Studiata da due ricercatori la pianta spontanea che promette di essere un biostimolante, ma anche risorsa per la difesa delle api. Il brevetto è stato depositato con il marchio Inort
Negli ultimi anni l’agricoltura sta vivendo una profonda trasformazione. La crescente necessità di produrre alimenti in modo sostenibile, riducendo l’impiego di fertilizzanti e prodotti fitosanitari di sintesi, ha spinto la ricerca verso nuove soluzioni ispirate ai processi naturali.
Tra queste assumono un ruolo sempre più importante i biostimolanti, sostanze o microrganismi capaci di migliorare l’efficienza fisiologica delle piante, aumentarne la resistenza agli stress ambientali e favorire uno sviluppo più equilibrato senza sostituire i tradizionali apporti nutritivi.
In questo contesto una specie spontanea tipica del bacino del Mediterraneo, la Inula viscosa (Dittrichia viscosa), è diventata protagonista di numerosi studi scientifici.
Per molti decenni considerata semplicemente una pianta infestante, oggi è riconosciuta come una preziosa fonte di metaboliti secondari e di molecole biologicamente attive.
Le ricerche – condotte da Domenico Prisa (tra gli esperti di GreenPlanner) e Francesco Attanasio, agrotecnico, docente di Scienze e tecnologie agrarie e laureato in Scienze Biologiche e co-owner delle fattorie Attanasio – hanno contribuito in modo significativo alla valorizzazione di questa specie, portando allo sviluppo del formulato Inort, basato sull’integrazione tra estratti di Inula viscosa, alghe e microrganismi benefici, con l’obiettivo di migliorare la crescita delle colture e favorire un’agricoltura sempre più sostenibile.
Una pianta spontanea ricca di potenzialità
Inula viscosa cresce spontaneamente lungo i margini dei campi, negli oliveti, nei terreni abbandonati e nelle aree costiere mediterranee. La sua straordinaria capacità di adattarsi a terreni poveri, elevate temperature e lunghi periodi di siccità testimonia una notevole ricchezza di strategie biochimiche sviluppate nel corso dell’evoluzione.
Proprio queste caratteristiche hanno attirato l’interesse dei ricercatori, che hanno iniziato a studiare il patrimonio di sostanze naturali contenute nei suoi tessuti. Le foglie e i fusti della pianta sono ricchi di polifenoli, flavonoidi, lattoni sesquiterpenici, terpeni e numerosi altri composti bioattivi.
Queste molecole svolgono nella pianta funzioni di protezione contro stress ambientali, microrganismi e insetti, ma possono anche esercitare effetti positivi sulle colture quando vengono opportunamente estratte e formulate.
In questo modo una specie spontanea, spesso eliminata durante le lavorazioni agricole, si trasforma in una risorsa di grande valore per la moderna bioeconomia.
Le proprietà biologiche di Inula viscosa
L’interesse verso Inula viscosa deriva soprattutto dalla complessità della sua composizione chimica. I suoi metaboliti secondari sono in grado di interagire con numerosi processi fisiologici delle piante, contribuendo a migliorare la risposta agli stress ambientali e favorendo un metabolismo più efficiente.
L’impiego di estratti vegetali come biostimolanti rappresenta oggi uno dei settori più dinamici della ricerca agronomica. A differenza dei fertilizzanti tradizionali, questi prodotti non forniscono direttamente elementi nutritivi, ma stimolano la fisiologia della pianta, incrementando la capacità di utilizzare le risorse già presenti nel terreno.
Ciò si traduce spesso in uno sviluppo radicale più abbondante, in una maggiore efficienza fotosintetica e in una migliore capacità di affrontare condizioni di siccità, elevate temperature o altri fattori di stress.


Le ricerche di Domenico Prisa e Francesco Attanasio
Negli ultimi anni, Domenico Prisa e Francesco Attanasio hanno sviluppato un articolato programma di ricerca dedicato alle applicazioni agronomiche di Inula viscosa.
