La quinta edizione di Scenari prende ufficialmente il via sotto il segno del “Bene comune”, un claim che per il 2026 non rappresenta soltanto un manifesto programmatico, ma una vera e propria linea guida.
Il galà di presentazione, condotto sul palco da due giornalisti, Enzo Scarso e Salvatore Cannata, ha svelato i dettagli di un cartellone straordinariamente denso, capace di portare nel cuore del territorio 21 autori distribuiti nell’arco di cinque fine settimana. L’ambizione della rassegna è chiara: trasformare Modica da semplice città ospitante a protagonista assoluta e scenario vivente dell’incontro culturale, segnando un salto di qualità che unisce la macchina organizzativa, le istituzioni e il tessuto produttivo.
Un lavoro corale incessante
La direttrice artistica Piera Ficili, visibilmente emozionata durante la serata inaugurale, ha tracciato l’orizzonte di questa edizione, spiegando come l’intricato mosaico del festival si componga quasi magicamente grazie a un lavoro corale incessante. Tra le novità più rilevanti spicca la sezione “Scenari al tramonto”, che valorizzerà due nuove e suggestive location della città: il Belvedere del Pizzo e il Belvedere dell’Idria.
“Bene Comune perché mai questa volta tutta la città di Modica dalle sue istituzioni alle sue risorse economiche si è dedicata a Scenari, sostenendolo e accompagnandoci in questa avventura”.
Il programma si amplia inoltre grazie alla sinergia con l’Associazione Riad e all’introduzione del “dopo festival” del sabato sera, pensato per prolungare la socialità e far vivere la città ben oltre il momento del dibattito letterario. Un’attenzione particolare sarà dedicata ai più piccoli attraverso laboratori ludico-didattici volti a far scoprire il concetto di bene comune, incarnato per l’occasione da un simbolo identitario della città come il cioccolato, all’interno di un’esperienza inclusiva e multisensoriale.
Scenari: un format dal valore strategico
Il valore strategico della manifestazione è stato ampiamente rimarcato dalle autorità politiche e istituzionali presenti in prima fila, a dimostrazione di una governance territoriale che scommette sulla cultura come motore di sviluppo. Maria Monisteri, sindaco di Modica, nel suo saluto di apertura ha evidenziato il cambio di passo impresso alla kermesse, simboleggiato dalla scelta di presentare direttamente in Corso Umberto nello spazio antistante il Teatro Garibaldi, cuore culturale della Città, modificando temporaneamente la viabilità per restituire la bellezza monumentale ai cittadini e ai visitatori.
L’amministrazione comunale ha scelto di rilanciare con forza il proprio sostegno a Scenari, non limitandosi al supporto logistico e operativo, ma investendo una quota significativa delle risorse economiche destinate agli eventi estivi. Questo impegno si inserisce in una più ampia visione di marketing territoriale legata alla nascita della DMO Enjoy Barocco, un progetto finalizzato a promuovere il territorio utilizzando la cultura come principale attrattore per l’intero comprensorio.
Presente quasi per intero la deputazione regionale
Il legame profondo tra l’evento e la valorizzazione del patrimonio architettonico è stato l’elemento cardine dell’intervento dell’onorevole Ignazio Abbate, il quale ha ricordato la genesi di Scenari e la sfida originaria di strutturare un festival diffuso. Se all’inizio si era pensato di coinvolgere le ville liberty delle campagne, la complessità logistica ha spinto gli organizzatori a concentrare la macchina spettacolare nei siti UNESCO, tra le scalinate e gli scorci di una Modica che si fa città-presepe. Abbate ha elogiato la straordinaria propensione delle aziende locali a investire nella cultura, sottolineando come la sinergia tra i fondi regionali destinati ai centri Unesco e l’intraprendenza privata faccia la differenza rispetto ad altri territori siciliani.
La dimensione sovracomunale e la vivacità culturale della provincia di Ragusa sono state confermate anche dagli interventi degli altri rappresentanti della deputazione regionale. L’onorevole Giorgio Assenza ha portato i saluti dell’assessore Scarpinato, richiamando l’attenzione su un territorio in perenne fermento, come dimostrano la recente conclusione della rassegne letterarie a Ragusa e a Comiso. Sulla stessa linea, l’onorevole Nello Dipasquale ha definito Scenari un modello di innovazione capace di mettere a regime la cultura come risorsa di sviluppo, sottolineando la necessità di consolidare questa offerta integrata per residenti e turisti, guardando già alla programmazione del 2027.
Una rassegna di alto profilo culturale
L’alto profilo culturale della rassegna si riflette anche nella cura della sua identità visiva e artistica, impreziosita quest’anno dalla grafica firmata dal maestro Robustelli e dalla maestria grafica dello studio Orango. Ad arricchire il debutto è giunto anche il saluto del cantautore Giovanni Caccamo, che ha offerto una riflessione profonda sulla responsabilità civile delle arti, intese come presidio fondamentale per tornare a dialogare, incontrare maestri virtuali e ridare ossigeno alla quotidianità, ma non sono mancati momenti live di alto spessore culturale come il quartetto d’archi del Liceo Musicale Giovanni Verga di Modica, il teatro dialettale con Piero Pisana e Nele Pluchino (san Pietro vs san Giorgio) insieme alla Madonna Vasa Vasa (Floriana Adamo) e la soluzione finale del buon Dio (Simone Occhipinti). E in apertura e chiusura la splendida voce di Elma Rizza che, accompagnata al piano dal maestro Gianluca Abbate.
A chiudere le performance è stato un figlio illustre della Contea, Andrea Tidona che leggendo le poesie di Arminio ha trasportato la platea in un turbinio di emozione.
Nei diversi interventi, Tonino Cannata, sovrintendente della Fondazione Teatro Garibaldi, ha confermato la collaborazione ormai imprescindibili. Il successo di questa quinta edizione poggia, in definitiva, su un gruppo di lavoro visionario ma concreto e su una fitta rete di sponsor che hanno scelto di investire sul futuro della città e non sul singolo evento, dimostrando che la comunità vive autenticamente quando sa fare sistema.
Infine anche quest’anno è stata ricordata la vicinanza e il sostegno della Diocesi di Noto, nella persona del Vescovo Mons. Salvatore Rumeo, e dei vari parroci interessati per rendere Scenari sempre più un luogo di suggestione. Infatti c’è stata l’assoluta disponibilità perché le scalinate e i sagrati delle chiese di Modica, fossero ancora il proscenio delle presentazioni.











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Pierpaolo Galota
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