Nella relazione all’Assemblea annuale di Confcommercio, il presidente ha tracciato un quadro dell’economia italiana e internazionale, affrontando i temi della crescita, del lavoro, della crisi demografica, della competitività europea e del ruolo strategico delle imprese nei territori.
Con la relazione del presidente Carlo Sangalli, si è aperta l’assemblea annuale di Confcommercio che si è tenuta a Roma all’Auditorium della Conciliazione. Il presidente ha fatto un quadro complessivo dello scenario economico italiano ed internazionale con un pensiero rivolto alla crisi attuali che colpiscono pesantemente le nostre imprese. Sangalli è però partito dall’identità e dalla missione della Confederazione.
“Confcommercio è una storia di popolo, diffusa in tutto il Paese e profondamente intrecciata con la storia dell’Italia. Le nostre imprese – ha detto Sangalli -danno forma alla vita quotidiana delle persone, animano le città, sostengono i territori e creano comunità e lavoro di qualità”. Sangalli ha ricordato che il terziario di mercato rappresenta oggi il principale motore dell’economia italiana, contribuendo per oltre la metà del valore aggiunto nazionale e creando quasi quattro milioni di posti di lavoro negli ultimi trent’anni”. “Il Made in Italy si può copiare. Il Sense of Italy, no. Sul prodotto si possono mettere i dazi, sull’italianità no“.
Il presidente ha sottolineato come commercio, turismo, cultura e servizi costituiscano un patrimonio unico che rende l’Italia riconoscibile e competitiva nel mondo. Guardando al contesto internazionale, Sangalli ha osservato che guerre, tensioni geopolitiche e dazi stanno ridisegnando gli equilibri economici globali, ma ha evidenziato anche alcuni elementi di tenuta dell’economia italiana. “C’è sempre la possibilità che le cose vadano male, ma raccontarci peggio di come siamo è un danno per tutti. La fiducia è un valore anche economico“.
Secondo Sangalli, occupazione, consumi e turismo mostrano segnali positivi, mentre proprio il turismo continua a rappresentare una delle principali risorse del Paese, aggiornando costantemente i propri record. Il presidente ha poi richiamato l’attenzione su alcune criticità strutturali. “Viviamo una grave crisi demografica“. Ha evidenziato il calo della natalità, la riduzione del numero di giovani e il ritardo dell’Italia nella partecipazione femminile al mercato del lavoro, sostenendo che senza un maggiore coinvolgimento delle donne e senza nuove opportunità per i giovani sarà difficile sostenere crescita e innovazione.
Sul fronte economico, Sangalli ha denunciato l’eccesso di burocrazia e pressione fiscale. “Nel nostro Paese viviamo in una fiscocrazia: troppe tasse e troppa burocrazia frenano imprese, investimenti e crescita“. Ha quindi apprezzato il rigore del Governo nella gestione dei conti pubblici e ha chiesto di proseguire sulla strada della semplificazione fiscale, della certezza del diritto e della riduzione del carico tributario, in particolare per il ceto medio. Parlando dell’Europa, il presidente ha ribadito la necessità di un ruolo più forte e unitario dell’Unione. “Il mondo è troppo grande perché l’Europa non giochi un ruolo da protagonista, ma è anche troppo piccolo per nascondersi“.
Sangalli ha richiamato il valore della pace, della diplomazia internazionale e della costruzione di una vera Europa politica capace di parlare con una sola voce sui grandi temi economici e strategici. “Dall’Europa la settimana scorsa è arrivato, poi, un altro importante riconoscimento al nostro Paese legato ai costi energetici. L’energia rimane in generale una priorità anche per il nostro settore, con un’attenzione particolare al tema del nucleare che resta un passaggio decisivo. In tema di reti, pensiamo all’estrema difficoltà delle nostre imprese dei trasporti sui valichi alpini, sulla riforma del sistema portuale e sui costi degli Ets così penalizzanti per le autostrade del mare”.
