Inaugurato questa mattina, mercoledì, il restauro conservativo e l’intervento di riqualificazione urbana del tratto nord delle Mura di Treviso, dal torrione San Marco fino a varco Piave, il più esteso cantiere di recupero realizzato sulla cinta muraria cinquecentesca progettata da Fra’ Giocondo dalla sua costruzione e dagli interventi promossi alla fine degli anni ’90 dal sindaco Giancarlo Gentilini.
Un patrimonio storico viene così restituito alla città con un grande progetto di rigenerazione urbana e culturale che guarda al futuro e una visione organica destinata a guidare la valorizzazione dell’intero sistema bastionato cittadino.
L’opera – importo totale 6,9 milioni, importo lavori 5.08 – è stata resa possibile grazie ai finanziamenti del PNRR e rappresenta il primo fondamentale tassello del masterplan generale del sistema bastionato di Treviso, lo strumento elaborato dall’Amministrazione comunale per pianificare il recupero dell’intera cinta muraria. L’obiettivo è sempre quello di preservare una visione complessiva del sistema bastionato, evitando restauri episodici o non omogenei sia sotto il profilo progettuale sia per quanto riguarda le metodologie di restauro e i materiali impiegati.
Il progetto, sviluppato sotto il costante coordinamento e la sorveglianza della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio competente, punta a trasformare progressivamente il sistema difensivo ideato nel XVI secolo da Fra’ Giocondo in un museo a cielo aperto, pienamente accessibile e fruibile da cittadini e visitatori. Una visione che rappresenta anche il punto di partenza del percorso di valorizzazione internazionale del sistema bastionato e della città di Treviso, ponendo le basi per una futura candidatura a Patrimonio Mondiale UNESCO.
L’intervento ha interessato complessivamente un’area di circa 70 mila metri quadrati. Sono stati recuperati oltre 4mila metri quadrati di murature storiche attraverso un complesso intervento di restauro conservativo che ha comportato la realizzazione di circa 80 mila metri lineari di stuccature con l’impiego di oltre 160 tonnellate di malta di calce, restituendo stabilità e leggibilità alle strutture storiche. Contestualmente sono stati recuperati oltre 100 metri quadrati di varchi, rigenerati circa 800 metri lineari di percorsi drenanti e realizzati interventi di diserbo selettivo e pulizia biologica mediante l’utilizzo di acido pelargonico a basso impatto ambientale, una scelta che ha consentito di preservare l’ecosistema idrico cittadino nel pieno rispetto dell’ambiente.
Durante i lavori è stata inoltre messa in sicurezza anche una cortina muraria ottocentesca emersa in prossimità del Bastione San Bartolomeo, mentre l’intero sistema di fruizione del parco urbano lineare è stato completamente ripensato per valorizzare il rapporto storico tra l’architettura difensiva e l’acqua, uno degli elementi che più caratterizzano il paesaggio e l’identità di Treviso. Particolare attenzione è stata dedicata proprio al recupero degli accessi ai canali e dei margini idrici, restituendo ai cittadini un rapporto diretto con l’acqua che per secoli ha rappresentato un elemento fondamentale della città. Allo stesso tempo sono stati riqualificati i varchi storici di San Bartolomeo e Carlo Alberto mediante l’inserimento degli smolleri di porfido e sono state realizzate nuove pavimentazioni drenanti con materiali ecocompatibili, capaci di garantire la massima tutela dell’apparato radicale degli alberi secolari e una corretta gestione delle acque meteoriche.

