“Happennino”, il festival che racconta in modo nuovo le aree interne


Per anni l’entroterra del nostro Paese è stato al centro di una narrazione distorta, alimentata dai numeri dello spopolamento. Dal 29 agosto al 20 settembre sette comuni del marchigiano dimostreranno che nuove forme di abitare l’Appennino sono possibili

Dal 29 agosto al 20 settembre torna Happennino – Festival dell’entroterra con protagonisti sette comuni dell’entroterra marchigiano: Lunano, Carpegna, Mercatello sul Metauro, Borgo Pace, Peglio, Apecchio e Sant’Angelo in Vado. In programma non un semplice calendario di eventi ma un intenso e ricercato programma di incontri, spettacoli, concerti, trekking e cammini culturali insieme ad artisti, autori e divulgatori per mettere in relazione persone, paesaggio, conoscenza e scoprire nuove forme di abitare l’Appennino.

Per anni infatti le aree interne sono state raccontate soprattutto attraverso ciò che manca: scuole, ospedali, trasporti. Una narrazione alimentata dai numeri dello spopolamento. Secondo le stime Istat oltre l’82% dei comuni delle aree interne è destinato a perdere popolazione entro il 2043. Ma è proprio in questo scenario che anche il dibattito europeo introduce una prospettiva nuova: quella del diritto a restare. “Le aree interne – spiegano Andrea Angelini, Francesco Martinelli e Vittoria Podrini dell’organizzazione del festival – troppo spesso sono raccontate solo per i numeri dello spopolamento o la mancanza di servizi, mentre oggi rappresentano uno dei luoghi in cui immaginare nuovi modelli di sviluppo, più sostenibili e più equilibrati. E in questa prospettiva, siamo convinti che la cultura debba diventare uno strumento capace di rendere un territorio più abitabile, creando occasioni di incontro, rafforzando il senso di appartenenza, generando economie, attività, collaborazioni e costruendo comunità. La cultura non come elemento accessorio, né come un lusso riservato ai grandi centri urbani, ma un servizio essenziale, al pari della scuola, della mobilità o della sanità, perché contribuisce a rendere possibile una vita piena nei territori. Per Happennino investire nella cultura significa quindi investire nelle condizioni che permettono alle persone di restare, tornare o scegliere di abitare l’Appennino, trasformando i piccoli comuni in luoghi dove non ci si limita a vivere, ma nei quali è possibile costruire futuro”.

Gli appuntamenti

Il festival parte il 29 agosto a Lunano, al Convento di Monte Illuminato con Auroro Borealo, che porterà in scena lo spettacolo “Libri Brutti” e un travolgente dj-set, un viaggio rocambolesco attraverso la cultura e la società italiana, raccontato in presa diretta da opere letterarie spesso trascurate o sottovalutate.

Il 30 agosto Sant’Angelo in Vado ospiterà Benedetta Gori, botanica e ricercatrice, esploratrice di National Geographic Italia, in un trekking sulle panoramiche colline dell’Appennino. Camminare dentro i boschi, tra sentieri e mulattiere,  sarà anche l’occasione per presentare il suo libro “Botanica nascosta” (Slow Food Editore, 2026).

Il 6 settembre Borgo Pace sarà teatro del nuovo progetto Confluenze. Si comincia con “Piove Male!” un ciclo di incontri de La Fabbrica del Mondo, nato dal progetto “Atlante delle Rive” per riflettere sul legame tra fiumi, comunità, territori e cambiamento climatico. Insieme a Marco Paolini e ospiti provenienti dal mondo della ricerca, delle istituzioni e della cultura, Happennino proverà a rispondere a una domanda che ci riguarda tutti: come possiamo abitare un futuro sempre più segnato dall’acqua? L’incontro si concluderà con “Tutti viviamo in riva al mare”, una lectio-racconto che prende il titolo da una semplice verità: tutto ciò che accade lungo un fiume, a monte, si ripercuote inevitabilmente a valle. Al centro il fiume Metauro e la sua funzione nel tempo e nello spazio: non solo natura ma anche cultura e comunità.