Per Sangalli, “solo nella prospettiva europea, è possibile affrontare l’accelerazione delle grandi transizioni. Quella ambientale con il cambiamento climatico. Quella digitale, con l’intelligenza artificiale che sta trasformando in modo profondo il nostro essere cittadini e imprenditori. Nella sua prima enciclica, Papa Leone XIV sostiene che è indispensabile che l’impiego dell’Intelligenza Artificiale sia accompagnato da criteri chiari e controlli effettivi, ispirati alla partecipazione e alla sussidiarietà. Le comunità e i corpi intermedi non possono essere ridotti a destinatari di decisioni prese altrove. L’intelligenza artificiale sta trasformando profondamente il nostro essere cittadini e imprenditori e richiede un grande investimento nelle competenze“.
Il presidente ha difeso il ruolo dei corpi intermedi e delle associazioni di rappresentanza. “I corpi intermedi costruiscono ponti, creano collegamenti e aiutano a fronteggiare, giorno dopo giorno, piccole e grandi difficoltà“.
Rivolgendosi al tema del lavoro, Sangalli ha ribadito la centralità della contrattazione e della qualità dell’occupazione. “Il lavoro, la qualità del lavoro, è il fondamento della nostra Repubblica ed è il senso ultimo del nostro essere e fare rappresentanza. Il sistema contrattuale di Confcommercio, complessivamente, interessa circa 5 milioni di lavoratori. Ciò significa una cosa molto semplice: quando parliamo di qualità del lavoro nel terziario e nel turismo, parliamo di milioni di persone con un consolidato e innovativo sistema di welfare, purtroppo sotto attacco del dumping contrattuale che riduce la qualità dell’occupazione e ne frena la crescita“. “Quando il lavoro si svaluta, si indebolisce tutto il sistema economico e ci perdiamo tutti! Su questa priorità abbiamo condiviso l’impegno strategico con le parti sociali “comparativamente più rappresentative” e con il CNEL del Presidente Brunetta il riordino dell’Archivio Nazionale dei contratti. Riconosciamo al Governo di aver lavorato su questo tema con visione e tenacia per promuovere equità e trasparenza”.
Nella parte finale dell’intervento ha richiamato il ruolo delle imprese nelle città e nei territori. La Confcommercio è la rappresentanza economica nelle città, o meglio, delle città. “Le nostre imprese sono volto e anima dei territori, garanti di pluralismo imprenditoriale, presidi insostituibili di sicurezza e contrasto al degrado. Per questo promuoviamo una visione strategica e coordinata che consideri le nostre imprese nelle città come bene comune”. “Ecco perché il lavoro sull’agenda urbana europea e sulla nuova politica di coesione è fondamentale; un impegno che si deve tradurre in una coerente agenda urbana nazionale, sostenuta da una governance dedicata. Certo, le città sono in continua trasformazione, talvolta senza un disegno organico, e con rischi contrapposti”.
Sangalli ha lanciato l’allarme per la chiusura di migliaia di attività commerciali e ha chiesto regole più eque e una strategia nazionale per la rigenerazione urbana. “Da un lato, basti pensare alla desertificazione imprenditoriale, con la drammatica chiusura di oltre 156mila esercizi commerciali negli ultimi 13 anni. Dall’altro lato, emergono fenomeni di sfruttamento intensivo delle città come l’affitto breve indiscriminato che penalizza le imprese dell’accoglienza e l’equilibrio dei tempi e dei luoghi delle comunità. Per reagire, è fondamentale livellare il campo da gioco: regole chiare, stabili, eque. A proposito, ci preoccupa la legge delega sull’artigianato così come è impostata. Stesso mercato, stesse regole; rimanendo, comunque, sempre disponibili al confronto”.
Concludendo, il presidente ha ribadito la missione di Confcommercio: “Per usare le parole del Presidente Mattarella alla nostra Assemblea, siamo “protagonisti del divenire d’Italia”. E, con questa responsabilità, ci prendiamo cura del bene comune”.
L’articolo Sangalli (Confcommercio): “Le imprese sono il volto delle città e il motore della crescita” proviene da Ore12.
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Redazione Ore 12
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