Dal 2 al 6 settembre la XXI edizione dell’evento organizzato da ANFIA riunisce 53 team universitari da 13 Paesi. Elettrico, guida autonoma e nuove tecnologie al centro della competizione che simula una vera commessa industriale
La fabbrica dell’automobile, almeno per cinque giorni, si trasferisce in pista. Ma a Varano de’ Melegari, nel cuore della Motor Valley emiliana, la competizione non si misura soltanto in secondi, accelerazioni o velocità. Il vero terreno di confronto è quello delle competenze: progettare un’auto, costruirla, rispettare vincoli tecnici ed economici, presentare un business plan e infine portare il prototipo in pista.
È questa la logica alla base della XXI edizione di Formula SAE Italy, in programma dal 2 al 6 settembre all’Autodromo “R. Paletti” di Varano de’ Melegari, nel Parmense. L’evento educational organizzato da ANFIA porta quest’anno in Emilia circa 1.600 studenti universitari, provenienti da 13 Paesi e 51 atenei, riuniti in 53 team. Un appuntamento che, più che una semplice manifestazione tecnico-sportiva, rappresenta un laboratorio nel quale l’industria automotive incontra direttamente la futura generazione di ingegneri e professionisti.
La composizione dei partecipanti racconta, del resto, la trasformazione tecnologica in corso nel settore. La classe più numerosa è quella delle vetture elettriche, con 24 team, quasi la metà del totale. Seguono le vetture a combustione interna, con 12 team, tre dei quali equipaggiati con sistemi ibridi non plug-in. Sono invece cinque i team della classe driverless, mentre sei partecipano alla Classe 3, dedicata alla presentazione del progetto senza prototipo. Altri sei team competono nella doppia classe 1DV+1EV.
L’Italia è rappresentata da 22 team provenienti da 21 diversi atenei, mentre complessivamente sono 43 i team dell’Unione europea e 10 quelli extra-Ue.
Il dato più significativo, però, è forse quello che non compare nella classifica finale. Formula SAE nasce infatti con l’obiettivo di riprodurre, in scala universitaria, le condizioni di una vera commessa industriale. Gli studenti devono progettare e realizzare una vettura prototipo monoposto destinata a un’ipotetica commercializzazione, rispettando contemporaneamente vincoli tecnici, economici e organizzativi.
La pista diventa così soltanto l’ultimo passaggio di un processo molto più articolato. Prima vengono le prove statiche – Engineering Design Discipline, Business Plan Presentation e Cost & Manufacturing Discipline – quindi quelle dinamiche: Acceleration, Skid Pad, Autocross ed Endurance. Per le vetture driverless, l’Endurance viene sostituita dal Trackdrive.
Il valore dell’iniziativa è quindi legato soprattutto alla capacità degli studenti di affrontare un progetto complesso come farebbe un team aziendale: distribuire responsabilità, gestire tempi e costi, coordinare progettazione e produzione, rispettare scadenze e trasformare un’idea tecnica in un prodotto.
È anche per questo che intorno alla manifestazione si concentra una parte significativa della filiera automotive italiana. L’edizione 2026 conta 31 sponsor e partner, tra aziende, associazioni e società di consulenza. Tra gli sponsor figurano, fra gli altri, ASI, ASK Industries, Automobili Lamborghini, Bosch, Brembo, Dallara, Ferrari, Marelli, MathWorks, Pirelli, PwC Italia, STMicroelectronics e YCOM. I technical partner sono Adler-Pelzer Group, CSI Beond, Betacom, FCE, Flag-MS e Stellantis Italia.
La presenza dell’industria non è soltanto finanziaria. Le aziende portano a Varano tecnologie, prodotti e soprattutto competenze, trasformando il paddock in un luogo di orientamento e di possibile reclutamento. L’app FSAEItaly 26, utilizzata per favorire il matchmaking tra studenti, aziende sponsor e partner, rappresenta in questo senso uno degli strumenti attraverso cui la manifestazione prova a costruire un ponte diretto tra università e mercato del lavoro.

Una necessità particolarmente rilevante per un comparto che in Italia conta, secondo i dati ANFIA, 5.451 imprese e 273mila addetti diretti e indiretti. La filiera genera 113,3 miliardi di euro di fatturato, pari al 9% del fatturato della manifattura italiana e al 5,8% del Pil, oltre a un prelievo fiscale sulla motorizzazione quantificato in 83 miliardi di euro.
In questo quadro, la competizione universitaria diventa una delle occasioni attraverso cui il sistema industriale può intercettare competenze tecniche in una fase di profonda trasformazione. Elettrificazione, software, guida autonoma, nuovi materiali e processi produttivi stanno infatti modificando non soltanto il prodotto automobile, ma l’intera organizzazione della filiera.
Non è casuale che proprio l’elettrico rappresenti la classe più numerosa dell’edizione 2026. Né che la guida autonoma sia ormai una componente stabile della competizione. Formula SAE porta dunque in pista, in forma sperimentale, alcune delle direttrici lungo le quali si sta muovendo l’industria.
Accanto ai prototipi universitari, Varano ospiterà anche una rappresentazione concreta della capacità tecnologica e industriale dei partner. Lamborghini porterà la Temerario e la Temerario GT3; Ferrari esporrà la 296 Speciale e la 849 Testarossa, mentre il Museo Ferrari presenterà la 250 GT Berlinetta Lusso. Dallara sarà presente con la Dallara Stradale e ASI con una Lancia Stratos stradale alimentata a biocarburante.
Proprio il progetto Net-zero Classic di ASI Green introduce un ulteriore tema, quello della sostenibilità applicata al motorismo storico. I test condotti dall’associazione indicano la possibilità di utilizzare benzine da fonti biologiche di seconda generazione nei motori endotermici storici senza modifiche ai propulsori, con una riduzione dell’80% del sovraccarico di CO2 attribuito al funzionamento del motore.
Il programma prevede anche un Track Show, venerdì 4 settembre, con Lancia Stratos, Dallara Stradale, Ferrari 250 GT Berlinetta Lusso, Maserati GT2 Stradale, Alfa Romeo Giulia GTA e Giulia GTAm. Un confronto ideale fra storia, prestazioni e nuove soluzioni tecnologiche che si inserisce nella stessa narrazione dell’evento: quella di una mobilità nella quale tradizione industriale e innovazione convivono e si contaminano.
La manifestazione, organizzata da ANFIA insieme all’Autodromo “R. Paletti”, SAE International e Associazione Motor Valley, può contare sul patrocinio della Regione Emilia-Romagna, della Provincia di Parma e del Comune di Varano de’ Melegari, oltre al sostegno della rete di aziende della filiera.
Formula SAE nasce nel 1981 per iniziativa della Society of Automotive Engineers e arriva in Italia nel 2005. Dal 2017, dopo l’acquisizione di ATA da parte di ANFIA, l’associazione ha assunto l’organizzazione dell’evento, arrivando quest’anno alla sua ottava edizione presso il circuito di Varano.
La cerimonia di apertura è prevista il 2 settembre alle 21 sul rettilineo della pista. Le premiazioni delle prove statiche si terranno il 5 settembre, mentre la chiusura con le premiazioni finali è fissata per la sera del 6 settembre.
Ma il premio più importante, oltre quelli assegnati nelle singole categorie, resta quello che non compare sul podio: la possibilità per 1.600 giovani di misurarsi con un progetto industriale complesso e, nello stesso tempo, per le imprese di osservare da vicino le competenze che potrebbero alimentare nei prossimi anni la filiera automotive italiana.
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