Un primo bilancio della partnership con Clara Vista, ma soprattutto una fotografia del Frosinone che sta nascendo in vista della nuova stagione di Serie A. Il presidente Maurizio Stirpe ha incontrato la stampa per fare chiarezza sul percorso intrapreso dal club, soffermandosi sul mercato, sulla nuova struttura decisionale della società e sulle prospettive di un progetto che punta a consolidare la presenza dei giallazzurri nella massima categoria.
«In questo quasi primo mese di partnership l’andamento non può che essere positivo – ha spiegato Stirpe –. Stiamo portando avanti i ragionamenti fatti all’inizio, a partire dal mercato». Il presidente ha quindi distinto il lavoro estivo in due momenti: una prima fase, condotta prevalentemente dal Frosinone nel mese di luglio e utile a consegnare ad Alvini una base sulla quale lavorare durante il ritiro, e una seconda iniziata ad agosto, caratterizzata da un numero consistente di nuovi innesti.
Mercato, Stirpe: «Siamo coperti, manca il sostituto della punta centrale»
L’aumento della concorrenza all’interno della rosa porterà inevitabilmente anche ad alcune partenze. «Gli esuberi sono figli della necessità di aumentare la qualità della squadra. Qualcuno dovrà partire perché, al momento, non è funzionale al progetto. Dall’integrazione tra la base che avevamo e ciò che arriverà da qui alla fine del mercato nascerà la squadra che si giocherà le proprie possibilità di rimanere in Serie A».
Stirpe ha ricordato gli obiettivi fissati nelle scorse settimane sulla costruzione dell’organico. «Avevo promesso una squadra pronta all’80% per la Coppa Italia e al 90% per l’esordio in campionato. Guardando il livello complessivo raggiunto, almeno sulla prima percentuale ci siamo quasi. Siamo abbondantemente coperti in tutti i ruoli, tranne quello della punta centrale, dove manca un’alternativa».
Proprio il centravanti resta dunque una delle priorità. Il presidente ha spiegato come il club stia lavorando su «una rosa di sei-sette giocatori sui quali non possiamo sbagliare la scelta», confermando poi esplicitamente uno dei nomi circolati nelle ultime settimane: «Tra questi c’è indubbiamente anche Cheddira».
Il nuovo Frosinone e il mercato collegiale
Uno dei cambiamenti più profondi riguarda il metodo utilizzato per individuare i calciatori. Il Frosinone sta abbandonando progressivamente una struttura fortemente accentrata per affidarsi a un processo più articolato, nel quale confluiscono competenze differenti.
«Da un sistema “familiare” siamo passati a un sistema più professionale. L’allenatore viene interpellato quotidianamente, così come il direttore sportivo, gli analisti dei dati e lo scouting. Non esiste più un uomo solo al comando: ci sono diversi soggetti che svolgono ciascuno la propria funzione e dal confronto nascono le proposte, che vengono poi portate al CdA».
Al tecnico spetta soprattutto indicare le caratteristiche funzionali al proprio calcio. «Non abbiamo mai avuto un allenatore che imponesse il nome di un giocatore. Il tecnico indica le caratteristiche che cerca e viene informato preventivamente. La tecnologia può aiutarci a ridurre il margine di errore, ma deve sempre essere affiancata dalla valutazione umana. Il vero vantaggio di questo sistema è poter osservare un universo di calciatori molto più ampio».
Anche il ruolo dello stesso Stirpe è destinato a evolversi: «Sempre più in futuro sarò chiamato ad assumere una funzione di rappresentanza, meno operativa ma con maggiore controllo sulle operations. È il passaggio necessario per una società che cresce e vuole confrontarsi con un sistema competitivo come quello del calcio».
Clara Vista e il salto di qualità: «Da soli alcune operazioni sarebbero state impossibili»
Il presidente ha sottolineato in maniera netta l’impatto della partnership sulla capacità di investimento del club. «A partire da Hasa, parliamo di operazioni che da soli non avremmo potuto fare. Non avremmo potuto investire in una determinata maniera e probabilmente non avremmo visto alcuni giocatori a Frosinone. È un salto di qualità importante».
