Bologna Montana Art Trail 2026


Bologna Montana Art Trail 2026

Partecipazione in aumento e una nuova call per artisti: il progetto Bologna Montana Art Trail guarda al futuro con 10 nuove opere di Land Art

A due anni dalla sua inaugurazione, Bologna Montana Art Trail (BoM Art Trail) si conferma una delle esperienze più innovative e attrattive dell’Appennino tosco-emiliano.

Nel 2026 il progetto sta registrando un significativo incremento dell’interesse da parte di escursionisti, cicloturisti, appassionati d’arte e visitatori provenienti da tutta Italia, con un crescente gradimento per un format che unisce natura, cultura, arte contemporanea e turismo lento.

Lungo un anello di circa 100 chilometri che attraversa i territori di Loiano, Monghidoro, Monterenzio, Monzuno, San Benedetto Val di Sambro e Firenzuola, BoM Art Trail rappresenta oggi un vero e proprio ecosistema culturale e turistico capace di mettere in relazione paesaggio, comunità locali, artisti, sentieri e visitatori.

Progettato e realizzato da Viva il Verde in collaborazione con Bologna Montana e inaugurato nel 2024, il percorso può essere affrontato a piedi, in bicicletta o a cavallo, offrendo un’esperienza immersiva che combina l’esplorazione del territorio con la scoperta di opere di Land Art integrate armoniosamente nell’ambiente naturale.

Una crescita che conferma il valore del progetto

Il successo del 2026 dimostra come il Bologna Montana Art Trail sia riuscito a intercettare la crescente domanda di esperienze autentiche e sostenibili.

Natura incontaminata, borghi storici, siti archeologici, opere artistiche monumentali e una rete di servizi dedicati ai camminatori rendono il percorso una proposta unica nel panorama nazionale.

Il tracciato dispone di oltre 1.400 segnaletiche, 25 punti acqua e più di 40 strutture ricettive tra alberghi, agriturismi, rifugi, B&B e ristoranti, garantendo un’accoglienza diffusa e una fruizione accessibile a diverse tipologie di utenti.

Aperta la call per la realizzazione di 10 nuove opere

Per sostenere la crescita del progetto e ampliare ulteriormente la galleria a cielo aperto, è stata attivata una call rivolta ad artisti e creativi interessati a contribuire allo sviluppo del percorso.

L’obiettivo è selezionare gli autori delle 10 nuove opere di Land Art che verranno realizzate nel corso del 2026, arricchendo una collezione che conta già 25 installazioni monumentali distribuite lungo il cammino.

La visione del progetto è ambiziosa: raggiungere nei prossimi anni quota 50 opere, trasformando Bologna Montana Art Trail in una delle più importanti gallerie permanenti di Land Art a cielo aperto d’Europa.

Le opere sono chiamate a dialogare con il paesaggio, valorizzare l’identità dei luoghi e contribuire a costruire un racconto contemporaneo dell’Appennino, nel pieno rispetto dell’ambiente naturale che le ospita.

Una galleria a cielo aperto lungo 100 chilometri

Il tratto distintivo del BoM Art Trail è proprio l’integrazione tra arte e natura. Le installazioni non rappresentano semplici punti di interesse, ma diventano elementi del paesaggio, capaci di generare nuove modalità di osservazione e interpretazione del territorio.

Tra le opere già presenti figurano sculture monumentali dedicate alla fauna locale, installazioni simboliche, opere partecipative e creazioni ispirate alla storia e alle tradizioni dell’Appennino.

Oltre all’esperienza artistica, il percorso consente di visitare alcuni dei luoghi più significativi dell’Appennino bolognese e toscano:

  • parco Archeologico di Monte Bibele, uno dei più importanti siti etrusco-celtici d’Italia
  • Flaminia Militare, l’antica strada romana realizzata nel 187 a.C.
  • parco La Martina
  • area naturalistica dell’Alpe di Monghidoro
  • cascata delle Colore
  • lago di Castel dell’Alpi
  • Monte Venere

Un patrimonio naturalistico, storico e culturale che rende ogni tappa un’esperienza diversa e complementare.

Un progetto per tutti

Il Bologna Montana Art Trail si rivolge a un pubblico ampio e trasversale: escursionisti e camminatori; cicloturisti e biker; appassionati di arte contemporanea e Land Art; amanti del turismo lento e sostenibile; aziende e organizzazioni interessate ad attività di team building e outdoor training.

Il percorso ospita inoltre festival, concerti, workshop, laboratori, incontri culturali, attività di yoga e spettacoli, consolidando il proprio ruolo di piattaforma territoriale per la cultura e la valorizzazione dell’Appennino.

Le opere presenti lungo il percorso si trovano nelle seguenti località.

Loiano

Lupus Lujanes (Rodolfo Liprandi), Istrice (Simona Cavatoni e Marco Bogar), Simbiosi (Ionel Alexandrescu), Tela del Ragno (Artisti Locali), Lumaca Ribelle (Ars Ruralis), Libera-Mente (Ars Ruralis).

Monterenzio

Cinghiale Celtico (Gianluigi Zegni), Pioggia Sonora (Emanuela Camacci).

Monghidoro

Aquila (Simone Paulin), Tritone (Devid Strussiat), I Soffioni (Marta Zucchinali), Love Bee Valley (Stefano Devoti), Famiglia Cervi (Simone Paulin), Fauno (Rodolfo Liprandi).

San Benedetto Val di Sambro

San Giorgio e il Drago (Enrico Menegatti), Mufloni (Matteo Cretti), Porta delle Sindoni (Debora Domenichelli), Spada nella Roccia (I Santi), Gufo Giovannino (Simona Cavatoni e Denis Camuffo), Iguana Malbura (Simone Paulin).

Monzuno

Colonne della Memoria (Paolo Vivian), Arpa (Aldo Pallaro), Madre Natura (Paolo Moro), La Dea (Devid Strussiat), Neuroni Specchio (Marta Zucchinali).

Scheda tecnica del Bologna Montana Art Trail

  • lunghezza: 100 km
  • tipologia: anello
  • partenza e arrivo: Loiano
  • tappe: 4-6 giorni a piedi, 2-3 giorni in Mtb
  • dislivello complessivo: 4.450 metri
  • fondo: 90% sentieri e strade bianche, 10% asfalto
  • punti acqua: 25
  • ospitalità: oltre 40 strutture ricettive
  • temi principali: Natura, Arte, Cultura

Con la crescita delle presenze, il lancio della nuova call per artisti e l’obiettivo di ampliare il numero delle installazioni, il 2026 rappresenta un anno strategico per Bologna Montana Art Trail, sempre più riconosciuto come un modello di valorizzazione territoriale capace di coniugare sostenibilità, creatività e sviluppo delle comunità locali.




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 Redazione Green Planner

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