di PAOLO PICCO
Presidente FederIdroelettrica
Negli ultimi anni il termine “sostenibilità” è entrato stabilmente nel lessico della politica, dell’economia e della comunicazione aziendale. È diventato uno dei concetti più utilizzati quando si parla di energia, ambiente e transizione ecologica. La crescente attenzione verso il cambiamento climatico e la necessità di ridurre le emissioni di gas serra hanno contribuito a rafforzare il ruolo delle energie rinnovabili come strumenti fondamentali per il raggiungimento degli obiettivi climatici europei e internazionali. Tuttavia, proprio la diffusione del termine ha generato un equivoco piuttosto comune: considerare sostenibile qualsiasi attività che utilizzi una fonte energetica rinnovabile. In realtà le due definizioni non coincidono. Una fonte energetica può essere rinnovabile senza essere necessariamente sostenibile sotto tutti i punti di vista. La sostenibilità rappresenta un concetto molto più articolato, che richiede una valutazione complessiva degli impatti ambientali, economici e sociali associati a un determinato progetto. Comprendere questa differenza è oggi essenziale per affrontare con maggiore consapevolezza le sfide della transizione energetica. Per comprenderne appieno il significato è utile richiamare la definizione più conosciuta di sviluppo sostenibile, contenuta nel Rapporto Brundtland del 1987: «Soddisfare i bisogni del presente senza compromettere la capacità delle generazioni future di soddisfare i propri». Da questa definizione derivano i tre pilastri fondamentali della sostenibilità, che rappresentano ancora oggi il quadro di riferimento per la valutazione delle politiche energetiche e degli investimenti infrastrutturali. La sostenibilità ambientale riguarda la capacità di preservare le risorse naturali e gli ecosistemi. Nel settore energetico ciò significa ridurre le emissioni di CO₂, tutelare la biodiversità, utilizzare in modo efficiente le risorse disponibili, limitare il consumo di suolo e minimizzare gli impatti sugli ecosistemi naturali. A questa dimensione si affianca la sostenibilità economica. Un progetto deve essere in grado di mantenersi nel tempo, garantendo efficienza produttiva, affidabilità, capacità di generare valore e ritorni economici compatibili con gli investimenti necessari alla sua realizzazione e gestione. Infine c’è la sostenibilità sociale, spesso meno visibile ma non per questo meno importante. Essa comprende il coinvolgimento delle comunità locali, l’accettabilità sociale delle opere, la creazione di occupazione e la distribuzione dei benefici sul territorio. Solo l’equilibrio tra queste tre dimensioni consente di definire realmente sostenibile un’iniziativa energetica.
Rinnovabili fondamentali
Alla luce di questa impostazione, appare evidente come le energie rinnovabili rappresentino uno strumento fondamentale ma non sufficiente per garantire la sostenibilità. Solare, eolico, geotermico, biomasse e idroelettrico costituiscono oggi uno dei pilastri della strategia europea per la decarbonizzazione e contribuiscono alla progressiva riduzione della dipendenza dai combustibili fossili. Tuttavia, ogni tecnologia comporta inevitabilmente una trasformazione del territorio e l’utilizzo di risorse. La sostenibilità non può quindi essere attribuita automaticamente alla fonte energetica utilizzata. Occorre invece valutare come viene realizzato il progetto, quali effetti produce sul territorio, quali benefici genera per la collettività e quali impatti lascia alle generazioni future. La vera domanda non è se una tecnologia sia rinnovabile, ma quanto sia sostenibile il modo in cui viene progettata, realizzata e gestita. In questo contesto l’idroelettrico rappresenta una delle tecnologie più mature e affidabili disponibili. L’energia idroelettrica accompagna da oltre un secolo lo sviluppo economico del nostro Paese e continua ancora oggi a svolgere un ruolo fondamentale nella sicurezza energetica nazionale. Le sue caratteristiche distintive sono note: elevata efficienza energetica, lunga durata degli impianti, programmabilità della produzione, capacità di supporto alla stabilità della rete e bassissime emissioni durante l’esercizio. A differenza di altre fonti rinnovabili intermittenti, l’idroelettrico è in grado di garantire flessibilità operativa e servizi essenziali al sistema elettrico. Per queste ragioni rappresenta una risorsa strategica nel percorso verso la neutralità climatica. Naturalmente, anche nel caso dell’idroelettrico, la sostenibilità non può essere data per acquisita ma deve essere verificata attraverso la capacità di conciliare produzione energetica e tutela del patrimonio naturale. Un impianto sostenibile deve garantire la continuità ecologica del corso d’acqua, preservandone la funzionalità attraverso adeguati rilasci e strumenti che favoriscano la mobilità della fauna acquatica. Deve inoltre assicurare la tutela della biodiversità, integrando la produzione energetica con la conservazione degli habitat naturali. Particolare attenzione deve essere riservata alla gestione dei sedimenti, poiché i processi naturali di trasporto solido rappresentano una componente fondamentale dell’equilibrio fluviale. Allo stesso modo, l’inserimento paesaggistico delle opere deve consentire una corretta armonizzazione con il territorio, riducendo al minimo l’impatto visivo e valorizzando il contesto ambientale circostante. A ciò si aggiunge la necessità di utilizzare la risorsa idrica in modo efficiente, affinché ogni metro cubo d’acqua possa generare il massimo valore energetico possibile.
