“La sfilata di Brunello Cucinelli a Modica è stata, senza dubbio, un evento straordinario per la bellezza del contesto, per il prestigio internazionale della maison, per la capacità di coniugare moda, arte, territorio e identità mediterranea” Ad affermarlo il presidente sezionale di Confcommercio Modica, Giorgio Moncada. Ma, accanto al riconoscimento, arriva anche la riflessione.
Moncada esprime un apprezzamento sincero nei confronti dell’imprenditore umbro: «A Brunello Cucinelli va il nostro grazie. Non soltanto per ciò che rappresenta nel panorama mondiale del lusso, ma per i valori umani che da anni accompagnano il suo percorso. In un tempo in cui il successo viene misurato solo attraverso i numeri, lui continua a ricordarci che impresa può significare anche comunità, cultura, rispetto della persona e responsabilità sociale».
Il presidente sottolinea come Modica abbia beneficiato di una visibilità senza precedenti: “Le immagini della scalinata di San Giorgio hanno fatto il giro dei media nazionali e internazionali. Sarebbe miope non riconoscerlo».
Poi però arriva anche la riflessione che mette in evidenza alcune ombre dell’evento:
«Sarebbe altrettanto miope non chiederci cosa questa esperienza potrà lasciare in eredità alla città. Le grandi manifestazioni non si misurano solo dalla visibilità che generano, ma dalla partecipazione, dall’appartenenza, dalle ricadute diffuse».
Moncada osserva come l’attuale amministrazione tenda a gestire gli eventi più importanti «in una dimensione molto elevata, forse talvolta troppo elevata, e poco permeabile al confronto con il tessuto vivo della città». «È un peccato» aggiunge. «Perché quando si rappresenta una comunità, bisogna dialogare con ciò che essa è realmente, non solo con ciò che si immagina che sia».
Il presidente richiama l’attenzione sulla Modica quotidiana: «Il successo contemporaneo della città è costruito dalla laboriosità di migliaia di persone: commercianti, artigiani, professionisti, imprenditori, lavoratori che si alzano all’alba e rientrano a casa quando la giornata è già finita. Questa parte della città — la più grande — ha probabilmente percepito solo in parte la portata dell’evento».
Da qui alcune proposte che avrebbero potuto ampliare il coinvolgimento: «Si sarebbe potuto immaginare un percorso di avvicinamento: una sfilata dedicata ai giovani talenti modicani, momenti pubblici aperti alla cittadinanza, iniziative culturali diffuse. Oppure chiedere alla maison un ulteriore sforzo di connessione con la città: un concerto aperto al pubblico, un progetto artistico permanente, l’adozione simbolica di uno spazio urbano».
«Si parla molto di sinergia» continua Moncada. «E la sinergia, per sua natura, dovrebbe produrre benefici reciproci e percepibili».
Il presidente chiarisce che le sue osservazioni non intendono sminuire l’evento: «Il valore della sfilata è indiscutibile. Le mie parole vogliono solo contribuire a migliorare il modo in cui occasioni di questa portata possono essere vissute dalla comunità che le ospita».
Con un sorriso, Moncada aggiunge una nota personale: «Qualcuno potrebbe suggerirmi di rivolgermi a un bravo oculista: ammetto di soffrire di una certa miopia. Fortunatamente solo da un occhio, perché con l’altro continuo a vedere piuttosto bene. E forse è proprio quell’occhio che mi porta a osservare le cose dal livello della strada. Del resto, faccio il “putiaro” e ho sempre avuto il vizio di volare basso».
La conclusione è affidata a una metafora popolare: «Parafrasando una celebre pubblicità, la città ha certamente apprezzato l’evento… ma non si è ancora leccata le dita. E si sa: se non lecchi le dita, godi soltanto a metà».
«C’è ancora tempo per riflettere, imparare e migliorare. E chissà, magari il nostro stimato sindaco ci sorprenderà con una conferenza stampa che coinvolga tutti i giornalisti — anche quelli locali — e ci renderà partecipi dei numeri. Perché le grandi opportunità non vanno soltanto celebrate. Vanno condivise».
«Buon lavoro a tutti- conclude Moncada-che rivolge anche un grazie sincero all’amministrazione per l’impegno profuso»
Ovviamente, noi de Il Domani Ibleo, non possiamo che apprezzare l’intervento di Giorgio Moncada che spiega con esattezza quello che volevamo dire nel nostro articolo e a cui qualcuno ha voluto dare una lettura appositamente sbagliata affermando che eravamo contrari a prescindere come posizione presa in partenza. Questo non solo non è vero, ma è anche significativo di come si voglia colpire una stampa che a volte non si allinea ( lo sappiamo e ne paghiamo le conseguenze anche in termini di sovvenzioni economiche), ma rimaniamo liberi e abbiamo il coraggio di dire ciò che gli altri sussurrano.
Perché è più facile andare dove ti trascina la corrente che nuotare in direzione opposta ma a noi non ci ferma nessuno (forse solo le pallottole!) e restiamo fermi nelle nostre posizioni affermando che l’evento di per sé non può essere criticato, che nessuno pretendeva di essere nel parterre degli ospiti d’eccezione, perche sappiamo benissimo che le sfilate sono degli incontri privati con élite danarosa, ma la stampa, quella che ogni giorno si occupa di Modica, criticando, plaudendo, stimolando, aiutando una comunità a crescere nella sua bellezza e nei suoi valori, ha diritto di essere trattata equamente, perchè la città, a prescindere, ha diritto di godere degli effetti positivi dell’evento tramite la stampa locale che non voleva sostituirsi a Vogue. Alla fine Cucinelli ha preferito andare a Taormina e non degnare Modica non solo di una visita ma nemmeno di una parola. Ecco, allora, che il prestigio rimane solo per pochi. Modica è già conosciuta in tutto il mondo, ed è per questo che è stata scelta, non il contrario. Modica è bella e basta! Ed è patromonio di tutti. Ma se sosteniamo questo, saremmo noi i provinciali…
gic
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