La Piazza 2026, Urso su ex Ilva, ZES e caro carburanti



Seconda serata de La Piazza 2026, la nona edizione de “La Piazza – Il Bene Comune” a Ceglie Messapica. Sul palco il ministro Adolfo Urso, che interviene sui dossier dell’ex Ilva, del caro carburanti e della ZES unica, oltre che su export, investimenti e intelligenza artificiale.

Ex Ilva, area a caldo verso lo stop entro il 28 ottobre

“I tempi di chiusura dell’area a caldo, quindi degli altiforni e degli impianti direttamente ad essi collegati, sono dettati dalla decisione della Corte d’appello, che dice che entro 90 giorni, quindi entro il 28 ottobre, quegli impianti devono chiudere. È vero che i commissari hanno fatto ricorso in Cassazione, ma tutti sanno che i tempi della Cassazione sono piuttosto lunghi. Quindi quegli impianti, secondo le decisioni della Corte d’appello, devono essere chiusi entro il 28 ottobre”, afferma Urso.

Sul futuro degli stabilimenti, il ministro spiega: “Ci sono due offerte vincolanti, una delle quali è quella di Jindal, che, secondo quanto mi riferiscono i commissari, ha aggiornato la sua proposta alla luce della decisione della Corte d’appello. E ci sono due manifestazioni di interesse, una delle quali è quella di Federacciai con 14 aziende primarie italiane nel settore siderurgico, che devono valutare se trasformare questa manifestazione di interesse in un’offerta vincolante nei tempi prefissati dai commissari”.

L’obiettivo, prosegue, è “realizzare il processo di decarbonizzazione, cioè i forni elettrici, e salvaguardare la produzione dei cosiddetti impianti a valle, a cominciare dai laminatoi e dagli altri impianti a Taranto, Novi Ligure, Racconigi e Genova Cornigliano, che sono piuttosto importanti e significativi per l’industria siderurgica italiana. Le imprese siderurgiche italiane hanno aumentato la produzione. L’ultimo dato disponibile di giugno ci dice che su base annuale la produzione siderurgica italiana è aumentata del 6,1%. L’attività primaria italiana in campo siderurgico cresce malgrado Taranto, perché il resto degli impianti sono già tutti a forno elettrico. Dal primo luglio sono scattate le misure di salvaguardia europee sull’acciaio che noi chiedevamo da tempo e siamo riusciti a ottenere: dimezzamento delle quote cinesi e raddoppio dei dazi, che rendono ancora più conveniente produrre in Europa. Infatti in queste settimane sono stati riattivati anche tre altiforni in Europa. Conviene produrre in Europa perché abbiamo creato delle condizioni di contrasto alla concorrenza sleale”.

Per il ministro, “è verosimile che la produzione siderurgica italiana continui a crescere ancor di più, anche grazie agli accordi sottoscritti a Terni con il Gruppo Arvedi e a quelli ulteriori sottoscritti a Piombino. La produzione siderurgica italiana è aumentata e continuerà ad aumentare. Dobbiamo risolvere il problema dell’ex Ilva di Taranto, quella è la sfida vera”.

Caro carburanti, Urso: “Se la situazione perdurasse a settembre, misure più mirate”

Sul caro carburanti, Urso ricorda che l’intervento del settore energetico “di fatto è già avvenuto” per “finanziare questo ulteriore taglio delle accise sino al 5 settembre”.

“Su questa strada noi proseguiremo, ancorché la strada maestra sia ovviamente quella di un’azione congiunta europea, come l’Italia insieme ad altri grandi attori europei, Germania e Francia, ha chiesto alla presidenza di turno e quindi alle istituzioni europee. È giusto che la misura sia omogenea in tutta Europa, per non creare uno squilibrio tra le compagnie petrolifere dei singoli Paesi, con alcune che sarebbero tassate di più rispetto ad altre. Il governo si è assunto la responsabilità sin dall’inizio di questa grave vicenda di intervenire in maniera avveduta, responsabile e tempestiva con il taglio delle accise. Noi pensiamo che, ove la situazione perdurasse anche nel mese di settembre, interverremmo con misure più specifiche, mirate soprattutto a sostegno dei lavoratori che utilizzano l’auto per raggiungere l’azienda e delle famiglie più bisognose, oltre ovviamente alla filiera dell’autotrasporto, sulla quale siamo intervenuti con il credito d’imposta, al fine di limitare l’impatto inflazionistico”.

Il ministro cita poi i dati sulla fiducia di consumatori e imprese e gli investimenti produttivi: “L’inflazione certamente è cresciuta, ma in un limite contenuto, parliamo del 2,8-2,9%, in linea o addirittura meno della media europea. L’ultimo dato Istat ci dice che è aumentata la fiducia dei consumatori e delle imprese italiane nel mese di agosto”. E aggiunge: “Se pensiamo al successo di Transizione 5.0, 10,5 miliardi nel complesso di agevolazioni del 2024-2025 per un ammontare di oltre 30 miliardi di investimenti, nei primi due mesi della nuova misura abbiamo già oltre 15 mila progetti di imprese che hanno chiesto l’accesso, per un ammontare complessivo di investimenti di circa 3 miliardi di euro in appena due mesi. L’impresa italiana sta andando avanti, innova, investe e il Paese è fiduciario”.

