La seconda giornata di lavori del forum sindacale “Uniti sotto lo stesso casco” si è aperta ieri, allo Spazio Cultura Meno assenza di Pozzallo, per parlare della situazione di partenza delle rivendicazioni e delle prassi contrattuali nei diversi paedi dell’Euromediterraneo.
Dopo l’intervento, molto apprezzato, del segretario generale Cgil Ragusa Giuseppe Roccuzzo, del Sindaco Roberto Ammatuna e del segretario generale Fillea Cgil nazionale Antonio Di Franco, si sono susseguite le testimonianze di Feliciano Iudicone del Dipartimento Immigrazione Fillea Cgil nazionale; Katry Mohamed Shahin del coordinamento migranti Fillea Cgil; Jean Pascal Francois segretario internazionale FNSCBA CGT (Francia); Plamena Partenioti segretario internazionaleFCIWPodkrepa (Bulgaria); Taieb Bahri segretario generale FGBB (Tunisia); Marko Tanasic esperto in Politiche dell’Immigrazione ZSSS (Slovenia); Khaledd Abu Zhour segretario per il settore Costruzioni PGFTU (Palestina). Ha moderato i lavori Alberto Castiglione, giornalista di Antimafia Duemila.
A seguire si è parlato din “Edilizia e lavoratori migranti: sfide e strategie per rafforzare tutele e sindacalizzazione”. Sono state anche presentate le iniziative sindacali nei cantieri per la costruzione degli stadi dei Mondiali Fifa, dove sono spesso emerse forme di grave sfruttamento.
Nel pomeriggio si è aperta una riflessione su come ripensare le politiche di accoglienza a livello nazionale ed internazionale e quali esperienze sono state messe in campo dalle parti sociali dell’edilizia.
In serata l’evento clou del programma, con la presenza del segretario generale della Cgil nazionale Maurizio Landini e di diversi ospiti.
Prima di questo incontro Landini si è recato presso la Società Operaia di Mutuo Soccorso per portare la sua testimonianza.
Dopo il saluto del Presidente del sodalizio, Elia Amore, nel suo intervento Landini ha affermato “Grazie, grazie di questa accoglienza. Tra l’altro, come sapete, quest’anno celebreremo anche i 120 anni della nascita della Cgil. Le prime Camere del Lavoro, anche nel nostro paese, nascono proprio nel 1891, quindi esperienze come la vostra.
“Le Camere del Lavoro prima e la Cgil dopo, nascono proprio sull’onda della costituzione di tante società di mutuo soccorso che fino alla fine dell’Ottocento, naturalmente, avevano un punto di fondo, che è solo l’unità del mondo del lavoro. La coalizione, il mettersi assieme dei lavoratori, era la condizione per poter migliorare le condizioni di vita, di lavoro, per darsi una mano, per costruire quegli elementi di solidarietà che fanno la differenza. Quindi, credo che quei valori non sono spariti, non è che sono finiti, anzi, mai come adesso c’è bisogno di unità e se pensiamo anche ai livelli purtroppo di precarietà che ci sono nel lavoro, se pensiamo alle zone come il Mezzogiorno del nostro paese, che vede una quantità di giovani che purtroppo se ne vanno, anziché rimanere qui a lavorare, credo che ancora di più ricordare e non perdere questa memoria è la condizione per provare a cambiare le condizioni di vita e di lavoro e rilanciare con molta forza l’azione anche del sindacato dei lavoratori, che sono le lotte per i diritti nel lavoro e le lotte per i diritti sociali, civili, per la giustizia sociale, quelle che hanno permesso di costruire anche la democrazia nel nostro paese. Quindi, mai come oggi, io credo che questo sia un mondo importante. L’iniziativa a cui tutti assieme, credo dopo parteciperemo, indica che oggi l’unità nel mondo del lavoro è anche un’unità tra diverse soggettività. Del resto, anche fin dall’origine, il movimento dei lavoratori ha sempre pensato che i diritti nel lavoro devono essere di tutte le persone, in tutto il mondo”.
“E se c’è un elemento, ha proseguito il segretario nazionale, credo che valeva e ha dato valore, perché ha fatto nascere le organizzazioni sindacali, ma vale anche oggi, cioè che una funzione fondamentale di un’organizzazione sindacale, delle società di mutuo soccorso, è impedire che le persone che pervengono al bisogno di lavorare, per farlo, debbono competere tra di loro. E’ la solidarietà non la competizione che a noi serve, ed è la solidarietà che fa anche la forza per aiutare quelli che stanno peggio, in modo che tutti possano avere questi diritti. Credo che questi valori sono importantissimi, sono fondamentali, perché senza la solidarietà non c’è né la giustizia sociale, né la democrazia, né la libertà.
E questi credo che siano i valori di fondo per cui tanti anni fa è nata la società di mutuo soccorso, sono nate le organizzazioni sindacali e questo è il nostro dovere, la nostra responsabilità.
Fin qui tutto liscio, poi un inatteso inconveniente che ha colpito direttamente il vostro cronista. Alla nostra richiesta di intervistare il segretario nazionale della Cgil, si è alzato un muro, fatto di tante difficoltà che alla fine sono diventate insormontabili. La proposta, da parte di Landini e del suo staff, quella di una intervista collettiva, insieme a tutti i colleghi e non si è capito bene se con una domanda unica.
Avremmo gradito un atteggiamento diverso, da parte di chi si batte per tutelare i lavoratori, e spesso si avvale della stampa per veicolare iniziative e riflessioni. Ogni giornale sceglie il proprio taglio e noi avremmo voluto fare due-tre domande a Landini. Non ci è stato consentito perchè dal suo staff abbiamo appreso che il segretario nazionale della Cgil “risponderà soltanto a domande di carattere nazionale”.
Penso che nessuno fra i presenti aveva intenzione di chiedere risposte su situazioni locali, delle quali magari Landini non era nemmeno a conoscenza.
Comunque, non è concesso a nessuno porre limiti ai quesiti da porre, tutt’al più si può rifiutare di rispondere. In questo modo si interrompe il rapporto di cordiale collaborazione che si era istituito nei primi giorni, rovinando quanto di buono fino ad oggi si era fatto in termini di informazione.
Comunque, non è successo nulla di importante, ce ne faremo una ragione.
Certo, dispiace che chi dovrebbe tutelare tutti i tipi di lavoro, forse non ritiene tale quello svolto da un giornalista.
Peppe Privitera
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Giuseppe Privitera
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