“Non pubblicate più foto dei vostri figli sui social”: l’allarme della National Crime Agency contro i rischi dell’AI


Nell’era dell’intelligenza artificiale, pubblicare foto dei propri figli sui social espone i minori a rischi nuovi e difficili da controllare, dai deepfake alla manipolazione delle immagini

C’erano una volta gli album di famiglia custoditi nei cassetti. Oggi ci sono i social network, quel coacervo di immagini in cui ogni pappa e ogni compleanno, ogni recita scolastica e ogni primo giorno di scuola si trasforma in un contenuto condiviso con decine, centinaia o migliaia di persone. Eppure, quello che fino a pochi anni fa appariva come un gesto innocuo potrebbe non esserlo più.

Da sempre vi parliamo proprio dello sharenting, quel fenomeno che porta molti genitori a condividere online foto e video e dettagli della vita dei propri figli fin dai primi giorni di vita. Un’abitudine che da tempo esperti di privacy e tutela dei minori invitano a ridimensionare.

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Ora, infatti, il problema ha assunto una dimensione nuova e molto più inquietante. A lanciare l’allarme è la National Crime Agency (NCA) del Regno Unito che, insieme alla Internet Watch Foundation (IWF), ha pubblicato nuove linee guida rivolte alle famiglie: i genitori dovrebbero evitare di mettere fotografie dei propri figli online e, quando possibile, valutare persino la rimozione di quelle già presenti.

Si tratta, certo, di proteggere la privacy dei minori o di evitare che informazioni personali finiscano nelle mani sbagliate, ma ad oggi il rischio principale arriva dall’intelligenza artificiale generativa, capace di trasformare immagini perfettamente innocue in contenuti falsi, manipolati e persino sessualmente espliciti.

Dallo sharenting ai deepfake: perché il rischio è cambiato

Negli ultimi anni ci siamo occupati più volte del fenomeno dei deepfake e della crescente facilità con cui chiunque può creare immagini e video falsi grazie all’intelligenza artificiale. Se fino a poco tempo fa servivano competenze tecniche avanzate per realizzare fotomontaggi credibili, oggi bastano poche istruzioni inserite in un’applicazione o in un software accessibile a tutti.

Una fotografia pubblicata sui social può essere scaricata, elaborata e trasformata in pochi secondi da algoritmi sempre più sofisticati. Il risultato può essere un’immagine alterata o addirittura un falso contenuto pornografico creato senza il consenso della persona ritratta. E quando le vittime sono bambini e adolescenti, le conseguenze diventano ancora più gravi.

Secondo la Internet Watch Foundation, nel 2025 il materiale di abuso sessuale su minori generato dall’intelligenza artificiale è aumentato del 14% rispetto all’anno precedente. L’organizzazione ha identificato oltre 8.000 immagini e video realistici creati artificialmente e diffusi online.

“Non pubblicate le foto dei vostri figli”

Il messaggio lanciato dagli esperti britannici è netto. Dan Sexton, Chief Technology Officer della Internet Watch Foundation, invita i genitori a essere estremamente prudenti quando condividono immagini dei propri figli sui social network.

Secondo l’esperto, una volta che una fotografia viene pubblicata online è praticamente impossibile controllarne la diffusione e impedirne il riutilizzo da parte di terzi. Per questo motivo, se si desidera condividere immagini con parenti e amici, sarebbe preferibile utilizzare strumenti privati e gruppi ristretti piuttosto che profili pubblici o contenuti accessibili a tutti.

L’avvertimento arriva in un momento in cui l’evoluzione dell’intelligenza artificiale sta rendendo sempre più semplice la manipolazione delle immagini. Basti pensare alle polemiche scoppiate nei mesi scorsi intorno ad alcuni strumenti generativi capaci di produrre versioni alterate o sessualizzate delle fotografie caricate dagli utenti.

Attenzione anche alle autorizzazioni firmate

Le nuove raccomandazioni della National Crime Agency non riguardano soltanto ciò che pubblichiamo direttamente sui nostri profili social. Gli esperti invitano infatti i genitori a prestare maggiore attenzione anche alle liberatorie firmate per scuole, associazioni sportive, centri estivi e altre organizzazioni che raccolgono immagini dei minori per pubblicarle su siti web, newsletter o piattaforme social.

Molto spesso queste autorizzazioni vengono firmate automaticamente all’inizio dell’anno scolastico o della stagione sportiva, senza soffermarsi sulle modalità di utilizzo delle fotografie.

La NCA suggerisce invece di verificare attentamente dove verranno pubblicate le immagini, per quanto tempo resteranno online e, se necessario, chiedere la rimozione dei contenuti già diffusi.

Il diritto dei bambini a costruire da soli la propria identità digitale

Dietro questa raccomandazione c’è una riflessione più ampia che riguarda il diritto dei minori a decidere autonomamente come presentarsi online.

Da tempo psicologi, esperti di sicurezza digitale e associazioni per la tutela dell’infanzia mettono in guardia dagli effetti dello sharenting: fotografie condivise senza consenso, informazioni personali diffuse fin dalla nascita e una presenza digitale costruita dagli adulti prima ancora che i bambini possano esprimere una scelta. L’arrivo della AI rende questa questione ancora più urgente. Ogni immagine pubblicata oggi potrebbe essere riutilizzata domani in modi impossibili da prevedere e da controllare.

Nell’era dell’intelligenza artificiale, insomma, una semplice fotografia di un bambino non è più soltanto una fotografia. Può diventare materia prima per algoritmi capaci di manipolarla, modificarla e riutilizzarla in modi che sfuggono completamente al controllo di chi l’ha pubblicata.

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 Germana Carillo

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