ZES unica, Urso: “Le semplificazioni si potranno estendere al resto del Paese”

“La ZES unica del Mezzogiorno, quando fu realizzata da questo governo, fu anche criticata e osteggiata da molte regioni del Mezzogiorno. È stata una misura di grande successo. Oggi lo riconoscono tutti, innanzitutto le imprese e le regioni del Mezzogiorno, e lo riconoscono le imprese e le regioni del Centro-Nord che chiedono che sia estesa anche al Centro-Nord”, afferma Urso. Il ministro distingue però tra semplificazioni e incentivi: “Il principale motivo del successo, ed è quello che possiamo estendere anche al resto del Paese, come già anticipato dal presidente del Consiglio Giorgia Meloni, è l’aspetto delle semplificazioni amministrative. La struttura di missione di Palazzo Chigi, con un’autorizzazione unica, consente di realizzare un investimento, se risponde ovviamente ai criteri delle normative esistenti nel nostro Paese, in tempi celeri e brevi. È questa la misura che si potrà estendere anche nel resto delle regioni che lo chiedono”.

Diverso il discorso sugli incentivi: “Per quanto riguarda invece gli incentivi, che sono la seconda gamba della ZES unica del Mezzogiorno, le regole europee sugli aiuti di Stato differenziano un investimento nelle regioni del Mezzogiorno rispetto alle regioni più avanzate. Quel tipo di incentivazione non può essere esteso alle regioni del Nord perché sono considerate regioni avanzate sul piano economico e produttivo, mentre l’Europa consente quel tipo di incentivo per recuperare il divario interno tra le aree del Paese. Sì quindi alle semplificazioni, alle accelerazioni burocratiche. Ovviamente non altrettanto per quel tipo di intensità di aiuto e di sostegno economico, che non può essere uguale nel resto del Paese”.

Export e investimenti, Urso: “L’Italia è considerata più affidabile e competitiva”

“Questi dati dimostrano che l’Italia appare agli occhi degli altri più competitiva, più attrattiva e più affidabile”, sostiene Urso. “Le esportazioni italiane sono aumentate del 3,3% lo scorso anno, malgrado i dazi americani e le guerre intorno all’Europa, e sono continuate a crescere anche nel primo semestre di quest’anno del 4,3%. Nel contesto globale questo ci ha permesso di superare il Giappone nel podio dei grandi esportatori mondiali. Se noi cresciamo nel mondo malgrado guerre, conflitti armati e commerciali, vuol dire che siamo più competitivi e che le nostre imprese e i nostri prodotti sono riconosciuti davvero come di eccellenza e di qualità”.

Urso sottolinea anche la crescita degli investimenti: “Negli anni del governo Meloni sono cresciuti del 15% gli investimenti esteri in Italia, del 19% gli investimenti esteri nella Borsa italiana e dell’8% gli investimenti esteri nei titoli di Stato italiani. Abbiamo scalato sette posizioni negli indici di attrattività globale mondiale, dal ventitreesimo al sedicesimo posto in tre anni. Il Paese oggi è considerato più affidabile, stabile e competitivo in un contesto globale in cui invece dominano l’incertezza, il conflitto e il declino industriale”.

Intelligenza artificiale, “un modello italiano fondato sull’umanesimo del lavoro”

“Noi siamo il Paese dell’umanesimo del lavoro, della concezione antropocentrica anche per quanto riguarda il modo in cui affrontare questa grande sfida dell’intelligenza artificiale e, di conseguenza, della robotica e degli umanoidi. Gli umanoidi in Cina si stanno costruendo in milioni di esemplari e noi dobbiamo in qualche misura inserirli nel nostro sistema produttivo, realizzandoli noi in Italia e in Europa secondo le nostre concezioni del lavoro, secondo la nostra tecnologia e con le nostre imprese. È questa la vera grande sfida ed è possibile vincerla. L’Italia oggi ha una legge nazionale sull’intelligenza artificiale, prima in Europa in sintonia con il regolamento europeo, si è candidata ad ospitare una delle tre grandi Gigafactory europee sull’intelligenza artificiale e siamo fiduciosi di ottenere la candidatura. Abbiamo creato un fondo per incentivare le startup sull’intelligenza artificiale”.

Il ministro annuncia inoltre l’intenzione di “realizzare un tavolo con il sistema delle imprese e con i sindacati, perché riteniamo che possiamo diventare il Paese in cui realizzare gli umanoidi che devono servire al lavoro italiano. La grande sfida è come rendere più competitive le nostre imprese utilizzando gli strumenti dell’intelligenza artificiale applicati alla tecnologia del lavoro, a beneficio dei lavoratori e del sistema sociale che abbiamo costruito in questo Paese, il nostro welfare”.

Per Urso, la sfida dei prossimi mesi sarà “costruire un sistema Italia, un modello italiano fondato sull’umanesimo del lavoro, che sia capace di salvaguardare il welfare che abbiamo costruito utilizzando anche gli strumenti della tecnologia e della robotica, mantenendo al centro della nostra attenzione la persona umana”.


#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
Affaritaliani

Source link

🚀 #Finsubito | Gruppo Retefin

Affianchiamo imprese e professionisti in tutta Italia nell’accesso alle migliori opportunità di Finanza d’Impresa, Finanza Agevolata, Sostenibilità e Compliance. 🇮🇹

💼 Operiamo esclusivamente attraverso mediatori e operatori autorizzati, offrendo un servizio professionale, trasparente e orientato alle reali esigenze della tua impresa.

Consulenza gratuita e zero costi di istruttoria: analizziamo la situazione della tua azienda, individuiamo le opportunità più adatte e ti supportiamo nella valorizzazione del tuo profilo finanziario e aziendale nei confronti di banche e partner.

📈 Dalla diagnosi iniziale alla strategia finanziaria, siamo al tuo fianco per trasformare le esigenze della tua impresa in concrete opportunità di crescita, investimento e sviluppo.

🔎 Scopri come possiamo supportare la tua impresa. 👉 Contattaci per una prima valutazione.