La presenza dei top manager italiani sui social continua a consolidarsi, ma con dinamiche profondamente diverse tra le piattaforme. Se LinkedIn si conferma il punto di riferimento per la comunicazione manageriale, Instagram apre nuove opportunità grazie a linguaggi più creativi e ai format editoriali, mentre X appare ormai marginale nel panorama della leadership digitale.
È questo il quadro che emerge dall’ultimo Osservatorio Social Top Manager realizzato da Reputation Manager, che ha analizzato il comportamento di oltre 200 executive italiani nel periodo compreso tra febbraio e maggio 2026.
Quasi otto top manager su dieci sono presenti sui social
Secondo l’analisi, il 78,6% dei top manager italiani dispone oggi di almeno un profilo personale attivo sulle principali piattaforme social, un dato in lieve crescita rispetto alla precedente rilevazione (78%).
Parallelamente diminuisce la quota degli executive completamente assenti dai social, che scende al 21,3%, segnale di una progressiva consapevolezza del ruolo che la comunicazione digitale riveste nella costruzione della reputazione personale e aziendale.
LinkedIn rimane il centro della comunicazione manageriale
Il social professionale continua a rappresentare il principale canale di dialogo tra manager, stakeholder e comunità professionali.
I venti executive più seguiti su LinkedIn superano complessivamente i 2,4 milioni di follower, con una crescita del 9,8% nel quadrimestre. Si tratta di un incremento inferiore rispetto al +21,1% registrato nella precedente rilevazione, ma interpretato dagli analisti come il segnale di una piattaforma ormai entrata in una fase di maturità.
Non si assiste quindi a un rallentamento strutturale, quanto piuttosto alla costruzione di community più solide, meno influenzate dalla semplice crescita numerica e maggiormente orientate alla qualità delle relazioni.
Winkelmann resta il leader
In testa alla classifica LinkedIn si conferma Stephan Winkelmann, presidente e CEO di Lamborghini, con oltre 512 mila follower.
Alle sue spalle figurano:
- Luca de Meo (Kering)
- Cristina Scocchia (Illycaffè)
- Nerio Alessandri (Technogym)
- Antonio Filosa (Stellantis)
Tra le performance più interessanti emerge quella di Monia Ferrari, CEO di Capgemini Italia, che entra nella Top 20 grazie a una crescita del 36,6%, confermando l’efficacia di una strategia editoriale particolarmente strutturata.
Vince chi comunica meglio, non chi pubblica di più
Uno degli aspetti più significativi dell’Osservatorio riguarda il rapporto tra quantità e qualità dei contenuti.
Secondo Reputation Manager, l’engagement non cresce automaticamente aumentando la frequenza di pubblicazione.
Il caso più emblematico è quello di Cristina Scocchia, che nel periodo analizzato ha pubblicato un solo contenuto su LinkedIn ottenendo però il più alto livello di interazioni dell’intera classifica.
Anche Claudio Descalzi ed Urbano Cairo rappresentano esempi di come autorevolezza, credibilità e valore dei contenuti riescano a generare risultati superiori rispetto a una comunicazione più intensa ma meno significativa.
Instagram cresce grazie ai nuovi linguaggi
Se LinkedIn rimane il canale privilegiato della comunicazione corporate, Instagram continua ad aumentare il proprio peso.
La Top 20 dei manager presenti sulla piattaforma sfiora complessivamente i 5 milioni di follower, con una crescita del 21,3%.
Il dato, tuttavia, è influenzato dalla straordinaria crescita di Francesca Moriani, CEO di VAR Group, che aumenta i propri follower di oltre il 329%, trainata soprattutto dal successo del podcast Braveship, esempio di come i nuovi format editoriali possano diventare strumenti efficaci di personal branding.
Elisabetta Franchi resta irraggiungibile
La classifica Instagram continua a essere guidata da Elisabetta Franchi, con circa 3,3 milioni di follower, davanti a:
- Brunello Cucinelli
- Renzo Rosso
- Margherita Maccapani Missoni
- Alessandro Benetton
Tra gli elementi più interessanti emerge anche l’elevato coinvolgimento ottenuto da Urbano Cairo, che registra il miglior engagement medio della piattaforma nonostante una fanbase decisamente inferiore rispetto ai leader della classifica.
X ormai fuori dai radar
Il dato più netto dell’Osservatorio riguarda X, ex Twitter.
Per Reputation Manager la piattaforma può ormai essere considerata irrilevante per la comunicazione dei top manager italiani.
La maggior parte degli executive monitorati non pubblica più contenuti e la Top 20 riesce a classificare soltanto sedici profili realmente attivi.
L’unica eccezione significativa rimane Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, che continua a utilizzare X con regolarità, mantenendo oltre 705 mila follower e livelli di engagement nettamente superiori rispetto agli altri manager presenti sulla piattaforma.
Sempre più manager diventano creator
L’Osservatorio evidenzia anche un’evoluzione nel modo in cui i dirigenti utilizzano i social.
Cresce infatti la quota dei manager classificati come Editor, ovvero produttori di contenuti originali, che raggiunge il 12% del totale, così come aumenta quella dei Brand Ambassador, executive che utilizzano i social per raccontare l’identità e i risultati dell’azienda.
Contemporaneamente diminuiscono i profili semplicemente inattivi o limitati alla condivisione di contenuti altrui, segnale di una comunicazione più consapevole e strategica.
La reputazione digitale passa dalla credibilità
Per Andrea Barchiesi, fondatore e CEO di Reputation Manager, il rallentamento della crescita numerica delle community non rappresenta un elemento negativo.
Al contrario, riflette una trasformazione del comportamento degli utenti, sempre più orientati a seguire leader autentici e contenuti credibili.
In un contesto in cui l’intelligenza artificiale rende sempre più semplice produrre grandi quantità di contenuti, il vero elemento distintivo diventa infatti la qualità della comunicazione, la capacità di costruire fiducia e la coerenza del racconto personale.
L’Osservatorio fotografa così una nuova fase della leadership digitale: meno attenzione ai volumi, più valore all’autorevolezza. Un cambiamento che sembra destinato a ridefinire il modo in cui i top manager costruiscono la propria reputazione online nei prossimi anni.
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Mario Modica
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