Ex Caserma Rossi: le osservazioni di Romano a nastro tagliato


Annunci, proclami, progettazione, lavori. Poi arriva la giornata della festa, tra foto di rito, sorrisi, strette di mano e il tradizionale taglio del nastro.

È l’iter ormai consueto delle opere pubbliche, accompagnato da reel e post sui social. Non ha fatto eccezione l’inaugurazione del nuovo parcheggio realizzato nell’area dell’ex Caserma Rossi: oltre 400 posti auto messi a disposizione della città per rispondere alla domanda di parcheggi a servizio del centro storico.

Nella presentazione, però, non si è parlato soltanto di un «piazzale con parcheggi», ma di un vero e proprio hub al servizio dei cittadini, collegato con il centro e dotato di servizi per gli utenti.

A nastro tagliato, tuttavia, il sipario è tutt’altro che chiuso. Anzi, è proprio questo il momento in cui comincia la prova più importante: capire se l’infrastruttura riuscirà a funzionare davvero secondo le ambizioni con cui è stata presentata.

Ad accendere i riflettori, per restare nella metafora, è il consigliere comunale Paolo Romano.

«Non possiamo limitarci alla sola fotografia dell’inaugurazione», è l’incipit del suo intervento, che entra nel merito di alcune criticità e pone una serie di interrogativi all’amministrazione comunale.

La prima osservazione è di carattere strategico. «La città dell’Aquila ha guadagnato 400 nuovi posti auto gratuiti nell’area dell’ex Caserma Rossi – osserva Romano – ma avrebbe potuto averli, da tempo, interrati in multipiano su via della Croce Rossa, con annessa riqualificazione di tutta l’area e impianto di risalita verso il centro».

L’affondo riguarda quindi la scelta dell’amministrazione Biondi di modificare l’impostazione sulla mobilità e sui parcheggi rispetto alla strategia elaborata negli anni della giunta Cialente.

Ma le osservazioni del consigliere non si fermano alla strategia complessiva e riguardano anche il funzionamento concreto del nuovo parcheggio.

Uno dei primi temi sollevati è quello della sicurezza. Tenere aperta l’area 24 ore su 24 può essere certamente utile, ma, secondo Romano, occorre chiarire con quali modalità venga garantito il presidio durante l’intero arco della giornata.

«L’area dell’ex Caserma Rossi – sottolinea – non coincide soltanto con il piazzale appena aperto: intorno ci sono ampie porzioni di patrimonio immobiliare, compresi gli ex alloggi del personale militare, oggi deserte».

Ora che una parte del compendio torna a essere frequentata, la preoccupazione è che le zone non ancora recuperate possano trasformarsi in luoghi di marginalità, occupazioni improprie o attività illecite. Da qui la richiesta di garantire almeno attraverso un sistema di videosorveglianza il controllo dell’intera area.

«Sono riflessioni semplici, ma doverose – afferma Romano – soprattutto quando in città il tema della sicurezza viene usato strumentalmente».

Un altro capitolo riguarda il collegamento con il centro storico. In questi giorni è stato attivato, gratuitamente, un servizio navetta, ulteriormente potenziato in occasione della Perdonanza. Ma la domanda, secondo il consigliere, riguarda soprattutto il dopo.

«È necessario capire quale sarà la prospettiva successiva, una volta terminati gli eventi e superata la fase legata al grande afflusso di visitatori. La sostenibilità economica e organizzativa non può essere improvvisata da AMA».

Anche sul fronte delle dotazioni, Romano evidenzia alcune componenti ancora da completare. Il parcheggio è stato presentato come un hub a servizio del trasporto urbano ed extraurbano e come punto di interscambio con il centro storico, ma mancano ancora le pensiline per l’attesa.

«Non sono un dettaglio – sostiene – perché, se vogliamo davvero che il parcheggio funzioni come punto di interscambio e non sia semplicemente un grande piazzale per le automobili, dobbiamo garantire condizioni dignitose anche a chi utilizza il trasporto pubblico».

Lo stesso discorso viene fatto per la mobilità elettrica: gli stalli per la ricarica sono presenti, ma le colonnine non sono ancora operative.

Per Romano, il tema è quindi quello della completezza dell’opera. «Quando si inaugura un’infrastruttura pubblica da 4,7 milioni di euro sarebbe auspicabile che fosse pienamente funzionale in tutte le sue componenti».

Da qui la critica più generale all’operato dell’amministrazione Biondi: «Si inaugura, si comunica, si taglia il nastro e poi si rincorrono per mesi o anni le parti mancanti», afferma il consigliere, richiamando come esempi il ponte di Belvedere, alcune opere ancora da completare in piazza Duomo e Palazzo Margherita, dove soltanto ora si interviene sulla torre civica.

Secondo Romano, il rischio è quello di trasformare «la precarietà e il rinvio in una modalità ordinaria di amministrazione», dando alla città «la sensazione che nulla sia mai veramente concluso».

Infine, l’ex Caserma Rossi riapre anche una questione più ampia: quale sia la destinazione strategica dell’intero compendio.

«Per anni abbiamo ascoltato annunci diversi sulla destinazione dell’ex Rossi: prima il polo scolastico, poi l’ipotesi legata alla nuova sede dei Vigili del fuoco, fino ad arrivare all’attuale parcheggio comunale».

C’è però un elemento, sottolinea il consigliere, che rende ancora più complesso il quadro: «L’area dell’ex Caserma Rossi non è neanche di proprietà del Comune, è del Demanio».

Da qui la richiesta di una visione complessiva, soprattutto alla luce delle condizioni della viabilità nell’area, già interessata dalla presenza delle scuole, della caserma dei Vigili del fuoco e della Questura.

Gli interrogativi, insomma, non riguardano soltanto i 400 posti auto appena inaugurati. Riguardano il ruolo che l’ex Caserma Rossi dovrà avere nel futuro della città e il modo in cui il nuovo parcheggio si inserirà nel sistema complessivo della mobilità aquilana.

Resta così aperto il capitolo di quel complesso di aree che, dalla caserma Rossi fino al cimitero, era stato inserito in un più ampio progetto interistituzionale tra Comune e Regione per costruire una prospettiva di sviluppo e riqualificazione.

Oggi quella visione appare, secondo Romano, sempre più lontana. E il timore è che, accanto alla fotografia del taglio del nastro, restino sul tavolo questioni tutt’altro che secondarie: sicurezza, trasporto pubblico, completamento delle dotazioni, proprietà delle aree e soprattutto viabilità.

Perché se l’inaugurazione rappresenta la fine dei lavori, per un’infrastruttura pubblica dovrebbe essere soprattutto l’inizio della sua vera prova: quella del funzionamento quotidiano e della capacità di inserirsi in una strategia complessiva per la città.


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Tommaso Cotellessa

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