L’obiettivo principale è stato quello di valorizzare le proprietà biologiche della pianta attraverso la realizzazione di formulati naturali capaci di sostenere la crescita delle colture e migliorare la salute del suolo.
Gli studi sperimentali hanno riguardato diverse specie ornamentali e orticole, valutando parametri come sviluppo vegetativo, crescita radicale, produzione di biomassa e qualità complessiva delle piante.
I risultati hanno evidenziato come gli estratti ottenuti da Inula viscosa, soprattutto quando impiegati in associazione con altri componenti naturali, possano favorire un miglior equilibrio fisiologico delle colture e contribuire ad aumentare la loro resilienza nei confronti degli stress ambientali.
Queste ricerche si inseriscono perfettamente nel contesto della nuova agricoltura sostenibile, nella quale il miglioramento della produttività non deriva esclusivamente dall’impiego di input chimici, ma anche dalla valorizzazione delle interazioni biologiche tra piante, suolo e microrganismi.
Inort: un nuovo approccio ai biostimolanti naturali
Uno dei risultati più interessanti di questo percorso scientifico è rappresentato dallo sviluppo di Inort, un formulato nato dall’integrazione tra estratti di Inula viscosa, estratti di alghe e microrganismi benefici della rizosfera.
L’idea alla base del prodotto è quella di sfruttare la complementarità di componenti naturali che agiscono contemporaneamente su diversi aspetti della fisiologia vegetale.
Gli estratti di Inula viscosa apportano numerose sostanze bioattive, mentre le alghe forniscono polisaccaridi, vitamine, aminoacidi e altri composti noti per le loro proprietà biostimolanti.
A queste componenti si aggiungono microrganismi benefici capaci di colonizzare l’ambiente radicale, favorendo la disponibilità dei nutrienti e migliorando l’attività biologica del terreno.
La sinergia tra questi elementi rappresenta il vero punto di forza di Inort. L’obiettivo non è soltanto stimolare la crescita della parte aerea della pianta, ma creare un sistema biologico più equilibrato, nel quale radici, microrganismi e metabolismo vegetale cooperino per aumentare l’efficienza complessiva della coltura.
I benefici osservati nelle colture
Le prove sperimentali condotte dagli autori hanno mostrato risultati incoraggianti in differenti specie vegetali. Le piante trattate hanno evidenziato un migliore sviluppo vegetativo, una maggiore espansione dell’apparato radicale e un incremento della biomassa rispetto ai controlli.
Questi effetti risultano particolarmente interessanti, perché derivano dall’attivazione dei processi fisiologici della pianta, piuttosto che da un semplice apporto nutritivo.
Uno sviluppo radicale più efficiente permette infatti di esplorare un volume maggiore di terreno, aumentando l’assorbimento di acqua e nutrienti. Questo aspetto assume un’importanza crescente in un contesto caratterizzato da periodi di siccità sempre più frequenti e da una disponibilità idrica spesso limitata.
L’impiego di formulati biostimolanti come Inort può quindi rappresentare uno strumento complementare alle corrette pratiche agronomiche, contribuendo a migliorare l’efficienza produttiva e la resilienza delle colture senza incrementare significativamente l’impatto ambientale.
Il ruolo di Inula viscosa nella difesa naturale delle piante
Oltre all’attività biostimolante, Inula viscosa è oggetto di numerose ricerche per il suo potenziale impiego nella difesa naturale delle colture.
I metaboliti secondari presenti nella pianta hanno infatti mostrato attività biologica nei confronti di diversi microrganismi fitopatogeni e potrebbero contribuire a rafforzare le strategie di difesa integrata.
Le ricerche condotte finora suggeriscono che questi estratti possano favorire una maggiore capacità della pianta di reagire agli stress biotici, contribuendo indirettamente al mantenimento di uno stato fitosanitario più equilibrato.
Sebbene siano necessari ulteriori approfondimenti per definire con precisione tutti i meccanismi coinvolti, i risultati ottenuti indicano prospettive molto interessanti per lo sviluppo di prodotti sempre più sostenibili.
