Pil, Bankitalia: “In Italia crescita prevista +0,6% nel 2026, migliorate attese”. Preoccupa l’inflazione


di Proto Casciani

 

“Nei mesi invernali il Pil” italiano “ha continuato a espandersi a un ritmo moderato (0,3 per cento). Nel secondo trimestre del 2026, segnato dal conflitto in Medio Oriente, l’accumulazione di capitale si sarebbe attenuata e i consumi delle famiglie avrebbero rallentato. Secondo le nostre previsioni pubblicate in giugno (illustrate in un riquadro dedicato), correggendo per il numero di giornate lavorative, il Pil aumenterà dello 0,5 per cento nel 2026, dello 0,4 nel 2027 e dello 0,9 nel 2028. Considerando il migliore andamento nel primo trimestre rispetto a quanto inizialmente atteso, la crescita del PIL aumenterebbe quest’anno allo 0,6 per cento. Il marcato rialzo dei prezzi dei beni energetici comporterà un ampliamento del disavanzo energetico dell’Italia”. E’ quanto emerge dal Bollettino economico diffuso dalla Banca d’Italia, in merito alla situazione dell’economia italiana.

 

Conti pubblici:, stime Governo confermano riduzione disavanzo prossimi anni

“Le stime di finanza pubblica del Governo confermano la tendenza alla riduzione del disavanzo nei prossimi anni. Sulla base delle stime contenute nel Documento di finanza pubblica 2026 dello scorso aprile, nel quadriennio 2026-29 l’indebitamento netto segnerà un calo. I tassi di crescita della spesa netta saranno in linea con quanto concordato in sede europea, con l’eccezione del 2027. Il rapporto tra il debito e il Pil crescerà nel 2026, per poi ridursi negli anni successivi. La Commissione europea ha giudicato nel complesso adeguato lo stato di avanzamento del percorso di rientro del disavanzo dell’Italia nell’ambito della Procedura per i disavanzi eccessivi”.  “Sulla base delle stime aggiornate contenute nel Documento di finanza pubblica 2026 dello scorso aprile,- si legge – nel quadriennio 2026-29 l’indebitamento netto segnerà un calo; i tassi di crescita della spesa netta saranno in linea con quanto concordato in sede europea, con l’eccezione del 2027. Il rapporto tra il debito e il PIL crescerà nel 2026, per poi ridursi negli anni successivi. Nel pacchetto di primavera del semestre europeo diffuso all’inizio di giugno, la Commissione europea ha ritenuto nel complesso adeguato lo stato di avanzamento del percorso di rientro del disavanzo dell’Italia nell’ambito della Procedura per i disavanzi eccessivi. Il Governo prevede una graduale riduzione dell’indebitamento netto nel quadriennio 2026-29”. Secondo il Documento di finanza pubblica 2026 (DFP 2026) pubblicato lo scorso aprile,- ricorda Bankitalia-“nel triennio 2026-28 l’indebitamento netto tendenziale diminuirebbe in media di 0,2 punti percentuali all’anno,fino a raggiungere il 2,5 per cento del PIL nel 2028; si ridurrebbe maggiormente nel 2029, portandosi al 2,1 per cento del prodotto. Questo andamento sarebbe guidato dal calo dell’incidenza delle spese primarie, riconducibile per gran parte alla componente in conto capitale, anche se gli investimenti pubblici rimarrebbero elevati rispetto alla media storica (con un picco del 3,9 per cento del prodotto nel 2027). Nel quadriennio 2026-29 la crescita annua della spesa netta9 sarebbe in linea con i limiti massimi concordati con la Commissione europea e il Consiglio della Ue, fatta eccezione per il 2027, quando supererebbe di 0,3 punti percentuali il limite dell’1,9 per cento (tav. 7)10. Il quadro di finanza pubblica del DFP 2026 è definito secondo la legislazione vigente e non include le maggiori spese per la difesa che il Governo lo scorso autunno aveva manifestato l’intenzione di effettuare (in rapporto al PIL, fino a 0,5 punti percentuali nel 2028)”.

Inflazione: Bankitalia, proiezione aumento al 3,1% in media 2026

“Nelle nostre proiezioni di giugno l’inflazione al consumo salirebbe al 3,1 per cento nella media dell’anno in corso, riflettendo principalmente il rialzo dei prezzi dell’energia; tornerebbe al 2 per cento nel prossimo biennio”. “Le aspettative di inflazione a breve termine di famiglie e imprese” in Italia “sono aumentate, pur restando inferiori ai livelli osservati a marzo del 2022 in seguito all’invasione dell’Ucraina da parte della Russia”, sottolinea. “L’incremento dei prezzi energetici ha rafforzato le pressioni inflazionistiche. Nel secondo trimestre l’inflazione si è portata al 3 per cento. L’impatto sulle bollette di elettricità e gas dei rincari determinati dalla crisi mediorientale è stato contenuto. Per contrastare le pressioni sui prezzi dei prodotti energetici, il Governo è intervenuto più volte riducendo temporaneamente le accise sui carburanti.Le aspettative di inflazione a breve termine di famiglie e imprese sono aumentate, pur restando inferiori ai livelli osservati a marzo del 2022 in seguito all’invasione dell’Ucraina da parte della Russia”. “Nelle nostre proiezioni di giugno l’inflazione al consumo salirebbe al 3,1 per cento nella media dell’anno in corso, riflettendo principalmente il rialzo dei prezzi dell’energia; tornerebbe al 2 per cento nel prossimo biennio”, aggiunge.

Commercio: aumenta sopra attese in I trim. a livello mondiale

“La crescita mondiale prosegue, ma rimane esposta a significativi fattori di rischio. Negli Stati Uniti l’attività economica resta sostenuta dagli investimenti in tecnologie legate all’IA e dai consumi privati, nonostante le maggiori pressioni sui costi degli input e il deterioramento del clima di fiducia delle famiglie. In Cina le esportazioni continuano a trainare la crescita, mentre la domanda interna si conferma debole. Il commercio mondiale è aumentato nel primo trimestre a ritmi superiori alle attese, sospinto dalla domanda di beni connessi con l’IA; rallenterebbe nella seconda metà dell’anno, risentendo delle tensioni nelle catene di fornitura generate dal conflitto in Medio Oriente. Sulle prospettive di crescita globale e sugli scambi internazionali continua a pesare l’incertezza relativa a contenuti, tempi e modalità di attuazione di un’intesa tra Stati Uniti e Iran”.

Iran: Bankitalia, si amplierà disavanzo energetico dell’Italia

Sulla base delle stime di Bankitalia “nel bimestre aprile-maggio le esportazioni di beni in volume si sono mantenute pressoché costanti nonostante la flessione delle vendite in Medio Oriente. Il marcato rialzo dei prezzi dei beni energetici comporterà un ampliamento del disavanzo energetico dell’Italia”.

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 Redazione Ore 12

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