La domanda sul futuro arriva quasi alla fine dell’intervista, dopo Monte dei Paschi, lavoro, infrastrutture, giovani, case e grandi progetti. Ed è proprio lì che Michele Capitani, vicesindaco di Siena, lascia forse le parole politicamente più interessanti della sua lunga conversazione a Buongiorno Palio. Il punto di partenza è il 2028, la fine del mandato dell’amministrazione Fabio. Capitani non si sottrae. Prima fissa un punto sulla leadership del centrodestra cittadino: “Per quanto mi riguarda non ci sono alternative a Nicoletta Fabio”. Poi, però, quando il discorso si sposta sul suo futuro personale, non chiude affatto la porta.
“Abbiamo iniziato questa intervista parlando di un evento che ha cambiato la mia vita -dice riferendosi alla recente nascita della figlia – Quindi dovrò fare delle valutazioni. Però è chiaro che una cosa che forse vorrò fare sarà capire dai senesi come Michele Capitani ha svolto il suo lavoro in questi cinque anni”. Capitani ricorda la propria storia e il peso di Fratelli d’Italia nella coalizione: “Quando il sindaco mi ha scelto sapeva bene di scegliere una persona con una storia politica ben precisa. Lo ha fatto consapevolmente anche alla luce del risultato: Fratelli d’Italia alle comunali ha fatto bene e ha espresso non solo me, ma anche altri assessori che stanno facendo un lavoro importante”.
Sul rapporto con Nicoletta Fabio, nessun dubbio: “Ho cercato di svolgere il mio ruolo al massimo delle mie possibilità e continuerò a farlo. Il rapporto di stima reciproca con il primo cittadino c’è e continuerà indipendentemente da tutto”.
“Voglio arrivare alla fine senza rimpianti”
Prima del 2028, però, ci sono ancora quasi due anni di amministrazione. “Voglio lasciare una Siena che abbia dato alcune risposte sotto il profilo dell’offerta occupazionale- spiega-. Dall’inizio del mandato ci siamo trovati con la crisi Beko, ma abbiamo anche altre situazioni: penso a tutte quelle realtà del territorio che meritano attenzione”.
La parola che torna è lavoro. Per Capitani è da lì che passa anche la possibilità di trattenere giovani, famiglie e professionalità: “Vorrei una risposta forte sotto questo profilo. Opportunità lavorative significa attrarre giovani, lavoratori, chi produce. Diventa un volano per tutto il resto”. E poi ci sono i progetti. “Voglio mettere a terra i grandi progetti della città per non avere rimpianti. Possiamo sbagliare, possiamo non dare sempre le risposte giuste, però quando finisce un mandato portarsi dentro dei rimpianti è la cosa più sbagliata. Le cose vanno fatte”.
Capitani cita la Fortezza, il Parco delle Mura, lo stadio, la variante di Costalpino, la viabilità a nord e il piano strutturale, che vuole portare in Consiglio comunale entro la fine di settembre. E cita anche Palazzo Sozzini: “Spero che possa aprire entro la fine dell’anno o, al massimo, all’inizio del prossimo. L’amministrazione ci ha creduto fin dall’inizio”.
Mps, il 20 agosto l’incontro con Giorgetti: “Il territorio deve presentarsi unito”
Ma il dossier che sovrasta tutti gli altri rimane quello di Monte dei Paschi. “Subito dopo il Palio ci sarà l’appuntamento con il ministro Giorgetti. Andranno il sindaco, il presidente della Provincia e la Regione. Credo che il 20 agosto sia una data importante perché il territorio si confronterà con il Ministero”. Rivendica la scelta di non trasformare il futuro del Monte in terreno di scontro partitico: “Appartengo a una parte politica che avrebbe potuto sottolineare tanti aspetti che ci hanno portato a questa situazione. Abbiamo scelto invece un approccio molto istituzionale, perché il territorio deve rispondere unito”.
L’incontro con Giorgetti, precisa, sarà importante “ma, come sempre, non decisivo”. Capitani guarda però con favore all’attenzione mostrata dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni: “Registro con piacere l’impegno e l’attenzione che sta riservando al dossier. Parliamo di una banca che aveva enormi difficoltà, che non era considerata e che oggi invece è diventata molto appetibile”. La preoccupazione di Siena, tuttavia, resta chiarissima. “Bisogna evitare lo smembramento, garantire l’occupazione nazionale a tutti i livelli e affrontare il tema fondamentale della direzione. Sembrano cose ovvie, ma sono battaglie difficilissime”.
