Politica, servizio e bene comune


Uno dei protagonisti che ha saputo incarnare nel modo più autentico l’idea della politica come servizio del bene comune: è stato ricordato così Francesco Fabbri (1921-1977), l’indimenticato sindaco, vice presidente della Provincia di Treviso, deputato, senatore, sottosegretario e Ministro della Marina Mercantile.

Ieri mercoledì la sala di Villa Brandolini a Solighetto non è riuscita a contenere tutte le persone arrivate da ogni parte della Marca – e anche da fuori provincia – che hanno partecipato all’incontro “Francesco Fabbri Ministro della Repubblica Italiana”, a cinquant’anni esatti dalla sua nomina nel terzo governo Andreotti, il 29 luglio 1976, insieme alla trevigiana Tina Anselmi, di Castelfranco Veneto, prima donna ministro nella storia del nostro Paese. L’evento ha inaugurato il percorso in più tappe, da luglio 2026 a gennaio 2027, di conoscenza e memoria di Fabbri, nel segno della concretezza e dello stile del suo impegno amministrativo e politico.

L’intervento del Sindaco di Pieve di Soligo, Stefano Soldan

Il sindaco Stefano Soldan, aprendo la serata durante la quale sono scorse numerose immagini di archivi storici e fotografici, ha evidenziato come la visione di Francesco Fabbri abbia generato benefici concreti che continuano a produrre effetti ancora oggi, a favore dell’intera comunità. Il primo cittadino ha letto il messaggio inviato dal presidente della Regione Veneto Alberto Stefani.

Maria Claudia Pignata, presidente della Fondazione Francesco Fabbri

La neopresidente della Fondazione Francesco Fabbri, Maria Claudia Pignata, ha sottolineato l’importanza della serie di appuntamenti nel nuovo corso della fondazione dedicata a Fabbri come occasione per riscoprire l’attualità del suo lascito, offrendo elementi preziosi per affrontare le crisi del presente e imparare, ancora una volta, a ricostruire.

Cristina Da Soller, presidente Consorzio Bim Piave Treviso

Nell’anno che ricorda il settantesimo dalla nascita del Consorzio Bim Piave – voluto proprio da Fabbri – la presidente Cristina Da Soller ha ricordato lo spirito che continua a guidarne l’azione è ancora quello trasmesso da Fabbri, e che i suoi insegnamenti possono orientare le scelte e le sfide del presente.

Un lunghissimo applauso ha salutato alla fine l’intervento dell’on. Giuseppe Fioroni, vice presidente dell’Istituto Giuseppe Toniolo di Studi Superiori dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, già parlamentare e ministro della Repubblica.

L’onorevole Giuseppe Fioroni, già Ministro della Repubblica Italiana

“La storia politica di Fabbri è stata il frutto di sofferenza e speranza – ha osservato – la prigionia si è manifestata come privazione quando lo Stato, nel ventennio fascista, perse ogni senso etico e il rispetto della dignità dell’uomo. Al suo ritorno a casa dopo la Liberazione, egli trasforma l’umiliazione e la violenza subite in una rigenerazione per sé e per gli altri”.

La sala gremita

“Dopo l’esperienza del lager che lo segnò profondamente – ha aggiunto – scelse di dedicarsi all’educazione, diventando direttore didattico, perché aveva compreso che la dignità della persona è il valore più importante e che non è una conquista definitiva, ma un bene da difendere e coltivare ogni giorno. Per questo riteneva fondamentale garantire a tutti una formazione adeguata, convinto che non possa esistere una cittadinanza piena senza istruzione e senza pari opportunità: un popolo può dirsi davvero unito solo quando tutti sono messi nelle condizioni di essere uguali”.

“Poi decise di servire la sua comunità attraverso la cooperazione e l’impegno amministrativo, mettendo sempre al centro la persona e il bene comune – ha concluso l’ex ministro, che prima di arrivare a Villa Brandolini aveva sostato in preghiera sulla tomba del Beato Toniolo in Duomo insieme al consiglio direttivo dell’Istituto diocesano Beato Toniolo – La sua visione si fondava sull’idea che la pace si costruisce ogni giorno, a partire dalle relazioni tra le persone: attraverso la cooperazione, a livello locale, nazionale e internazionale, Fabbri perseguiva un modello ispirato al pensiero di Toniolo, con un’economia etica al servizio dell’uomo. Non voleva una divisione tra coloro che scrivono e coloro che subiscono la storia, e si impegnava affinché ciascuno diventasse protagonista del bene comune. La sua è stata una vera politica intesa come servizio, attuata anche attraverso la capacità di rinunciare a qualcosa oggi per costruire un futuro migliore e rigenerare la democrazia”.

Marco Zabotti, coordinatore della rete VIP, organizzatore e moderatore della serata, ha indicato tre tratti distintivi della figura di Fabbri: la profonda ispirazione cristiana, la capacità di governare il presente con una visione di bene comune e uno sguardo lungimirante verso il domani  – come dimostrano le intuizioni sul Consorzio BIM e sulla metanizzazione – e una dedizione totale alla propria comunità. “Ha amato profondamente il suo popolo – ha ricordato – e proprio per questo la sua scomparsa, a soli 55 anni mentre era ministro in carica, ha lasciato un segno e una nostalgia che ancora oggi avvertiamo”.

Marco Zabotti, coordinatore della rete VIP, organizzatore e moderatore della serata

Il nuovo volume “Tributo a Francesco Fabbri”, a cura di Zabotti (La Piave Editore), presentato nel corso dell’evento, raccoglie testimonianze e ricordi dell’esperienza umana e politica di Fabbri, in tre parti che racchiudono il tempo della biografia, gli atti del convegno del 29 luglio 2021 in Corte Morona a Pieve di Soligo e il racconto della cerimonia di intitolazione del PalaFabbri il 27 maggio 2023, nel segno vitale di affetto e gratitudine nei confronti di un uomo che ha lasciato un’impronta profonda nelle sue comunità e nel Paese.

Infine, il vescovo di Vittorio Veneto, monsignor Riccardo Battocchio, ha ricordato Francesco Fabbri come una figura profondamente radicata nella vita della Chiesa e del territorio. Citando un intervento del patriarca di Venezia e poi Papa Giovanni Paolo I, il Beato Albino Luciani, e richiamando l’esperienza dell’Azione Cattolica, della parrocchia e del Collegio Balbi Valier, ha sottolineato come queste realtà continuino ancora oggi a formare uomini e donne impegnati nel bene comune, invitando la comunità a proseguire su questa strada di concretezza e autenticità.

L’intervento del vescovo mons. Riccardo Battocchio

Accompagnato dalle note della Piccola Orchestra Veneta diretta dal maestro Giancarlo Nadai, l’evento del 29 luglio – a cui hanno partecipato sindaci e amministratori dell’intera Marca trevigiana, oltre a rappresentanti di enti, associazioni e istituzioni locali – si è avvalsa del contributo e sostegno di Città di Pieve di Soligo, Ipa Terre Alte, Fondazione Francesco Fabbri, Consorzio Bim Piave Treviso, rete culturale VIP, Cantina Colli del Soligo, Banca Prealpi SanBiagio, Banca della Marca, Latteria Soligo.

(Autore: Redazione di Qdpnews.it)
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