Questo dolmen spagnolo è più antico delle grandi pietre di Stonehenge: così resiste integro da quasi 6.000 anni



Posarono cinque enormi lastre sopra pareti già conficcate nella roccia. Una pesava circa 150 tonnellate. Poi, con il tetto ormai chiuso sulle loro teste, cominciarono a rimuovere il terreno e il substrato rimasti nella camera. Il dolmen di Menga, costruito quasi 6.000 anni fa vicino ad Antequera, nel Sud della Spagna, nacque seguendo un ordine che oggi sembrerebbe capovolto: prima il guscio, poi lo spazio interno.

Del monumento avevamo già parlato nel 2023, quando uno studio geologico aveva individuato la probabile provenienza delle pietre e ricostruito parte del loro viaggio dalla cava al cantiere. Quelle analisi mostravano una scelta tutt’altro che casuale: rocce abbastanza morbide da poter essere lavorate, una cava situata più in alto e un percorso in discesa lungo circa un chilometro.

La ricerca successiva, pubblicata nel 2024 su Science Advances, ha aggiunto il pezzo che mancava: la probabile sequenza con cui le 32 pietre strutturali furono sistemate, incastrate e coperte. Non racconta soltanto come furono spostati blocchi enormi. Mostra come vennero usati il peso, la pendenza e la roccia stessa per evitare di sollevarli più del necessario.

Le pareti scendevano per metri nella roccia

I costruttori scavarono nel substrato una grande area di fondazione e vi calarono le pietre verticali, chiamate ortostati. Circa un terzo di alcuni blocchi rimase sotto il livello del pavimento definitivo, stretto dentro profonde cavità ricavate nella roccia.

La forma delle fondazioni suggerisce che gli ortostati siano stati fatti scendere gradualmente usando rampe, corde, strutture lignee e contrappesi. Si tratta di una ricostruzione: legno e funi sono scomparsi da millenni. Le profondità degli alloggiamenti, gli angoli delle pietre e il modo in cui queste si toccano conservano però la traccia del procedimento.

Mettere le pareti così in profondità aveva almeno due vantaggi. Garantiva una base stabile e permetteva di lasciare il piano di lavoro ancora alto, quasi allo stesso livello sul quale sarebbero state trascinate le lastre del tetto. La montagna, in pratica, faceva temporaneamente da pavimento e da impalcatura.

La camera si restringe verso il soffitto

Le pareti di Menga sembrano verticali, ma non lo sono. Gli ortostati furono sagomati e collocati con una leggera inclinazione verso l’interno, generalmente intorno agli 84-85 gradi. La camera risulta quindi più stretta in alto rispetto alla base.

Questo accorgimento riduceva la distanza che le pietre del tetto dovevano coprire, dettaglio decisivo quando si lavora con lastre tanto grandi quanto fragili. I bordi laterali furono inoltre adattati per appoggiarsi ai blocchi vicini: ogni pietra contribuiva a trattenere la successiva, formando una struttura collegata anziché una semplice fila di massi indipendenti. Tre pilastri centrali aiutavano a sostenere la copertura.

La lastra più grande, denominata C-5, pesa secondo le stime 149,6 tonnellate. È la pietra più pesante conosciuta tra quelle impiegate come copertura in un dolmen neolitico. L’intero monumento raggiunge un peso stimato di circa 1.140 tonnellate. Menga fu costruito tra il 3800 e il 3600 avanti Cristo, oltre mille anni prima della celebre fase delle grandi pietre di Stonehenge, datata intorno al 2500 avanti Cristo.

Il tetto arrivò prima del pavimento

Dopo pareti e pilastri, i costruttori trascinarono le lastre di copertura sopra la struttura, probabilmente procedendo dall’ingresso verso il fondo. Il terreno ancora presente nella camera consentiva alle slitte di avanzare senza dover issare le pietre fino all’altezza definitiva.

Una volta sistemata ogni lastra, parte del materiale sottostante veniva rimossa per recuperare la slitta e abbassare il blocco nella posizione prevista. Soltanto dopo aver completato il tetto fu scavato il resto della camera fino al livello del pavimento attuale. Sopra il monumento venne infine costruito il tumulo, composto da terra e pietre disposte per aumentare la stabilità e limitare le infiltrazioni d’acqua.

L’acqua rappresentava un rischio concreto. Le calcareniti scelte per Menga erano relativamente facili da lavorare, ma porose e vulnerabili alle fratture. Il tumulo funzionava quindi anche come protezione per un materiale capace di reggere un peso colossale, purché tenuto al riparo dall’umidità e dalle sollecitazioni sbagliate. Un tetto da 150 tonnellate aveva bisogno di cure. Solo molto meno frequenti di quelle richieste da parecchi edifici moderni.

Gli autori dello studio definiscono questa combinazione di geologia, geometria, attrito e distribuzione dei pesi una forma di “scienza precoce”. Non esistono progetti disegnati né testi lasciati dai costruttori. La precisione degli incastri mostra comunque una conoscenza pratica capace di tenere insieme oltre mille tonnellate per quasi sessanta secoli.

Nel Medioevo qualcuno scelse di tornarci

La storia di Menga proseguì molto oltre il Neolitico. Uno studio pubblicato nel 2026 sul Journal of Archaeological Science: Reports ha esaminato le sepolture di due uomini adulti collocati nell’atrio del dolmen tra l’VIII e l’XI secolo dopo Cristo. Il monumento, allora, aveva già circa 4.000 anni.

I corpi erano stati sistemati seguendo l’asse centrale della costruzione, segno che la posizione dentro Menga era stata scelta con attenzione. Il DNA era fortemente degradato e soltanto uno dei due individui ha fornito dati sufficienti: il suo profilo comprendeva componenti ancestrali iberiche, nordafricane e legate al Mediterraneo orientale, compatibili con la complessa storia della Spagna medievale. La genetica non permette di stabilire la religione dei due uomini né la ragione precisa della sepoltura.

Dimostra però che il dolmen continuava ad attirare persone molto tempo dopo la scomparsa della comunità che lo aveva costruito. Il suo significato poteva cambiare, essere dimenticato e poi ricomposto. Le pietre rimasero ferme abbastanza a lungo da offrire a ogni epoca un monumento antico da interpretare a modo proprio.

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 Ilaria Rosella Pagliaro

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