Numeri in crescita per un turismo diffuso e sostenibile


A quasi sette anni dall’iscrizione delle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO e a sei anni dalla nascita dell’Associazione che ne cura la gestione, il territorio ha raccontato il proprio percorso di crescita, tutela e valorizzazione condivisa. 

L’Associazione per il Patrimonio delle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene ha presentato il lavoro svolto dal 2020 ad oggi e racchiuso in una pubblicazione che verrà diffusa sul territorio un percorso nato con l’obiettivo di trasformare l’iscrizione nella lista dei patrimoni UNESCO da riconoscimento formale a sistema territoriale stabile, capace di integrare tutela del paesaggio, pianificazione, promozione culturale e turistico, sviluppo socioeconomico e coinvolgimento delle comunità.

La crescita così importante di arrivi e presenze nelle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene Patrimonio dell’Umanità UNESCO conferma che il Veneto è in grado di garantire un’offerta turistica che va ben oltre il grande richiamo delle spiagge, delle Dolomiti e di Venezia – ha commentato Alberto Stefani, presidente della Regione del Veneto – Propone ambienti in cui si fondono cultura, lavoro dell’uomo, tradizioni e paesaggio; è l’identità della nostra terra che ancora una volta dimostra di avere nel suo DNA gli ingredienti per forme di turismo a misura d’uomo ma di grande gratificazione e valore all’insegna della sostenibilità. Le Colline sono una scommessa vinta grazie ad un importante gioco di squadra tra tutti gli attori del territorio che ha permesso ad una comunità di comunicare con consapevolezza la propria terra, tutelandola e promuovendola con passione“.

In questi anni le Colline sono passate dall’essere percepite prevalentemente come il territorio di produzione di un vino che è portabandiera del Made in Italy nel mondo a diventare un paesaggio culturale riconosciuto a livello internazionale, fondato sull’equilibrio tra uomo e ambiente e sui suoi caratteri identitari dalle dorsali, al sistema di ciglioni inerbiti, al paesaggio a mosaico. Il riconoscimento UNESCO si è confermato una leva di sviluppo sostenibile, non un vincolo. I dati raccolti raccontano una trasformazione concreta: tra il 2019 e il 2025 gli arrivi turistici sono cresciuti del 35,4%, passando da 186.592 a 252.553, mentre le presenze sono aumentate del 28,8%, da 445.524 a 573.664. Ancora più significativa la componente internazionale, con gli arrivi stranieri in crescita del 48,1% e le presenze straniere del 43,2%.

La crescita ha riguardato anche l’accoglienza diffusa: le strutture turistiche sono aumentate del 45,4% e i posti letto del 35,4%. Il comparto extralberghiero, in particolare, ha registrato un forte sviluppo, coerente con un modello di turismo lento, sostenibile e legato alla riqualificazione di edifici rurali, borghi storici e architetture tradizionali. Accanto ai numeri turistici, c’è stato un rafforzamento della reputazione del territorio: il sentiment complessivo online è passato dall’86,2% del 2019 all’88,9% del 2025, con un risultato leggermente superiore alla media regionale. Le Colline sono cresciute quindi non solo nei flussi, ma anche nella qualità percepita, nella fiducia e nell’attrattività.

Sette anni fa le Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene entravano nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO e sei anni fa nasceva l’Associazione: da allora abbiamo lavorato per trasformare un riconoscimento sulla carta in responsabilità condivisa che si è tradotta grazie all’impegno di tutti, dalle Istituzioni ai cittadini che ne hanno saputo comprendere e cogliere la straordinaria opportunità, in un sistema territoriale concreto – ha dichiarato Marina Montedoro, Presidente dell’Associazione per il Patrimonio delle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene. Ma credo che il valore più grande di questo percorso non risieda soltanto nei numeri, pur importanti, ma nella capacità di una comunità di sentirsi appartenere e riconoscersi nel proprio paesaggio, di proteggerlo e di costruire insieme il suo futuro. Per questo abbiamo investito molto nei progetti dedicati alle persone: giovani, scuole, cittadini, operatori, amministratori e volontari. Un patrimonio UNESCO vive davvero solo quando diventa consapevolezza diffusa, partecipazione e senso di appartenenza. Oggi le Colline sono più tutelate, più conosciute, più accessibili e più consapevoli della propria identità. Questo è il risultato di un lavoro di squadra fatto con le Istituzioni, le imprese, le scuole, i cittadini e tutti coloro che ogni giorno contribuiscono a custodire un patrimonio che appartiene al mondo, ma prima di tutto alle comunità che lo vivono.”.

