Rimonta l’anticiclone africano al Centro-Sud, che porta un aumento di pressione anche al Nord. Tradotto: bollini rossi in aumento e una nuova ondata di caldo estremo soprattutto al Sud e nelle Isole, con temperature che potrebbero arrivare anche a 42 gradi nei prossimi giorni, quindi su su valori di circa 10 gradi al di sopra delle medie stagionali. Andrà meglio nel Nord-Ovest dove le massime si attesteranno intorno ai 30°C. “La nuova ondata di calore colpirà duramente le regioni centro-meridionali e in parte l’Emilia Romagna” spiega Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media del portale iLMeteo.it. Secondo le previsioni del portale già oggi le temperature raggiungeranno i 37-38°C su alcune aree del Sud, fino a 35-36°C al Centro, con valori di poco inferiori al Nord. Secondo il portale oggi Caltanissetta arriverà a 40°C, seguita da Oristano (39°C) e dai 37°C diffusi tra Agrigento, Enna e Ragusa. Ma il picco arriverà tra giovedì, 27 agosto e venerdì, 28 agosto, quando le temperature dovrebbero superare i 40°C in molte aree del Sud. Foggia toccherà i 42°C, Benevento, Cagliari, Caltanissetta, Cosenza, Nuoro e Reggio Calabria si assesteranno sui 41°C, Frosinone e Terni raggiungeranno i 40°C, Ascoli Piceno e Roma i 39°C. Per quanto riguarda il Centro, sono previsti i 38°C a Roma e Firenze, ma tornerà il caldo anche al Nord, con temperature ancora una volta superiori alla media. Il caldo investirà anche l’Emilia Romagna con tanta afa sulle coste e caldo torrido nell’interno anche a causa di venti moderati di Garbino.
Le città da bollino rosso: Palermo e Campobasso (da domani anche Bari)
Come risulta dall’ultimo aggiornamento del ministero della Salute sulle ondate di calore, oggi sono da bollino rosso Campobasso e Palermo, mentre altre cinque città sono da bollino arancione (Bari, Cagliari, Catania, Latina e Reggio Calabria). Giovedì, 27 agosto, sarà bollino rosso anche per Bari, mentre in arancione saranno nove città (Roma, Ancona, Cagliari, Catania, Firenze, Latina, Messina, Reggio Calabria e Rieti).
Emergenza incendi nel Barese: a fuoco 500 ettari del Parco dell’Alta Murgia
Continuano, nel frattempo, le operazioni di spegnimento dell’incendio che, dal pomeriggio di ieri, sta interessando il territorio di Gravina in Puglia, Poggiorsini e Corato, in provincia di Bari. Sono circa 500 gli ettari del Parco Nazionale dell’Alta Murgia interessati dalle fiamme. Attualmente sono impegnati sul posto 15 mezzi e 12 squadre dei vigili del fuoco, oltre a tre Canadair e due elicotteri, che stanno effettuando numerosi lanci dall’alto per contrastare l’avanzata delle fiamme e supportare le squadre impegnate nelle operazioni di spegnimento a terra. La situazione resta particolarmente complessa a causa del forte vento, che continua a cambiare direzione, rendendo difficoltose le operazioni di contenimento e spegnimento. Il fronte dell’incendio ha interessato anche l’area del poligono di tiro dell’Esercito e quella dell’ex polveriera.
Tra allagamenti e siccità. I conti di Coldiretti e l’allarme dell’Unione europea
Insomma, un ritorno generale al caldo intenso dopo giorni in cui l’Italia è rimasta divisa in due. “Con 189 eventi estremi nell’ultima settimana che hanno colpito i campi in maniera opposta alla siccità, ma con effetti ugualmente pesanti e con danni che superano i 3 miliardi di euro” ha segnalato Coldiretti. “In Liguria resta critica la situazione nel Levante dopo l’ultima forte ondata di maltempo. I sopralluoghi nelle campagne confermano danni soprattutto a olivicoltura e viticoltura. Per le olive – spiega – si stimano cascole mediamente intorno al 50%, mentre risultano colpiti anche i vigneti, in particolare nelle aree interessate dalla grandine tra Chiavari e Calvari dove si fa ancora la conta dei danni”. In Lombardia gli ultimi dieci giorni hanno portato precipitazioni sparse, in alcuni casi anche molto abbondanti. Nella Bergamasca le piogge intense hanno trascinato detriti sulla viabilità montana. In alcuni alpeggi le precipitazioni hanno migliorato la situazione, mentre in altri, soprattutto nella Bergamasca, hanno ulteriormente deteriorato pascoli già fortemente provati dalla mancanza d’acqua. Caldo estremo, siccità persistente e previsioni al ribasso dei raccolti estivi mettono in allarme anche Bruxelles, che prepara una discussione tra i ministri dell’agricoltura riuniti informalmente dal 6 all’8 settembre a Dublino. “Il caldo persistente e la siccità stanno colpendo duramente l’Europa quest’estate” ha spiegato il commissario Ue all’agricoltura, Christophe Hansen, annunciando che già giovedì gli “esperti” di colture arabili dei Ventisette si incontreranno per effettuare “una prima valutazione” dello stato dei raccolti estivi in tutto il continente.
Colture estive a rischio in Ue: riduzione delle rese fino al 14 per cento
Una misura necessaria dopo che il Centro comune di ricerca della Commissione Ue ha certificato un peggioramento delle prospettive per le colture estive in gran parte dell’Europa occidentale e centrale, con riduzioni delle rese stimate fino al 14% sotto la media degli ultimi cinque anni. Il bollettino mensile parla di “gravi ripercussioni” soprattutto in Italia settentrionale e centrale, Francia, Germania, Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria e Romania occidentale, dove criticità erano già emerse a luglio e che, da allora, “si sono intensificate”. Stress termico e idrico comportano la progressiva perdita di fertilità dei terreni e un minore accumulo di biomassa. A preoccupare anche la produttività e disponibilità dei pascoli, sollevando timori per l’approvvigionamento di foraggio soprattutto in Europa occidentale e centrale. Condizioni climatiche più fresche e piovose previste in gran parte dell’Europa occidentale e centrale nelle prossime settimane potrebbero portare un “certo sollievo” ma, secondo il bollettino Ue, sarà tardi per compensare le perdite già subite.
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Luisiana Gaita
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