Una casa al mare che costa quanto un’utilitaria esiste davvero: è a San Pietro Vernotico, in Puglia. Ma tra affitti turistici e acquisti low cost, capire dove sta il vero affare richiede qualche conto in più.
Nel 2025 il Gruppo Tecnocasa ha fotografato un mercato delle seconde case al mare ancora molto vivace, spinto anche dagli stranieri: tra il 2023 e il 2024 le loro compravendite sono salite dal 13,5% al 15,7%. Il sogno della casa tra spiaggia e ombrellone, insomma, continua a muovere parecchi soldi.
Nella maggior parte delle località più note i prezzi sono corsi avanti. Eppure, guardando bene le tabelle, spunta una città al mare dove una casa costa meno che in qualsiasi altro comune costiero italiano: San Pietro Vernotico, nel Brindisino, con una media di 544 euro al metro quadro secondo i dati di Idealista. Qui sì che c’è profumo di affari, almeno sulla carta.
Perché la casa al mare sembra diventata un lusso (ma non ovunque)
Il report turistico di Tecnocasa racconta un quadro chiaro: la domanda di case al mare non accenna a rallentare, complice anche chi compra solo per mettere a reddito con gli affitti brevi. In località come Riccione, per esempio, una settimana in agosto può arrivare intorno ai 2.000 euro, e questo ha spinto molti proprietari a trasformarsi in piccoli imprenditori dell’ospitalità.
Dove i canoni estivi salgono, i prezzi di vendita li seguono. Però non tutto il Paese si muove allo stesso modo. La Calabria è l’unica regione in cui, secondo il Gruppo Tecnocasa, i valori delle abitazioni nelle località di mare sono in calo: -1,4% nella seconda parte del 2024. In provincia di Catanzaro il ribasso tocca il 4,7%, a Crotone l’8,3%, a Cosenza lo 0,8%. Tradotto: ci sono ancora angoli di costa dove i listini non sono impazziti.
San Pietro Vernotico, la città al mare dove una casa costa meno
Idealista ha messo in fila i comuni nei pressi della costa e ha incoronato San Pietro Vernotico come località balneare più economica d’Italia: 544 euro al metro quadro di media nel secondo trimestre 2025. Siamo nel Salento settentrionale, tra Brindisi e Lecce, in un centro di circa 13 mila abitanti con il mare a una decina di minuti d’auto.
Qui non trovate il lungomare patinato pieno di hotel, ma una cittadina dell’entroterra immediato con il suo litorale di riferimento a pochi chilometri. È il tipico caso in cui la definizione di “città al mare” significa “comune costiero o quasi”, non per forza fronte spiaggia: proprio questo fa crollare i valori al metro quadro rispetto ai paesi affacciati direttamente sull’acqua.
Facendo due conti, con 544 euro al metro quadro un bilocale di 60 metri costa intorno ai 32-33 mila euro, un trilocale da 80 metri sui 43-44 mila. Meno del prezzo di molti suv nuovi. Il rovescio della medaglia? La domanda turistica è più moderata rispetto alle icone del Salento e i servizi vanno valutati con calma: collegamenti pubblici, offerta sanitaria, scuole se pensate a un trasferimento, qualità e accessibilità delle spiagge più vicine.
Le altre località low cost e il caso Calabria
Subito dietro San Pietro Vernotico, nella classifica Idealista, ci sono Crosia in provincia di Cosenza, con circa 559 euro al metro quadro, e San Nicandro Garganico nel Foggiano, poco sopra i 560 euro. Anche qui parliamo di comuni con sbocco sul mare, ma meno famosi dei grandi brand turistici: Ionio cosentino nel primo caso, area garganica nel secondo.
In totale Idealista conta circa 100 comuni vicini alla costa sotto i 1.000 euro al metro quadro, quasi tutti al Sud e nelle isole. I nomi che tornano spesso sono Gioia Tauro, Cirò Marina, Sellia Marina, Trebisacce, alcuni centri della costa siciliana come Licata o Barcellona Pozzo di Gotto. Zone dove l’acquirente medio del Nord, abituato ai prezzi liguri, tende ancora a sottovalutare le possibilità.
Poi ci sono le micro-località da record assoluto segnalate da RealAdvisor: Curinga, sulla costa calabrese, con valori intorno ai 344 euro al metro quadro per le case indipendenti, oppure Cirò e Serra Capriola intorno ai 396 euro. Qui però si entra in un mondo più rurale, con meno servizi e una vocazione turistica da costruire, non da dare per scontata.Sempre in Calabria, il report di Tecnocasa cita località come Montepaone Lido e Montauro Lido: qui si sale a 1.300-1.500 euro al metro quadro per gli appartamenti anni Settanta-Ottanta, fino a 1.700-2.000 per il fronte mare o il nuovo. Restano cifre sensibilmente più basse rispetto a molte mete liguri o toscane, con un mare che non ha nulla da invidiare.
Affitti o acquisti: dove sta davvero il profumo di affari
Sul fronte rendimenti, i numeri del Gruppo Tecnocasa per alcune località di Sardegna come Castelsardo e Valledoria sono eloquenti: un bilocale o trilocale acquistato tra 70 e 80 mila euro può generare, tra aprile e settembre, 6.000-8.000 euro di affitti turistici stagionali. In altre mete consolidate, come Gallipoli, un bilocale fronte mare arriva anche a 8.000 euro l’anno.
Nelle zone ultra-economiche i canoni non sono così alti, ma il capitale richiesto è molto più basso. Un appartamento da 40 mila euro a San Pietro Vernotico, per esempio, ha costi fissi di tasse e manutenzione relativamente contenuti: con qualche settimana di locazione estiva si possono coprire buona parte di queste uscite. L’extra, però, non va sopravvalutato senza prima studiare la reale domanda turistica.
Quando ha senso comprare? Se amate la stessa costa, prevedete di usarla più volte l’anno e siete disposte a gestire (o far gestire) le prenotazioni. Ha senso anche se la dinamica prezzi è stabile o in leggera crescita e potete permettervi di immobilizzare il capitale per diversi anni, senza dipendere dagli affitti per pagare il mutuo.
Meglio restare in affitto, invece, se vi piace cambiare spiaggia ogni estate, se andate al mare solo una o due settimane l’anno o se l’idea di occuparvi di ospiti, pulizie e burocrazia vi fa venire il mal di testa. In molti casi il canone stagionale, anche salato, è comunque più leggero di una seconda casa poco usata.
Prima di parlare davvero di “affare”, una piccola checklist aiuta:
distanza reale dal mare e tipo di costa (sabbia, scogli, accessi comodi);
andamento recente dei prezzi, usando report di realtà come Idealista o Tecnocasa;
presenza di richiesta per affitti brevi su portali dedicati;
servizi annuali: sanità, supermercati, trasporti, se pensate di viverci più mesi l’anno;
imposte su seconda casa e regime fiscale sugli affitti, almeno nelle linee generali.
Se questi punti tornano, una città al mare dove una casa costa meno di un’auto può diventare davvero il vostro investimento più piacevole.
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