L’obiettivo, tuttavia, resta quello di intervenire senza perdere di vista la sostenibilità e la funzionalità tecnica. «Clara Vista vuole effettuare questi investimenti perché vuole rimanere ad alti livelli, sapendo che il gap di partenza era importante. Continueremo con operazioni mirate, cercando esclusivamente calciatori adatti al progetto».
Il chiarimento sulle parole di Alvini
Stirpe è tornato anche sulle dichiarazioni rilasciate da Massimiliano Alvini dopo la gara di Coppa Italia, quando il tecnico aveva parlato dei giocatori arrivati durante il mercato. Il presidente ha ridimensionato qualsiasi ipotesi di frattura interna.
«Dopo la partita non ho nemmeno parlato con il mister. Secondo me ha utilizzato parole sbagliate per esprimere concetti diversi. Dopo una gara può succedere, anche per l’adrenalina e per la pressione. Ho capito perfettamente quello che voleva dire e lo conosco bene: non voleva creare una divisione rispetto a chi prende le decisioni tecniche della società. Il concetto era che, una volta avuti i giocatori a disposizione, dovrà lavorare per tirarne fuori il massimo».
Quanto ai tempi necessari per vedere il nuovo Frosinone nella sua versione definitiva, Stirpe invita alla pazienza. «I tempi li ha indicati lo stesso allenatore. Dovremo aspettare indicativamente la sesta giornata per poter formulare un primo giudizio sul lavoro. Saremo pazienti, anche se sappiamo che nel calcio tutto viene spesso ridotto al risultato».
Ghedjemis non è sul mercato: «Le offerte ricevute non sono sufficienti»
Ampio spazio anche alla situazione di Ghedjemis. Stirpe ha chiarito che, con l’ingresso di Clara Vista, la necessità di cedere il giocatore è venuta meno. «Non lo consideriamo in vendita. Se fossi rimasto da solo sarebbe stata un’ipotesi da prendere seriamente in considerazione, ma con Clara Vista la cessione non è prevista».
Gli interessamenti, tuttavia, non mancano. «Ci sono stati Celtic e Rangers, ma anche Monaco e Besiktas. Sono destinazioni ambiziose ed è normale che il giocatore guardi con interesse a determinati club. Però c’è anche la posizione dell’azionista, che non ha intenzione di venderlo. Ad oggi le offerte ricevute non sono sufficienti».
Il presidente ha rivelato anche di aver avuto un contatto diretto con il Monaco: «Ho parlato personalmente con loro e ho spiegato che avrei coinvolto i partner soltanto davanti a un’offerta adeguata. Più ci avviciniamo alla fine del mercato, inoltre, più diventa importante un altro elemento: riuscire eventualmente a trovare un sostituto all’altezza. È un aspetto quasi importante quanto quello economico».
Giovani ed esuberi: «Devono andare a giocare»
La nuova strategia non significa abbandonare la valorizzazione dei giovani, ma Stirpe ha riconosciuto che l’obiettivo immediato della permanenza in Serie A impone un equilibrio differente. «Prendere giovani di grande qualità richiede investimenti economici notevoli. Al momento dobbiamo seguire una logica intermedia, puntando anche su calciatori che abbiano esperienza e sappiano cosa significhi affrontare la Serie A o il calcio internazionale».
Per alcuni ragazzi di proprietà, invece, la soluzione sarà quella di trovare continuità altrove. «Ho chiesto a Castagnini di tutelarli. I più giovani devono andare a farsi le ossa, perché tenerli qui senza giocare andrebbe contro il loro interesse e contro quello del Frosinone. Dopo aver disputato campionati con continuità potranno anche tornare e proseguire il loro percorso di crescita con noi».
Organigramma, infrastrutture, marketing e settore giovanile
Il lavoro non riguarderà esclusivamente la prima squadra. Tra settembre e la metà di ottobre il club intende definire diversi aspetti strategici della nuova organizzazione. Il CdA del 24 agosto rappresenterà uno dei primi passaggi.