Tra gli interventi più significativi figura la nuova passerella metallica che consente, per la prima volta, di raggiungere e percorrere la Penisola del Paradiso, un’area fino ad oggi non accessibile alla cittadinanza. La nuova infrastruttura permette di creare un itinerario continuo lungo il sistema bastionato, offrendo prospettive completamente nuove sulle mura, sui percorsi golenali e sul rapporto tra le fortificazioni e il paesaggio fluviale.
Il progetto ha inoltre consentito di riqualificare i viali alberati presenti sul terrapieno e i percorsi sottostanti, restituendo spazi di elevata qualità urbana e contribuendo a contrastare situazioni di degrado che negli anni avevano interessato alcune aree. Il restauro della cinta muraria ha previsto l’eliminazione della vegetazione infestante, il consolidamento delle porzioni interessate da distacchi e la valorizzazione dei varchi esistenti attraverso l’inserimento di tracce a terra che consentono oggi di leggere l’originaria posizione delle cortine murarie demolite tra Ottocento e Novecento, permettendo ai visitatori di comprendere meglio l’evoluzione storica del sistema difensivo cittadino.
L’utilizzo di materiali sostenibili, il recupero dell’accessibilità ai canali, la nuova passerella e la completa riqualificazione dei percorsi trasformano così il patrimonio storico in un luogo di incontro, partecipazione, inclusione sociale e valorizzazione culturale, migliorando la qualità della vita dei residenti e arricchendo l’esperienza di visita per cittadini e turisti.


“Oggi riconsegniamo ai trevigiani uno dei simboli più importanti della nostra identità – le parole del sindaco Mario Conte – Le Mura raccontano la storia della città e rappresentano un patrimonio che abbiamo il dovere di custodire e valorizzare. Questo intervento va ben oltre il restauro conservativo perché restituisce spazi alla comunità, rende più accessibile uno dei luoghi più suggestivi con i nuovi vialetti e le passerelle, rafforza la nostra attrattività turistica e culturale e dà concretezza a una visione costruita negli anni. Il masterplan, per il quale ringrazio l’assessore Zampese con il settore Lavori Pubblici, ci permette di programmare il recupero dell’intero sistema bastionato con un progetto unitario, senza interventi isolati, e pone solide basi anche per il percorso verso la candidatura UNESCO. Ringrazio tutti coloro che hanno contribuito a questo risultato: è un’opera che lascia un’eredità importante alla città e alle future generazioni”.
E sul fronte sicurezza e sul rischio che l’area possa diventare in prospettiva un luogo di ritrovo per persone poco raccomandabili o comunque soggetta a degrado, il primo cittadino ha sottolineato che “ci sarà l’impegno e la presenza della nostra Polizia locale, però chiedo alla comunità un salto culturale per appropriarsi dei luoghi in modo educato e responsabile. Là dove infatti i luoghi sono frequentati da persone per bene, coloro che hanno altri intenti si allontanano. Sarò io il primo venire a passeggiare qui o a correre e allenarmi“. Prevista in questa direzione, ha confermato Conte, oltre all’illuminazione, l’installazione di telecamere di sorveglianza.


L’assessore ai Lavori Pubblici Sandro Zampese: “Abbiamo affrontato un’opera particolarmente articolata intervenendo su un manufatto storico di straordinario valore con metodologie rigorose e materiali pienamente compatibili con la natura delle Mura. Il masterplan è stato lo strumento fondamentale per definire criteri omogenei di restauro, garantendo continuità agli interventi futuri. Sono stati recuperati oltre 4mila metri quadrati di murature, eseguite circa 80 mila metri lineari di stuccature utilizzando oltre 160 tonnellate di malta di calce e rigenerati gli storici percorsi con materiali drenanti che salvaguardano gli apparati radicali degli alberi secolari. Abbiamo recuperato gli accessi all’acqua, valorizzato i varchi storici, consolidato anche una cortina muraria ottocentesca emersa durante i lavori e realizzato la nuova passerella verso la Penisola del Paradiso, un’infrastruttura che amplia in maniera significativa la fruibilità dell’intero sistema bastionato. È un intervento che coniuga tutela del patrimonio storico, sostenibilità ambientale, sicurezza e qualità dello spazio pubblico”.
La progettazione e la direzione dei lavori sono state curate da H&A Associati, con gli architetti Michele Carrano e Adriano Verdi, insieme a Pool Engineering e all’architetto Rossella Riscica.
(Autore: Alessandro Lanza)
(Foto e video: Alessandro Lanza)
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