Un video sui social ha acceso una nuova discussione sulla protezione solare e sul rapporto tra sole e melanoma. Protagonista della vicenda è Debora Rasio, medico oncologo e ricercatrice, che in un contenuto pubblicato sui social ha invitato a non utilizzare le creme solari “in continuazione”, sostenendo che il sole non sarebbe la causa del melanoma e citando alcuni studi scientifici a sostegno delle sue affermazioni.
Le sue parole hanno rapidamente fatto il giro dei social, raccogliendo migliaia di visualizzazioni ma anche numerose critiche da parte di dermatologi, oncologi e medici divulgatori, che hanno contestato soprattutto l’interpretazione delle ricerche citate.
Secondo gli esperti, il rischio è quello di diffondere un messaggio fuorviante sulla prevenzione dei tumori della pelle, soprattutto in estate, quando milioni di persone si espongono al sole.
Cosa ha detto Debora Rasio nel video
Nel filmato, accompagnato da una lunga didascalia con riferimenti bibliografici, Rasio afferma che:
È falso che il sole faccia venire il melanoma. Anzi, è vero il contrario: chi più si espone al sole, più è protetto dal melanoma.
La dottoressa sostiene inoltre che le creme solari potrebbero aumentare il rischio di tumori della pelle, citando uno studio condotto su circa 500mila persone della banca dati britannica UK Biobank.
Nel suo messaggio invita quindi a esporsi al sole “con buon senso”, evitando le scottature, e suggerisce di proteggersi soprattutto con “schermi fisici” come cappello, maglietta e ombrellone.
Il tema centrale della sua tesi riguarda anche la vitamina D, prodotta dall’organismo attraverso l’esposizione solare, che secondo Rasio avrebbe un ruolo protettivo nei confronti del melanoma.
La reazione dei dermatologi
Le affermazioni hanno provocato la reazione di numerosi specialisti (e medici più in generale). La Società Italiana di Dermatologia e Malattie Sessualmente Trasmesse (SIDeMaST) ha definito molto grave la diffusione di messaggi che negano il ruolo dei raggi ultravioletti nello sviluppo dei tumori cutanei.
Secondo i dermatologi, il problema principale non è invitare a un’esposizione consapevole al sole – che effettivamente può avere benefici, tra cui la produzione di vitamina D – ma sostenere che il sole non sia coinvolto nella comparsa del melanoma.
Gli esperti ricordano infatti che i raggi UV sono classificati come cancerogeni certi per l’uomo e rappresentano uno dei principali fattori di rischio per i tumori della pelle.
Il messaggio corretto non è “mai prendere il sole”, ma evitare un’esposizione eccessiva e non protetta, soprattutto nelle ore centrali della giornata, e prevenire le scottature, in particolare durante l’infanzia.
La vicenda è arrivata anche sul piano deontologico. Alcuni medici intervenuti nei commenti al video hanno annunciato l’intenzione di segnalare la dottoressa Debora Rasio all’Ordine dei medici, richiamando il tema della responsabilità nella comunicazione sanitaria, soprattutto quando riguarda la prevenzione oncologica.
La contestazione non riguarda il fatto che un medico possa esprimere un’opinione diversa o discutere un lavoro scientifico: il confronto fa parte del metodo della ricerca. Secondo i critici, però, il problema sarebbe nell’aver presentato come certe conclusioni che, a loro avviso, non sono supportate dallo studio citato, con il rischio di influenzare comportamenti importanti per la salute pubblica
Cosa dice davvero lo studio citato sulle creme solari
Al centro della polemica c’è lo studio “Gene-Environment Analyses in a UK Biobank Skin Cancer Cohort”, pubblicato nel 2023 sulla rivista Cancer Epidemiology, Biomarkers & Prevention.
La ricerca ha analizzato i dati di oltre 470mila persone per studiare il rapporto tra fattori genetici e ambientali nello sviluppo dei tumori cutanei.
Tra i risultati è emerso un dato apparentemente sorprendente: le persone che dichiaravano di usare più spesso la crema solare presentavano anche una maggiore incidenza di tumori della pelle. Ma secondo gli autori dello stesso studio questo dato non dimostra che le creme causino il cancro.
Il motivo è un fenomeno noto in epidemiologia chiamato “confondimento per indicazione”: chi ha una pelle più chiara, una maggiore sensibilità al sole o un rischio più elevato tende anche a utilizzare maggiormente le creme solari. Inoltre molte persone iniziano a proteggersi proprio dopo aver avuto problemi cutanei.
In altre parole: non è la crema a determinare il rischio, ma il fatto che chi corre più rischi è anche chi tende maggiormente a proteggersi.
Gli stessi ricercatori hanno indicato tra i principali fattori associati ai tumori cutanei proprio l’esposizione ai raggi UV, le ustioni solari e l’uso delle lampade abbronzanti.
Sotto al video pubblicato da Rasio sono intervenuti numerosi medici, tra dermatologi e oncologi, che hanno contestato il contenuto delle sue affermazioni. Molti hanno sottolineato che lo studio citato sarebbe stato utilizzato in modo parziale, estrapolando un dato senza considerare le conclusioni complessive degli autori.
Tra coloro che hanno replicato pubblicamente c’è anche Gianluca Pistore, medico divulgatore e fondatore del Melanoma Day, che ha analizzato il video punto per punto leggendo proprio i passaggi dello studio citato.
“Pensavo di dover cercare chissà quali studi per smontare questo lavoro – ha spiegato – invece bastava leggerlo”, ha affermato, sottolineando come la ricerca non sostenga la tesi secondo cui la crema solare aumenterebbe il rischio di melanoma.
Il “paradosso della crema solare”
Quello osservato nello studio è un fenomeno già conosciuto dagli esperti come sunscreen paradox, cioè il “paradosso della protezione solare”. Chi utilizza la crema potrebbe infatti sentirsi più sicuro e trascorrere più tempo al sole, aumentando così l’esposizione complessiva ai raggi UV.
Questo però non significa che la crema sia dannosa. Significa piuttosto che la protezione solare deve essere utilizzata correttamente, insieme ad altri comportamenti di prevenzione. La crema, infatti, non dovrebbe diventare un “permesso” per stare ore sotto il sole senza precauzioni.
Leggi anche: Il paradosso della crema solare spiegato dai dermatologi (senza allarmismi)
Il punto su cui gli esperti sembrano concordare è uno: il sole non deve essere considerato un nemico assoluto. L’esposizione solare moderata è importante per diversi motivi, compresa la produzione di vitamina D. Ma questo non significa che una maggiore esposizione protegga dal melanoma.
La prevenzione dei tumori della pelle passa soprattutto da alcune semplici regole: evitare le scottature, soprattutto nei bambini; non esporsi nelle ore più calde della giornata; utilizzare cappello, abiti protettivi e ombra; applicare creme solari ad ampio spettro sulle zone esposte, scegliendo prodotti adeguati e utilizzandoli correttamente; controllare periodicamente eventuali cambiamenti dei nei.
Il messaggio degli specialisti è quindi diverso da quello diventato virale sui social: il sole può essere vissuto con equilibrio, ma i raggi ultravioletti restano un fattore di rischio importante per i tumori della pelle e la protezione rimane uno degli strumenti fondamentali per ridurlo.
Ti potrebbe interessare anche:
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
Francesca Biagioli
Source link