«Dovremo arrivare a un organigramma trasparente, con ruoli e responsabilità ben definiti. Affronteremo il tema del budget e il cronoprogramma relativo allo sviluppo delle infrastrutture. Dobbiamo mettere in vetrina un prodotto di qualità e per farlo servono strutture che oggi non abbiamo».
Nel progetto rientrano anche settore giovanile, calcio femminile, marketing e comunicazione. «Vogliamo avere un quadro definitivo entro metà ottobre e iniziare concretamente a realizzare alcuni interventi, come il secondo campo di allenamento destinato alla prima squadra».
Sull’internazionalizzazione della rosa, Stirpe ha precisato che il nuovo modello non dovrà necessariamente trasformarsi in una ricerca esclusivamente estera. «Dobbiamo riorientare lo scouting anche sul calcio italiano, cercando talenti che magari non sono ancora stati individuati. Dobbiamo inoltre capire quale sviluppo dare al settore giovanile e al femminile. Se investiremo massicciamente in questi ambiti, è naturale che la quota di internazionalizzazione possa diminuire. E me lo auguro anche per il calcio italiano».
Abbonamenti e Juventus: «Per l’impresa servirà qualcosa che ancora non abbiamo visto»
Sul fronte del pubblico, Stirpe non ha nascosto una soddisfazione soltanto parziale. «Avevo detto che mi sarei aspettato almeno 13mila abbonamenti e siamo sotto di circa duemila. Se devo essere sincero, sono soddisfatto a metà».
Poi lo sguardo si è spostato sull’esordio di campionato contro la Juventus. «È una partita che si prepara da sola, un debutto importante contro un avversario difficile. Per riuscire nell’impresa dovremo mettere in campo qualcosa che fino a questo momento non abbiamo ancora visto. Speriamo di averlo nelle corde e di riuscire a mostrarlo domenica».
Stirpe non sembra invece dare peso alle previsioni che collocano il Frosinone tra le principali candidate alla retrocessione. «Non le guardo nemmeno. Lo scorso anno dicevano che avremmo dovuto lottare per non retrocedere e invece siamo tornati in Serie A. Possono diventare uno stimolo per dimostrare che certe statistiche vengono costruite più sui luoghi comuni che sui valori realmente espressi sul campo».
«Frosinone deve diventare più attrattiva»
La partnership con Clara Vista, nelle intenzioni della proprietà, dovrà produrre effetti che vadano oltre il semplice rafforzamento della rosa. Stirpe ha evidenziato anche la necessità di rendere il progetto e il territorio maggiormente attrattivi agli occhi dei calciatori.
«Non basta avere disponibilità economica. Serve anche un territorio capace di accogliere determinati giocatori. Per chi arriva da realtà differenti non è sempre semplice scegliere Frosinone. Abbiamo presentato loro un progetto solido, pensato come punto di partenza e non di arrivo, e credo siano stati colpiti proprio dalla volontà di crescere e raggiungere un livello di professionalità sempre maggiore».
Una crescita che, secondo il presidente, potrebbe avere riflessi anche oltre il calcio. «Spero che Clara Vista riesca a dimostrare che anche qui si possono realizzare grandi cose e non soltanto nelle metropoli. Mi auguro possa diventare un esempio anche per quegli attori del territorio che fino ad oggi sono stati più timidi. Abbiamo bisogno di una svolta che coinvolga anche attività diverse dal calcio».
Il quadro tracciato da Stirpe è quindi quello di un Frosinone ancora in costruzione, ma già profondamente diverso nel metodo e nelle possibilità economiche rispetto al recente passato. «Le cose stanno andando come avevamo preventivato, forse anche con maggiore velocità. Ora dobbiamo completare il mercato. Poi toccherà all’allenatore assemblare il vecchio e il nuovo, fino a quando non esisterà più questa distinzione ma soltanto il presente. Spero che da questo modello possa nascere la ricetta giusta per raggiungere l’obiettivo per cui stiamo lavorando: rimanere in Serie A».
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Cristina Lucarelli
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