Più di vent’anni fa il Monte Dobratsch, in Austria, scelse di non ampliare il comprensorio sciistico per proteggere l’acqua che alimenta il territorio. Oggi quella decisione, da cui nacque il primo Parco Naturale della Carinzia, racconta come tutela della natura e turismo possano crescere insieme.
Ci sono luoghi che cambiano il proprio destino molto prima che il resto del mondo si renda conto di quanto quella scelta fosse importante. Il Monte Dobratsch, nella regione austriaca della Carinzia, è uno di questi. Oltre vent’anni fa qui si decise di non ampliare il comprensorio sciistico, rinunciando anche all’innevamento artificiale per tutelare un delicato sistema idrogeologico da cui dipende gran parte dell’acqua potabile di Villach. Negli anni successivi gli impianti sciistici furono smantellati — e persino venduti in Georgia — mentre nasceva il Parco Naturale del Monte Dobratsch, il primo della Carinzia. Una scelta che oggi, in un’epoca segnata dal cambiamento climatico, continua a offrire spunti su come turismo e natura possano convivere.
La scelta che cambiò il destino del Dobratsch
© Archivio storico della Bergmannischer Kulturverein, Bad Bleiberg
Alla fine degli anni Novanta il Dobratsch sembrava destinato a seguire la strada di molte altre località alpine. Da una parte c’era la prospettiva di ampliare il comprensorio sciistico e introdurre l’innevamento artificiale per rendere più competitiva l’offerta turistica e garantire stagioni invernali più lunghe. Dall’altra, però, c’era una montagna che custodiva una risorsa impossibile da sostituire: l’acqua.
Da questo massiccio carsico proviene oltre l’80% dell’acqua potabile di Villach, oltre a una parte dell’approvvigionamento idrico del vicino comune di Bad Bleiberg. Qualsiasi intervento avrebbe quindi avuto conseguenze ben oltre il turismo, toccando una risorsa fondamentale per migliaia di persone. La domanda cambiò così prospettiva: non si trattava più soltanto di capire come rendere la montagna più competitiva, ma quale futuro fosse compatibile con il suo equilibrio naturale.
Fu in quel momento che accadde qualcosa di insolito. Mentre prendeva forma il movimento civico “Salvate il Dobratsch”, anche le istituzioni iniziarono a riconoscere il valore strategico di quel territorio. Lo stesso Parco Naturale racconta questa fase come l’incontro tra iniziative nate dal basso e una visione politica favorevole a uno sviluppo della montagna senza nuovi impianti sciistici. Non uno scontro tra opposte fazioni, ma un percorso condiviso che coinvolse cittadini, amministrazioni, tecnici e volontari nella costruzione di un progetto comune. Quella decisione avrebbe cambiato il destino del Dobratsch.
Da comprensorio sciistico a un nuovo modo di vivere la montagna
©GreenMe | Parco Naturale del Monte Dobratsch
Negli anni successivi il progetto di ampliamento venne definitivamente accantonato. Gli impianti sciistici, costruiti a partire dagli anni Sessanta, furono progressivamente smantellati e venduti in Georgia. Al loro posto non arrivarono nuove infrastrutture, ma una diversa idea di sviluppo.
Nel 2002 il Dobratsch divenne il primo Parco Naturale della Carinzia. La montagna non venne trasformata in un luogo da preservare tenendolo lontano dalle persone, ma in uno spazio dove tutela della natura, educazione ambientale, ricerca scientifica, sviluppo locale e fruizione del territorio potessero convivere. Ancora oggi il Parco è il risultato di una collaborazione tra i quattro comuni del territorio, il Land Carinzia, esperti, associazioni e operatori locali, mantenendo vivo quello spirito partecipativo da cui tutto è nato.
Più che rinunciare allo sviluppo, il Dobratsch ha scelto di ridefinirlo.
Oggi il Dobratsch è una montagna da vivere
© Naturpark Dobratsch | Skywalk
La trasformazione del Dobratsch non ha allontanato le persone dalla montagna, ma ha cambiato il modo di viverla. Oggi si raggiunge percorrendo la panoramica Villacher Alpenstraße, da cui partono sentieri per ogni livello di esperienza. Lo Skywalk sospeso sulla Rote Wand offre una vista spettacolare sulle Alpi e sulla valle di Villach e, insieme ad alcuni dei principali percorsi del Parco, è stato progettato per essere accessibile anche alle persone con mobilità ridotta. Il Giardino Alpino, le escursioni guidate e le attività di educazione ambientale permettono di conoscere più da vicino la natura di questo territorio, rendendo l’esperienza della montagna accessibile a ogni persona.
Ai piedi del Dobratsch, nel cuore della valle di Bad Bleiberg, si trova un’altra particolarità del territorio: la Galleria Climatica, ricavata da un’antica miniera, dove un microclima naturale caratterizzato da temperatura costante, elevata umidità e aria particolarmente pura viene utilizzato da anni come supporto terapeutico per alcune patologie respiratorie.
Neppure l’inverno ha cancellato il rapporto con la montagna. Oggi il Dobratsch è meta di chi pratica sci alpinismo, ciaspolate ed escursioni sulla neve o semplicemente cerca il silenzio di un ambiente rimasto vicino ai suoi ritmi naturali. Più che rinunciare al turismo, questa montagna ha scelto di trasformarlo.
Una storia che continua a parlare al presente
©GreenMe | Parco Naturale del Monte Dobratsch
Quando il Dobratsch intraprese questa strada, il cambiamento climatico non occupava ancora il centro del dibattito pubblico. Eppure quella scelta sembra dialogare con molte delle riflessioni che oggi attraversano il mondo della ricerca. Uno studio pubblicato sulla rivista Mountain Research and Development mostra come la qualità degli ecosistemi influenzi l’esperienza dei visitatori e il valore che essi attribuiscono alle destinazioni montane. Pur riguardando un’altra area delle Alpi austriache, offre un’interessante conferma di un principio sempre più rilevante: conservare il patrimonio naturale significa prendersi cura anche del futuro dei territori.
Naturalmente il Dobratsch non offre una ricetta universale. Ogni territorio ha una propria storia, una propria economia e caratteristiche ambientali differenti. Ma questa esperienza dimostra che lo sviluppo non coincide necessariamente con l’espansione delle infrastrutture. A volte nasce dalla capacità di riconoscere il valore di ciò che rende un luogo unico.
Le buone idee non hanno sempre bisogno di essere nuove. A volte basta tornare a raccontare quelle che, con il tempo, hanno dimostrato di funzionare. Sul Dobratsch quella scelta ha protetto una risorsa fondamentale come l’acqua, ha dato vita al primo Parco Naturale della Carinzia e continua ancora oggi ad accogliere migliaia di visitatori. Non perché la montagna sia stata trasformata in qualcosa di diverso, ma perché ha saputo rimanere fedele alla propria natura.
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Erika Menvrillo
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