Il 12 settembre Apecchio si prepara ad una tavola rotonda sul cicloturismo come strumento per la conoscenza e la valorizzazione dei luoghi che più spesso rimangono marginali. Sul palco il racconto di esperienze nazionali e locali tra le più significative vissute in prima persona da Alfredo di Giovampaolo, giornalista Rai esperto di cicloturismo, Denis Falconieri, autore di guide Lonely Planet che dedicano sempre più spazio al “turismo a pedali”, Alessandro Gualazzi, tracciatore di percorsi e organizzatore di eventi bike e Cezar Gremi di Urbico, un’esperienza del territorio legata al mondo bike.

Il 13 settembre è in programma il concerto al tramonto di Rares a Peglio. Sullo sfondo una vista dell’Appennino a 360 gradi e sul palco un cantautore che sta facendo parlare sempre più di sé e i cui numeri volano sui social e sulle piattaforme di streaming.

Per il progetto Imboscate, realizzato in collaborazione con FSC® Italia, il 19 settembre sarà in partenza da Carpegna un trekking con il divulgatore e stand-up comedian Fill Pill, occasione per ridere e riflettere sul grande patrimonio di biodiversità di questi luoghi all’ombra della faggeta più grande d’Europa.

Il festival si chiude il 20 settembre con la conferenza-spettacolo di Andrea Pezzi a Mercatello sul Metauro, nella monumentale Chiesa di San Francesco, quando l’attenzione sarà sul ruolo dell’uomo nell’era della trasformazione digitale, un viaggio tra cambiamento, ricerca di senso e futuro, ispirato ai temi del suo ultimo libro “La nostra Odissea. Ritorno all’umano” (Il Saggiatore, 2026).

I nuovi progetti

Imboscate, sviluppato insieme a FSC® Italia, è un progetto divulgativo che vuole portare attenzione sui boschi dell’Appennino, luoghi di cultura, conoscenza e partecipazione. Un percorso che toccherà idealmente tutta la catena appenninica, con tre tappe negli appennini nord-centro e sud, un format di trekking talk, per trasformare il patrimonio forestale in uno spazio da attraversare, raccontare e vivere. Attraverso cammini, incontri ed esperienze diffuse, IMBOSCATE propone una nuova narrazione del bosco: non soltanto risorsa naturale da preservare, ma infrastruttura culturale capace di generare consapevolezza, relazioni e sviluppo sostenibile. La prima data, che ha già riscosso grande successo di partecipazione, è stata domenica 26 luglio nell’ambito del Festival “Paesaggi Sonori”, in Abruzzo. Prossimo appuntamento: 27 agosto, all’interno del festival SPONZ, a Calitri in Campania.

Confluenze è invece realizzato all’interno della call nazionale “Atlante delle rive”, iniziativa di Marco Paolini e La Fabbrica del Mondo, che Happennino declina nel bacino del Fiume Metauro con il progetto Confluenze, appunto. Attraverso il dialogo tra territori bagnati da fiumi, paesaggi e comunità, Confluenze costruisce una rete di esperienze, pratiche e progettualità accomunate dalla volontà di migliorare la conoscenza dei luoghi che abitiamo, ma anche la capacità di fare rete e vivere insieme il territorio. L’obiettivo è mettere in connessione realtà diverse, favorire lo scambio di competenze e rafforzare una visione condivisa dell’Appennino come spazio di cooperazione culturale, innovazione sociale e futuro.

Gli organizzatori

Happennino – Festival dell’entroterra è un progetto di Happennino APS possibile grazie al patrocinio e contributo dei Comuni di Apecchio, Borgo Pace, Carpegna, Lunano, Mercatello sul Metauro, Sant’Angelo in Vado e Peglio e del main partner FSC® Italia, del main sponsor Marche Multiservizi, e degli sponsor Wooden Houses, Fantastic Ball e BCC Metauro e dell’accomodation partner Sorelle Bendelli.

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Redazione La Nuova Ecologia

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