concluso “Child”, progetto europeo con il contributo di “Una Casa per l’Uomo”


Si è concluso in questi giorni il progetto europeo CHILD (Child-Friendly Justice), un’importante iniziativa internazionale finalizzata a trasformare i sistemi giudiziari europei per renderli autenticamente strutturati intorno alle esigenze dei minori vittime di violenza, con particolare attenzione al momento delicato dell’audizione forense. La Cooperativa Sociale “Una Casa Per l’Uomo“, in qualità di partner italiano esclusivo, celebra il raggiungimento di risultati di alto valore scientifico e politico nel campo della tutela dei diritti dell’infanzia.

Il contesto e i dati di partenza in Italia

L’urgenza e la necessità di un intervento strutturale come il progetto CHILD sono confermate da dati drammatici che fotografano la situazione nel contesto italiano. Tra il 2012 e il 2022, i reati di maltrattamento contro familiari e conviventi che hanno coinvolto minori sono aumentati del 116%. Nello stesso decennio, i casi di violenza sessuale su minori sono cresciuti del 31% (passando da 689 a 906 casi annui), mentre la violenza sessuale aggravata ha registrato un incremento del 65%.

A rendere ancora più complesso il quadro si aggiunge il fatto che circa il 40% dei casi di abuso sessuale segnalati avviene all’interno della cerchia di fiducia del minore, ovvero per mano di genitori o adulti conosciuti. In questo scenario, l’impatto dei tempi della giustizia rischia di gravare pesantemente sulle giovani vittime: in Italia, l’intervallo medio tra il reato e la sentenza per maltrattamenti sui minori è di ben 31 mesi in primo grado, e può arrivare fino a 58 mesi in appello. Questi dati macroscopici sottolineano l’assoluta importanza di implementare procedure child-friendly che proteggano e tutelino il minore durante lunghi e stressanti periodi processuali.

Il progetto CHILD

Ogni anno, milioni di bambini in Europa fanno ingresso in sistemi giudiziari che, troppo spesso, non sono completamente adattati alle loro necessità. Riconoscere i loro diritti è solo il primo passo: un’implementazione efficace è essenziale. Il progetto CHILD è nato proprio con l’obiettivo di favorire un processo graduale e strutturato per una migliore attuazione dei quadri normativi esistenti – in particolare della Direttiva 2012/29/UE – in 9 Paesi dell’Unione europea (Austria, Belgio, Cipro, Estonia, Grecia, Italia, Portogallo, Romania e Spagna), promuovendo cambiamenti strutturali a livello nazionale e nel contesto europeo. Il percorso ha riunito, da luglio 2024 a giugno 2026, professionisti e professioniste provenienti da diversi settori per rafforzare la collaborazione e le attività di advocacy. Il culmine di questo lavoro è stato sancito dalla Conferenza Finale del progetto svoltasi il 20 maggio 2026 a Gand, in Belgio, un momento cruciale di restituzione in cui sono state discusse le riforme e le pratiche più promettenti emerse dalla ricerca.

La presidente della Cooperativa Sociale Una casa per l’uomo, Federica Cipolla, ha espresso profonda soddisfazione per l’impatto del progetto: “Partecipare come partner italiani a un progetto di tale respiro e rilevanza europea è per noi motivo di profondo orgoglio e responsabilità. Troppo spesso i bambini coinvolti nei percorsi di giustizia subiscono una vittimizzazione secondaria a causa di sistemi non adatti alle loro specificità. Grazie al progetto CHILD, abbiamo potuto tracciare una strada chiara, basata sulla ricerca scientifica e sul confronto multidisciplinare, per colmare la distanza tra i testi di legge e la realtà quotidiana dei tribunali. Come Cooperativa, siamo fieri di aver contribuito attivamente a un percorso che mira a rendere la nostra società più giusta, accogliente e sicura nei confronti dell’infanzia, ponendo le basi per un cambiamento strutturale sia nel contesto nazionale che europeo.”

Prossimi passi e risorse disponibili

Il Feedback completo e dettagliato alla modifica della Direttiva sarà prossimamente disponibile in tutte le lingue dei partner europei. La documentazione offrirà una guida pratica per i legislatori nazionali.

Per consultare i materiali, le linee guida, i report e gli approfondimenti del progetto CHILD, è possibile visitare il sito web ufficiale: www.childfriendlyjustice.eu.

FOCUS:

I risultati chiave ottenuti

Nel corso del suo biennio di attività, il progetto ha capitalizzato importanti traguardi scientifici, operativi e di rete:

·       Proposta di emendamento alla Direttiva 2012/29/UE: Sono state formulate proposte di modifica alla Direttiva europea che stabilisce norme minime in materia di diritti, assistenza e protezione delle vittime di reato. Se accettate, tali proposte potrebbero diventare vincolanti e operative per tutti gli Stati membri dell’Unione.

·       Linee Guida per Professionisti: È stata curata la pubblicazione delle Linee Guida per Professionisti sull’Intervista Forense e la Protezione dei Minori, uno strumento tecnico prezioso reso disponibile gratuitamente in tutte le lingue dei Paesi partner.

·       Costituzione dell’Advisory Panel nazionale: È stato istituito un tavolo nazionale composto da 6 esperti di altissimo livello in rappresentanza di magistratura, procura, forze dell’ordine, servizi sociali e servizi specialistici per l’abuso sui minori e la prevenzione della violenza. L’organo ha accompagnato l’intero sviluppo progettuale, fornendo indicazioni tecniche e validando gli output.

·       Coinvolgimento istituzionale e multidisciplinarità: Il progetto ha visto la partecipazione attiva e sinergica di membri di Procure della Repubblica, Tribunali per i Minorenni, l’Arma dei Carabinieri, psicologi, assistenti sociali, aziende Ulss, centri antiviolenza, case rifugio, centri per uomini autori di violenza (CUAV), università ed educatori da tutta Italia.

·       Formazione capillare: Gli eventi formativi territoriali hanno registrato una partecipazione ampia e diversificata, includendo professionisti dei servizi di neuropsichiatria infantile, centri antiviolenza (CAV), centri per autori di violenza (CUAV) e reti scolastiche.

·       Promozione del Modello Barnahus: Il progetto ha promosso con forza modelli d’eccellenza come la Barnahus (Casa dei Bambini), un contesto in cui professionisti di discipline diverse lavorano insieme in un unico ambiente protetto e a misura di minore. Si tratta di un modello fortemente innovativo a livello internazionale che tuttavia ad oggi non trova ancora applicazione strutturata a livello italiano.

Le priorità e le raccomandazioni politiche per l’Unione Europea

Sviluppato con il prezioso contributo degli esperti dei National Advisory Board dei 9 Stati membri coinvolti, il report finale del progetto offre passi pratici per colmare il divario tra legislazione e realtà, analizzando la proposta di modifica alla Direttiva UE sui diritti delle vittime. Le priorità chiave individuate includono:

·       Rappresentanza indipendente obbligatoria per i minori quando necessario.

·       Riconoscimento dei minori come soggetti attivi di diritti nei procedimenti, e non come meri oggetti di tutela.

·       Cooperazione multidisciplinare più solida tra magistratura, forze dell’ordine e servizi psico-sociali.

·       Formazione sul trauma obbligatoria per tutti i professionisti della giustizia.

·       Supporto sicuro e continuo oltre confine (transfrontaliero).

·       Migliore monitoraggio degli esiti a lungo termine per i minori.

(Autore: Redazione di Qdpnews.it)
(Foto: Coop. sociale Una Casa per l’Uomo)
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