In arrivo entro fine agosto in Gazzetta Ufficiale il regolamento di gara per le frequenze millimetriche in banda 26 GHz (parte bassa) che saranno assegnate con procedimento oneroso entro la fine del 2026.
Il refarming dello spettro radio in Italia procede spedito. In attesa di conoscere il 5 ottobre prossimo ottobre l’esito della terza consultazione riguardante le frequenze in scadenza nel 2029, il Mimit ha reso noto che nella settimana dal 24 al 28 agosto 2026 verrà pubblicato in Gazzetta Ufficiale l’Avviso di Gara per l’assegnazione dei diritti d’uso della banda millimetrica 24,25-26,5 GHz (26 GHz bassa), insieme al Disciplinare e agli allegati tecnici.
Più di 2 gigahertz di spettro all’asta in banda 26 GHz entro il 2026
Stiamo parlando di 2.250 megahertz (2,25 GHz) di spettro radio, storicamente utilizzati per ponti radio e WLL (Wireless Local Loop). Rispetto ai 1.000 megahertz (1 GHz) di banda nella parte alta della banda 26 Ghz all’asta ne 2018, la nuova gara per la parte bassa della banda 26 Ghz è il doppio come quantità e di conseguenza oltre che gli operatori mobili (Tim, Vodafone, WindTre, Fastweb e Iliad) attirerà anche gli operatori FWA come Eolo e OpNet (ex Linkem), oltre che gli operatori locali che puntano a ricevere la loro parte di spettro.
La nuova gara segna un passaggio decisivo per il futuro delle reti FWA e alle applicazioni 5G ad alta capacità, che interessa sia chi ha già investito su queste frequenze, sia chi punta a nuove opportunità di sviluppo. Bisognerà però fare anche i conti con la Difesa, che in parte occupa la stessa banda per i suoi servizi wireless.
Avviso di gara
L’Avviso di Gara per l’assegnazione dei diritti d’uso delle frequenze disponibili nella banda 24,25-26,5 GHz verrà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana nella settimana dal 24 al 28 agosto 2026.
C’è da dire che i lotti della parte alta della banda 26 Ghz erano stati assegnati nel 2018 in modalità competitiva, in occasione dell’asta 5G. E che per questo motivo, in ottica anti discriminatoria, anche la parte bassa della banda andrà assegnata in maniera onerosa.
Procedure di assegnazione in capo alla FUB
Con decreto del Ministro è stata individuata la Fondazione Ugo Bordoni quale soggetto incaricato di fornire supporto tecnico-operativo al Ministero nelle attività di predisposizione e gestione delle procedure di assegnazione e di proroga dei diritti d’uso delle frequenze, secondo quanto previsto dalla delibera AGCOM n. 232/25/CONS.
La banda 24,25-26,5 GHz, si legge nella nota del Mimit, ”costituisce una delle bande armonizzate a livello europeo per lo sviluppo delle reti mobili di nuova generazione e consentirà l’impiego di servizi ad elevata capacità trasmissiva e bassa latenza, contribuendo alla diffusione delle infrastrutture digitali e delle reti Fixed Wireless Access (FWA)”.
Cosa è emerso dalla consultazione Agcom
In sede di consultazione Agcom, secondo alcuni l’evoluzione attesa per il predetto ecosistema tecnologico ed i possibili conseguenti investimenti nel breve e medio termine, sarebbero ad oggi limitati dalle incerte prospettive di impiego della banda, e a livello nazionale, anche dall’attuale impiego di alcune porzioni da parte della Difesa e dell’eventualità di un’asta competitiva che potrebbe limitare le risorse per i successivi investimenti degli operatori.
Per tale motivo è stata segnalata la necessità di una previsione di lungo periodo, con l’auspicio anche di un’ulteriore estensione della durata dei diritti d’uso esistenti WLL, ad esempio fino al 2029.
Chiesti blocchi minimi da 200 Mhz
Riguardo alla dimensione dei blocchi di frequenze, a parere degli operatori questa non dovrebbe essere inferiore a 200 MHz; un operatore in particolare ha rilevato che 15 232/25/CONS in previsione dell’aumento dei clienti da servire in FWA sarebbe auspicabile poter disporre, eventualmente in una seconda fase, di due canali da 200 MHz.
Agcom proporrà 11 blocchi da 200 MHz, con un blocco di 50 MHz come cuscinetto di riprotezione dalle bande limitrofe.
La maggior parte degli operatori chiede estensione regionale dei diritti d’uso
La maggior parte dei soggetti reputa che l’estensione geografica dei diritti d’uso debba essere regionale, in quanto diversamente gli operatori locali avrebbero grossi impedimenti all’accesso alle risorse frequenziali. Secondo un soggetto, l’assegnazione dei diritti d’uso su base nazionale, in particolare nel caso di impiego del modello “club use”, escluderebbe gli operatori locali, per capacità economica insufficiente, sia dalle aste che dall’uso condiviso della banda 24.25-26.5 GHz. La durata dovrebbe essere di almeno 15 anni e la richiesta degli operatori è di procedere con la gara entro il 2026, per poter disporre delle nuove frequenze al più presto già nel 2027.
Lotti nazionali?
Un operatore ha rappresentato che sta valutando la possibilità di accedere, ove previsto dalla procedura di assegnazione, a un diritto d’uso nazionale, federando le proprie esigenze con quelle di altri operatori locali in un consorzio nazionale. Qualche altro operatore auspica l’assegnazione dei diritti d’uso su base nazionale; a parere di uno di questi ultimi l’Autorità dovrebbe prevedere la riserva di un solo lotto di tipo regionale, solo in caso di eventuali specifiche richieste da parte di operatori che abbiano manifestato tale necessità per poter continuare ad erogare gli attuali servizi.
Dibattito aperto su modello “club house” o “use it or lease it”
Quanto, infine, all’aspetto riguardante la condivisione delle frequenze, molti soggetti si sono espressi favorevolmente rispetto all’impiego del modello “club use”, sebbene con alcune differenziazioni. Un operatore in particolare auspica un “club use” separato da quello previsto sulla banda 26 GHz alta. Il “club use” sarebbe, invece, per altri operatori, auspicabile solo laddove si procedesse a un’assegnazione di tipo regionale e non nazionale. Per un soggetto in particolare, il modello “club use” sarebbe idoneo solo per soluzioni di uso temporaneo e localmente confinato, e per tale motivo ritiene maggiormente adeguato il modello use-it-or-lease-it, anche eventualmente applicato a livello comunale.
Chieste premialità per nuovi entranti e uso esclusivo per sviluppo use case 5G
Non è favorevole alla condivisione delle frequenze, invece, un operatore che confida nella possibilità che soggetti interessati a sviluppare applicazioni/use case 5G possano acquisire autonomamente diritti d’uso per uso 5G/local licencing attraverso una disciplina di assegnazione dei diritti d’uso che preveda riserve/criteri di premialità per operatori nuovi entranti.
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Paolo Anastasio
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