Piccolo idroelettrico
In questo quadro assume particolare rilevanza il ruolo delle piccole centrali idroelettriche, intendendo gli impianti che hanno una capacità installata fino a 3MW. Impianti che in Italia definiamo piccoli per definizione europea ma che di fatto sono impianti di una certa rilevanza in quanto possono arrivare a produrre annualmente anche oltre 24GWh. Rappresentano quindi per numerosità e valori di produzione una componente significativa del settore e costituiscono un esempio concreto di integrazione tra produzione energetica e valorizzazione del territorio. Molti impianti sono inseriti in contesti montani e rurali dove svolgono una funzione che va ben oltre la semplice produzione di energia. Essi contribuiscono infatti a mantenere presidi economici sul territorio, sostenere l’occupazione locale, valorizzare infrastrutture esistenti, favorire la generazione distribuita e ridurre le perdite di rete. Sovente i piccoli produttori rappresentano una presenza stabile e continuativa nelle aree interne del Paese, contribuendo alla gestione e alla manutenzione di opere idrauliche che fanno parte della storia e dell’identità dei territori. Per comprendere concretamente il concetto di sostenibilità può essere utile confrontare due scenari differenti per ottenere il medesimo incremento di produzione energetica. Nel primo, si ipotizza la realizzazione di una nuova infrastruttura idroelettrica in grado di generare 2 GWh annui aggiuntivi. Un intervento di questo tipo richiede nuove opere civili, l’utilizzo di materiali, l’apertura di cantieri e una trasformazione del territorio interessato. Nel secondo, si considera invece il revamping di un impianto esistente che produce già 8GWh all’anno. Attraverso la sostituzione delle turbine, l’introduzione di sistemi di controllo più avanzati e l’ottimizzazione del rendimento idraulico, l’impianto incrementa la propria produzione di ulteriori 2GWh annui, raggiungendo complessivamente i 10GWh. In entrambi, il contributo aggiuntivo alla produzione di energia rinnovabile è identico. Tuttavia gli effetti complessivi risultano differenti. Nel secondo scenario l’obiettivo viene raggiunto valorizzando infrastrutture già esistenti, senza nuovo consumo di suolo e con un impatto generalmente inferiore sugli ecosistemi e sulle comunità locali. Questo esempio dimostra come la sostenibilità non dipenda esclusivamente dalla quantità di energia prodotta, ma anche dall’efficienza con cui vengono utilizzate le risorse disponibili e dalla capacità di minimizzare gli impatti necessari per conseguire un determinato risultato energetico. Negli ultimi anni tale approccio è stato ulteriormente rafforzato dalla diffusione dei criteri ESG, acronimo di Environmental, Social e Governance. Si tratta di parametri sempre più utilizzati per valutare la qualità, la resilienza e la capacità di creare valore degli investimenti nel lungo periodo. Nel settore idroelettrico i criteri ESG consentono di integrare prestazioni ambientali, responsabilità sociale e trasparenza gestionale all’interno di un’unica visione strategica. Questo approccio favorisce una prospettiva di lungo periodo e contribuisce a orientare le scelte verso modelli di sviluppo più equilibrati.
Sostenibilità in cammino
Uno degli errori più frequenti consiste nel considerare la sostenibilità come una certificazione o un’etichetta da attribuire una volta per tutte a un progetto. In realtà la sostenibilità è un processo continuo. Ogni iniziativa deve essere monitorata, aggiornata e migliorata nel tempo. Le tecnologie evolvono, le esigenze ambientali cambiano e le comunità locali sviluppano nuove aspettative. Essere sostenibili significa quindi mantenere una costante capacità di adattamento e miglioramento. La transizione energetica richiede un aumento significativo della produzione da fonti rinnovabili. Ma il successo di questa trasformazione non dipenderà soltanto dalla quantità di energia prodotta, dipenderà soprattutto dalla qualità delle scelte che saremo in grado di compiere. La sostenibilità rappresenta oggi il criterio guida attraverso il quale valutare tali scelte. Non un semplice slogan, non una parola di moda, ma un metodo che consente di bilanciare esigenze ambientali, economiche e sociali. L’idroelettrico, grazie alla propria storia, alla propria affidabilità e alla capacità di evolvere attraverso l’innovazione tecnologica, può continuare a offrire un contributo fondamentale alla transizione energetica del Paese. In particolare i piccoli impianti idroelettrici rappresentati da FederIdroelettrica dimostrano ogni giorno come sia possibile coniugare produzione energetica, presidio territoriale e rispetto delle risorse naturali. La vera sostenibilità non consiste nello scegliere tra energia e ambiente. Consiste nel creare le condizioni affinché possano prosperare insieme, generando valore per le comunità di oggi e per quelle di domani.
Articolo pubblicato sul bimestrale QualEnergia 3-2026
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