Centrale è stato il lavoro dell’Associazione, che ha consolidato un metodo di governance condivisa tra Regione del Veneto, IPA Marca Trevigiana, Provincia di Treviso, Comuni, Consorzio di Tutela Consorzio Tutela del Vino Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG, Camera di Commercio di Treviso – Belluno|Dolomiti, Ministero della Cultura, Soprintendenza, enti, imprese, associazioni, scuole, volontari e comunità locali. Un modello fondato su coordinamento, ascolto e responsabilità comune, che ha trovato espressione anche nei progetti rivolti alle nuove generazioni e nelle grandi partnership create con il mondo dell’impresa e turismo, come Airbnb, e quelli della cultura con Marsilio Arte e le Stanze della Fotografia.

Tra i progetti più significativi portati avanti in questi anni si inseriscono: il Cammino delle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene, 51 chilometri tra crinali, vigneti e borghi, già percorso da oltre 10.000 camminatori provenienti da più di 40 Paesi; la rete dei 40 sentieri, pensata per favorire una fruizione ordinata e rispettosa del paesaggio; il percorso accessibile “Da Castello a Castello” a Susegana. E ancora: il Centro Visitatori di Villa dei Cedri in fase di realizzazione, i progetti dedicati alla gestione sostenibile della risorsa idrica, l’innovazione ambientale, la formazione dei giovani e la promozione culturale.

Arte, musica, letteratura e sport sono diventati strumenti di racconto del paesaggio: dal Premio dell’Arte al Leone Alato di Martalar, dalla rassegna Armonie a Una Collina di Libridal Forum internazionale dei Patrimoni dell’Umanità agli eventi sportivi che attraversano il territorio, le Colline sono oggi un laboratorio di valorizzazione culturale e sostenibile.

Particolare attenzione è stata dedicata anche ai progetti per la comunità e agli interventi concreti a favore del territorio, con l’obiettivo di rendere il riconoscimento UNESCO un valore tangibile per chi vive quotidianamente le Colline. Dal laboratorio partecipato “Colline in ascolto” ai progetti educativi nelle scuole, fino a “Narratori della Bellezza”, percorso patrocinato dall’UNESCO per formare giovani ambasciatori del patrimonio, l’Associazione ha promosso ascolto, formazione e partecipazione. Nella stessa visione rientrano il Ponte dell’Umanità sul torrente Campea, inaugurato nel 2023 tra Farra di Soligo e Follina per completare in sicurezza il Cammino delle Colline, l’aggiornamento del Disciplinare Tecnico, che ha permesso di affrontare l’emergenza della Flavescenza dorata conciliando tutela del paesaggio e continuità produttiva, e i progetti AQUA ed ECOLOG, dedicati alla gestione sostenibile delle risorse, alla resilienza climatica e alla diffusione di buone pratiche ambientali. La valorizzazione, la tutela, la comunicazione e la promozione fatta hanno contribuito a rafforzare il posizionamento nazionale e internazionale del Sito UNESCO: dal riconoscimento ad oggi sono stati pubblicati migliaia di articoli su media italiani ed esteri, con oltre 30 trasmissioni televisive nazionali e internazionali e attività di incoming che hanno coinvolto giornalisti provenienti da oltre 20 Paesi.

Il bilancio presentato a Conegliano – conclude Montedoro – restituisce così il senso di un percorso concreto: in sei anni l’Associazione ha trasformato il riconoscimento UNESCO in un metodo di lavoro condiviso, capace di generare tutela, progettualità, reputazione e nuove opportunità per il territorio. Una traiettoria che guarda ai prossimi anni con lo stesso obiettivo: custodire il paesaggio delle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene, rafforzarne l’identità e renderlo sempre più accessibile, sostenibile e vivo per le comunità che lo abitano e per chi lo visita. C’è ancora tanto da fare, ma queste Colline oggi rappresentano per tutto il Veneto motivo di orgoglio perché sono un paradigma di sviluppo territoriale che può essere replicato con altrettanto successo in ogni parte della nostra meravigliosa regione che ha davvero ancora tanto potenziale da esprimere”.

(Autore: Alessandro Lanza)
(Foto e video: Mihaela Condurache)
(Articolo, foto e video di proprietà di Dplay Srl)
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 Alessandro Lanza

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