Le due perle della Riviera di Ulisse: cosa vedere tra l’incanto bianco di Sperlonga e la storia di Gaeta


Sperlonga e Gaeta, le perle della Riviera di Ulisse: cosa vedere tra mare, borghi bianchi e i segreti della Montagna Spaccata.

Il nostro viaggio si è mosso lungo una sessantina di chilometri di costa dove il mito omerico smette di essere fanta-letteratura e diventa pietra, falesia e mare ondoso. La Riviera di Ulisse si estende da San Felice Circeo fino a Formia, configurandosi come una delle sorprese geografiche più sbalorditive del Lazio meridionale. Qui, dove i rilievi dei Monti Ausoni e Aurunci si tuffano direttamente nelle acque del Tirreno, abbiamo ripercorso le leggendarie rotte dell’eroe greco, scoprendo un territorio stratificato, dominato da una luce accecante e da borghi marinari che custodiscono millenni di passaggi imperiali, incursioni saracene e architetture imbiancate a calce.

Il labirinto di calce di Sperlonga e il mito di Torre Truglia

Il primo impatto con Sperlonga evoca immediatamente le atmosfere dei villaggi cicladici, eppure siamo nel cuore della provincia di Latina. Arroccato su uno sperone di roccia proteso verso il mare, questo borgo si presenta come un dedalo verticale di vicoli stretti, archi e scalinate che costringono il viaggiatore a un continuo e affascinante saliscendi.

@RebeccaManzi/GreenMe

Camminando tra le pareti candide, ci si imbatte in piccoli gioielli storici come il duecentesco Palazzo Sabella o l’antica Chiesa di Santa Maria, citata già nel 1135. Il punto di giunzione tra le due grandi spiagge sabbiose del paese è dominato dalla maestosa Torre Truglia, edificata nel 1532 sulla punta del promontorio come baluardo difensivo contro i pirati e oggi punto panoramico d’eccezione per osservare la costa.

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Il centro storico di Sperlonga: un labirinto bianco sul mare

Il cuore pulsante del borgo è un vero e proprio capolavoro urbanistico medievale, un nucleo arroccato concepito originariamente per disorientare i pirati saraceni e che oggi incanta i viaggiatori. Esplorare il centro storico significa perdersi in un fittissimo dedalo di vicoli stretti, archi e scalinate imbiancate a calce, dove le case sembrano sorreggersi l’una con l’altra. Camminando tra i mille pianerottoli fioriti e le botteghe artigiane, ci si imbatte in terrazze panoramiche improvvise che regalano scorci mozzafiato sul Tirreno e sulle Isole Pontine.

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Le tappe imperdibili tra le mura includono la trecentesca facciata di Palazzo Sabella, che nel 1379 ospitò l’antipapa Clemente VII, e la suggestiva Piazzetta della Libertà, il salotto del paese dove ci si ritrova al tramonto. Da qui, una scalinata monumentale conduce fino alla Chiesa di Santa Maria Assunta, l’edificio religioso del XII secolo che custodisce la statua lignea del patrono San Leone Magno e tele d’epoca, prima di scendere definitivamente verso la costa.

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Le spiagge circostanti, dalla Canzatora alla spiaggia dell’Angolo fino alla selvaggia spiaggia delle Bambole, offrono una sabbia finissima che lambisce un mare ripetutamente premiato per la sua assoluta limpidezza.

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Gaeta e lo spettacolo naturale della Montagna Spaccata

La seconda tappa del nostro itinerario ci ha condotti a Gaeta, una cittadina fortificata dall’anima complessa e fiera, adagiata sul promontorio del Monte Orlando. La prima sosta obbligata coincide con un luogo intriso di sacralità e vertigine: il Santuario della Santissima Trinità e la celebre Montagna Spaccata.

Qui la roccia si è letteralmente aperta in tre profonde fenditure verticali; scendendo una scalinata mozzafiato si accede alla Grotta del Turco, un gigantesco antro naturale dove nel IX secolo i pirati saraceni trovavano rifugio durante le loro incursioni. L’intera area è inserita nel Parco Regionale Urbano, un polmone verde dove la macchia mediterranea profuma l’aria e i sentieri conducono fino al solenne Mausoleo di Lucio Munazio Planco, risalente al 22 a.C.

Le spiagge di Gaeta: sette perle di sabbia d’oro e acque cristalline

Se Sperlonga incanta con le sue calette e la vicinanza alla grotta imperiale, Gaeta risponde con un litorale semplicemente straordinario, famoso per le sue sette spiagge che si snodano lungo la via Flacca, sul versante occidentale del promontorio.

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La più celebre e spaziosa è senza dubbio la spiaggia di Serapo, il vero e proprio lido cittadino: una lunga distesa di sabbia finissima racchiusa tra il Monte Orlando e il colle di Fontania, bagnata da un mare limpidissimo e dotata di ogni comfort turistico. Spostandosi verso nord, si incontra la spiaggia di Fontania, un piccolo gioiello nascosto che custodisce i resti archeologici di una sontuosa villa romana appartenuta al console Gneo Fonteio, dove si possono fare immersioni circondati dalla storia.

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La Basilica Cattedrale di Gaeta: tra enigmi medievali e splendori barocchi

Il centro storico, denominato Gaeta Vecchia, rivela l’antico ruolo di strategico ducato marinaro. La Basilica Cattedrale di Santa Maria Assunta in Cielo, un gioiello architettonico che fonde oltre mille anni di storia del glorioso Ducato marinaro, ne rappresenta il cuore sacro. L’esterno è dominato dallo straordinario campanile arabo-normanno alto quasi 60 metri, ultimato nel 1279, alla cui base si nascondono i celebri bassorilievi medievali dei pistrici, mostri marini che inghiottono e rigettano il profeta Giona come allegoria della Resurrezione.

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La città delle cento chiese e il Castello Angioino-Aragonese

Poco distante si ergono il maestoso Campanile arabo-normanno del Duomo di Sant’Erasmo e l’imponente Tempio di San Francesco, un edificio neogotico che regala uno degli scorci fotografici più celebri della città. A dominare l’intero golfo provvede il monumentale Castello Angioino-Aragonese, una fortezza militare divisa in due strutture storiche sovrapposte, oggi parzialmente occupata dalla Guardia di Finanza e dall’Università, che con le sue mura massicce chiude magnificamente un percorso sospeso tra la terra e le rotte del mito.

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