Otto processi, una storia italiana. Carmelo Conte rilegge il rapporto fra magistratura e politica – Il Bello


Otto processi, una storia italiana. Carmelo Conte rilegge il rapporto fra magistratura e politica dalla Prima Repubblica a Tangentopoli, fino alla vicenda giudiziaria che lo vide imputato e poi assolto.

Carmelo Conte, avvocato, dirigente socialista, parlamentare e ministro per i problemi delle Aree urbane nei governi Andreotti VI, Andreotti VII e Amato I, torna nel saggio Processi e politica. Dopostoria di un conflitto tra poteri, pubblicato da Baldini+Castoldi, su uno dei nodi più delicati della storia repubblicana: il rapporto fra magistratura e politica.

Otto vicende giudiziarie

Lo fa attraverso otto vicende giudiziarie, scelte lungo decenni di storia italiana, per capire come e perché il processo sia diventato spesso anche un fatto politico, capace di incidere sulle istituzioni, sui partiti e sulla vita delle persone.

Il processo California

Conte quella stagione l’ha vissuta dentro. Ha conosciuto il potere, il governo, il Parlamento, il Partito socialista. Fra gli otto casi esaminati c’è infatti il processo California, che lo riguardò direttamente. Un processo intentato per bloccare politicamente Conte, uno dei leader nazionali del PSI insieme a Martelli, De Michelis e Formica, che, raggiunto il suo scopo, si concluse con la formula ‘il fatto non sussiste’. Una vicenda lunga e pesante, conclusasi per Conte con l’assoluzione: in primo grado nel 2007, poi confermata in appello nel 2011. Questo elemento cambia la natura stessa del libro. Perché quando Conte parla della distanza fra accusa e sentenza, del peso mediatico di un’inchiesta, della reputazione compromessa prima ancora di un giudizio definitivo, non parla soltanto da ex ministro o da avvocato. Parla da uomo che ha attraversato personalmente quel tempo.

Don Milani, Pasolini, il terrorismo

Le otto storie raccontate nel volume non servono tanto a costruire una teoria astratta sui rapporti fra poteri, quanto a mostrare che cosa succede quando giustizia e politica entrano in contatto e quel contatto diventa conflitto. Ci sono il processo Graziani, don Milani, Pasolini, gli anni del terrorismo e della mafia, Mani pulite, Tangentopoli. Fino al caso California.

Giustizia e informazione

La tesi è semplice: il processo non si esaurisce nella sentenza. Produce conseguenze prima, durante e dopo. Incide sull’opinione pubblica, modifica i rapporti di forza, può travolgere una carriera politica. E soprattutto segue tempi diversi da quelli dell’informazione. Un’accusa può diventare notizia in poche ore.

I tempi lunghi della giustizia Un’assoluzione può arrivare molti anni dopo. In mezzo c’è la vita di una persona.

È qui che il libro di Conte acquista una dimensione che va oltre la polemica sulla Prima Repubblica. La questione non è negare gli errori della politica, né mettere sotto accusa la magistratura. La magistratura deve essere indipendente e deve poter indagare anche su chi detiene il potere. Ma la politica non può essere sostituita dai tribunali, così come un’indagine non può trasformarsi automaticamente in una condanna politica o morale.

Tangentopoli

Le inchieste portarono alla luce un sistema di corruzione reale e diffuso. Ma nello stesso tempo contribuirono, insieme alla crisi dei partiti e alla forza crescente dei media, alla dissoluzione di una classe dirigente e di un intero sistema politico.

Conte torna su quella stagione con lo sguardo di chi ne è stato protagonista e poi, in un certo senso, anche vittima giudiziaria.

Ed è proprio qui che la parola scelta nel sottotitolo, «dopostoria», trova il suo significato.

Storia e dopostoria

La storia è il fatto mentre accade.

La dopostoria è ciò che resta quando il clamore finisce.

Restano gli atti, le sentenze, le conseguenze politiche. Ma restano anche gli uomini.

E Carmelo Conte, in queste pagine, è soprattutto questo: un uomo che prova a rileggere una stagione che ha vissuto due volte, prima nelle stanze della politica e poi nelle aule di giustizia.

Per questo Processi e politica non è soltanto un saggio sui rapporti fra magistratura e politica.

È anche il bilancio di una generazione e una domanda: quanto può pesare un processo sulla vita di un uomo prima ancora che quel processo sia davvero finito?

di Ornella Trotta

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