Sul tavolo c’è anche il Consiglio comunale straordinario del 2 settembre. Per Capitani la vicenda Mps è così profonda da entrare persino nella pianificazione urbanistica: “Il vecchio piano strutturale era del 2007 e contemplava un’idea di città completamente Monte dei Paschi-centrica, sia sul piano dello sviluppo urbanistico sia su quello della potenza economica della banca. Era un’altra Siena. È chiaro che oggi dobbiamo costruire una prospettiva diversa”.
“Il turismo non basta, Siena deve tornare a credere nella manifattura”
Ed è qui che il discorso passa all’identità economica della città. Capitani non demonizza il turismo, anzi: “Va trattato assolutamente come un’industria, con tutto ciò che ne consegue”. Ma aggiunge subito una frase che definisce la sua idea di sviluppo: “L’industria di cui ha bisogno questo territorio è anche altro”.
Per costruire una Siena meno dipendente da pochi grandi settori, il vicesindaco indica la manifattura come uno degli assi da ricostruire. Per Capitani, però, nessuna strategia economica può funzionare se Siena resta isolata.
“Se riusciamo a costruire una città meno isolata e più facilmente collegata, agevoliamo gli studenti, l’università, chi vuole venire a fare industria e tutto il sistema economico”.
Sul tavolo c’è innanzitutto la Monteroni-Monsindoli. Capitani ricorda il Consiglio comunale convocato il 14 agosto dello scorso anno per approvare all’unanimità la variante e fa il punto: “Anas sta aggiudicando la gara. È un lotto unico, da circa 150 milioni di euro. Mi è stato detto che a breve dovrebbe arrivare l’aggiudicazione, con la speranza di poter cantierare entro la fine dell’anno”.
La priorità, secondo il vicesindaco, dovrebbe essere partire dal lato di Monteroni “per superare il passaggio a livello e consentire finalmente al quartiere di Isola d’Arbia di avere quel respiro necessario”, con benefici per tutto il sud della provincia. Ma non basta. C’è soprattutto il ferro: “Sono convinto che il raddoppio Siena-Poggibonsi debba essere considerato una priorità”. Capitani non nasconde le difficoltà tecniche né i tempi potenzialmente lunghi, ma insiste sulla necessità di progettare: “Se non abbiamo i progetti non possiamo andare a cercare le risorse. Dobbiamo avere nel cassetto opere importanti”.
Giovani, casa e vita notturna: “La sfida è far sentire Siena viva”
L’altra grande partita è quella delle nuove generazioni. “Attrarre i giovani e far sentire questa città viva sotto vari punti di vista è la sfida del futuro”. Il primo problema è abitativo. Capitani lega direttamente il tema al nuovo piano strutturale: “Se una città attrae giovani e questi decidono di costruire qui una famiglia, hanno bisogno di soluzioni abitative. La casa è una priorità”. Non nuovi quartieri, precisa, ma nuove possibilità attraverso il recupero e la pianificazione. C’è poi il difficile equilibrio tra residenti e vita notturna. Siena conserva una presenza abitativa nel centro storico che altre città d’arte, come Firenze, hanno in larga parte perso. Ed è un valore da difendere.
“Il commercio al dettaglio è strettamente legato ai residenti. Dobbiamo riuscire a far tornare i senesi dentro le mura e, nello stesso tempo, garantire ai ragazzi il diritto a divertirsi”.
Una possibile risposta Capitani la vede nella Fortezza: “È un luogo naturale nel quale creare spazi per eventi e vita notturna attenuando il disturbo per i residenti”. E cita positivamente il lavoro di Vivi Fortezza e Sboccia l’Estate, capaci di offrire alla città “un’estate importante”.
Perché, conclude, anche la capacità di attrarre studenti passa dalla qualità della vita: “È evidente che uno studente deve scegliere Siena prima di tutto per la qualità dei corsi universitari. Ma contano anche i collegamenti e quella famosa domanda: cosa si può fare a Siena?”.
Capitani guarda quindi alla fine del mandato con una lista lunga di dossier e una convinzione: governare significa provare a realizzare, anche assumendosi il rischio di sbagliare.
Poi arriverà il 2028. E allora, come dice lui stesso, toccherà ai senesi dare il loro “responso”.
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Simona Sassetti
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