Una pianta fondamentale per la sopravvivenza delle api
Uno degli aspetti meno conosciuti, ma forse più importanti dal punto di vista ecologico, riguarda il rapporto tra Inula viscosa e gli insetti impollinatori.
La pianta fiorisce infatti tra la fine dell’estate e l’autunno, in un periodo nel quale la maggior parte delle specie mellifere ha già concluso il proprio ciclo vegetativo.
Per api domestiche, api selvatiche, bombi, sirfidi e molti altri insetti questa fioritura rappresenta una delle ultime fonti disponibili di nettare e polline prima dell’arrivo dell’inverno.
Le colonie possono così accumulare preziose riserve energetiche indispensabili per superare la stagione fredda e garantire la sopravvivenza della popolazione.
La valorizzazione di Inula viscosa non riguarda quindi soltanto l’agricoltura, ma contribuisce anche alla conservazione della biodiversità e alla tutela degli impollinatori, elementi fondamentali per il funzionamento degli ecosistemi naturali e agricoli.
Le prospettive future della ricerca
Le ricerche dedicate a Inula viscosa sono ancora in pieno sviluppo. Le moderne tecniche di metabolomica, genomica e microbiologia stanno consentendo di identificare nuove molecole bioattive e di comprendere meglio le interazioni tra estratti vegetali, microrganismi benefici e fisiologia delle piante.
L’obiettivo futuro sarà quello di sviluppare formulati sempre più efficaci, capaci di adattarsi alle diverse esigenze colturali e di contribuire concretamente alla riduzione dell’impatto ambientale dell’agricoltura.
In questo scenario, prodotti come Inort rappresentano un esempio significativo di come la ricerca possa trasformare una pianta spontanea in uno strumento innovativo per la gestione sostenibile delle colture.
Un modello di innovazione per l’agricoltura sostenibile
La storia di Inula viscosa dimostra come la ricerca scientifica possa cambiare profondamente il modo di interpretare una specie vegetale.
Da semplice pianta spontanea, spesso considerata infestante, è diventata una risorsa di grande interesse per l’agricoltura sostenibile, grazie alla ricchezza dei suoi composti bioattivi e alla possibilità di integrarli con alghe e microrganismi benefici.
Le ricerche condotte da Domenico Prisa e Francesco Attanasio hanno contribuito a evidenziare queste potenzialità, portando allo sviluppo del formulato Inort come esempio concreto di innovazione biologica.
Parallelamente, il ruolo ecologico di Inula viscosa come importante fonte autunnale di nettare e polline sottolinea come produttività agricola e conservazione della biodiversità possano procedere nella stessa direzione.
In un’epoca in cui cambiamenti climatici, perdita di fertilità dei suoli e tutela degli impollinatori rappresentano sfide globali, valorizzare specie spontanee dalle molteplici funzioni significa costruire un modello agricolo più resiliente, sostenibile e rispettoso degli equilibri naturali.
Pubblicazioni cui fare riferimento
- Prisa, D., Attanasio, F., & Jamal, A. (2025). Inula viscosa: A biostimulant for enhancing vegetable growth. Multidisciplinary Science Journal, 8(2), 2026057. https://doi.org/10.31893/multiscience.2026057
- D. Prisa (2017). Apicoltura biologica metodi innovativi naturali e difesa delle api. (parte 1) Apinsieme, Aprile 2017 42-45
- D. Prisa (2017). Apicoltura biologica metodi innovativi naturali e difesa delle api. (parte 2) Apinsieme, Maggio 2017 42-45
- Prisa D., Attanasio F. (2023). Inort: Biofertilizer based on Inula viscosa L. (Dittrichia viscosa L.), algae and micro-organisms for growth, Fusarium oxysporum defence and water stress resistance of Plumeria frangipani. International Journal of Biological and Pharmaceutical Sciences Archive, 2023, 06(02), 047–053
- Prisa D., Attanasio F. (2022). Biostimulant derived from the fermentation of Inula viscosa (Inort) in the germination and growth of Amaranthus hypochondriacus. World Journal of Advanced Research and Reviews, 2022, 16(01), 027–033
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Redazione Green Planner
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