress cellulare, che può essere un precursore del cancro della pelle.

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Ma il miele è già noto per le sue proprietà antiossidanti, antimicrobiche, antinfiammatorie e cicatrizzanti, e sono già disponibili prodotti medicali sterili derivati ​​dal miele sotto forma di preparati, gel e unguenti per ustioni e ferite difficili da guarire.

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Mi ha sempre interessato il fatto che alcuni mieli, come il miele di Manuka, vengano utilizzati in applicazioni di grado medicale – spiega Fikiye Fulya Kavak, prima autrice della ricerca – Questo mi ha portato a chiedermi se anche il miele millefiori di alta qualità potesse mostrare effetti protettivi misurabili per le cellule della pelle umana

Come è stato condotto lo studio e cosa è stato scoperto

Gli scienziati hanno voluto indagare in particolare se il miele potesse proteggere le cellule della pelle umana dai danni UV, promuovere la rigenerazione cellulare e prevenire l’invecchiamento cutaneo, nonché  scoprire quali meccanismi molecolari e genetici potessero essere coinvolti.

Lo studio è stato condotto coltivando colture delle cellule che compongono la pelle umana, tra cui cellule staminali cutanee, fibroblasti e cheratinociti, in un sistema di bioreattore a flusso continuo per simulare l’ambiente fisiologico della pelle umana. E, prima di esporre le colture alle radiazioni UV, alcune sono state trattate con miele millefiori all’1% per 48 ore. Quindi il team ha valutato la risposta delle cellule trattate e non trattate allo stress indotto dai raggi UV.

I risultati sono stati valutati analizzando geni selezionati associati all’invecchiamento cellulare, alla risposta allo stress e al rinnovamento tissutale utilizzando la PCR quantitativa in tempo reale (Polymerase Chain Reaction, tecnica consolidata che si usa nei laboratori di biologia molecolare per amplificare rapidamente copie di specifiche sequenze di DNA). In questo modo sono stati studiati anche i geni legati alla capacità di una cellula di differenziarsi o replicarsi.

Le analisi hanno evidenziato che il pretrattamento con miele millefiori all’1% sembrava supportare una risposta protettiva e regolatrice contro lo stress indotto dai raggi UV sia nelle cellule staminali della pelle che nei fibroblasti.

Nelle cellule staminali della pelle, il miele ha aumentato l’espressione dei marcatori correlati alla staminalità – spiega Kavak – riducendo al contempo l’espressione dei geni associati all’invecchiamento

miele anti età raggi uv

©Antioxidants

In queste cellule, il trattamento con miele ha anche ridotto il rilascio di ossido nitrico e aumentato la capacità antiossidante, suggerendo che potrebbe contribuire a supportare le difese antiossidanti in condizioni di stress indotto dai raggi UV.

Dall’analisi genetica del team, è emerso inoltre che il trattamento con miele ha contribuito a regolare la proliferazione cellulare e i segnali di rinnovamento, aumentando l’espressione dei geni di protezione dallo stress cellulare.

Particolarmente interessante è stato verificare che il miele sembrava aiutare le cellule a ritrovare un equilibrio più sano dopo lo stress da raggi UV. Anziché spingere le cellule verso una risposta riparativa esagerata, sembrava supportare i meccanismi di protezione mantenendo sotto controllo i segnali correlati al rinnovamento

miele anti età raggi uv

©Antioxidants

Le prospettive della ricerca

Queste scoperte presentano promettenti applicazioni in campo medico e cosmetico, ma il team sottolinea che il miele millefiori non può ancora ancora essere considerato un’applicazione clinica o un’alternativa alla protezione solare.

Il nostro studio è stato condotto su modelli sperimentali cellulari, non su esseri umani, quindi sono necessari ulteriori studi di laboratorio, preclinici e clinici prima di poter formulare qualsiasi raccomandazione pratica

Queste conoscenze potrebbero tuttavia contribuire allo sviluppo di nuove formulazioni cosmetiche o cliniche per la pelle, soprattutto se le proprietà attive del miele potessero essere veicolate in modo controllato e biocompatibile, ad esempio attraverso un sistema a base di nanofibre che il team sta attualmente sviluppando.

Queste nanofibre sono già state caratterizzate e la loro valutazione biologica è attualmente in corso – conclude la ricercatrice – Questo rappresenta un importante passo avanti, poiché i sistemi a base di nanofibre potrebbero fornire una piattaforma più avanzata per studiare le potenziali applicazioni cutanee di composti bioattivi naturali come il miele millefiori

Il lavoro è stato pubblicato su Antioxidants.

Fonti: Università degli Studi di Sassari / EurekAlert / Antioxidants

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 Roberta De Carolis

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