Alessandra Todde: “Sardegna, isola a misura di giovane”. I fatti dicono altro


C’è una frase che la presidente Alessandra Todde ha impresso, negli ultimi giorni, nella memoria di un reel: “Siamo un’isola a misura di ragazzo”. È uno slogan efficace, rassicurante, pensato per accreditare l’immagine di una Giunta attenta alle nuove generazioni.

Ma i fatti , quelli documentati, quelli che si trovano nelle delibere, nei bandi (quando ci sono) e nelle testimonianze delle organizzazioni giovanili sarde , raccontano una storia molto diversa. Un’isola che i giovani, semmai, continuano a lasciare, e che fatica persino ad attrarre chi arriva da fuori, sia esso straniero o proveniente da un’altra regione italiana.

Un metodo, prima ancora dei contenuti.

Il problema della Giunta Todde in materia di politiche giovanili non è solo , e forse nemmeno principalmente, una questione di risorse. È un problema di metodo. Da Nord a Sud dell’isola, la costante è sempre la stessa: decisioni prese negli uffici regionali, calate dall’alto, senza un reale confronto preventivo con le organizzazioni giovanili qualificate, quelle che da anni intercettano bandi europei e portano risorse e opportunità concrete ai ragazzi sardi.

Il caso più emblematico, e recente, è il Piano NEWGENS, presentato in pompa magna l’8 luglio scorso come “il primo programma straordinario della Regione Sardegna per i giovani”, con una dotazione di quasi 80 milioni di euro dal Fondo Sociale Europeo Plus 2021-2027.

Un annuncio solenne, che stona però con la sostanza dell’operazione: le stesse organizzazioni giovanili che da anni portano risultati concreti nell’isola, con progetti finanziati dall’Unione Europea, continuano a essere convocate ai tavoli di partenariato solo come cornice, giusto il tempo di poter scrivere in una relazione finale che “c’è stato coinvolgimento”. Il paradosso è ancora più stridente se si considera che per la programmazione FSE+ 2021-2027 è stata creata un’apposita struttura di partenariato, pensata proprio per garantire il confronto con gli stakeholder. Ma, dopo un incontro autocelebrativo di 3 ore , che ha visto anche il coinvolgimento dei burocrati dell’Aspal e nel corso del quale sono state presentate proposte già decise, non c’è stato altro.

Il Fondo nazionale politiche giovanili: la stessa storia va avanti da anni.

Se si guarda a come la Regione utilizza le risorse del Fondo nazionale per le politiche giovanili, il copione non cambia. Dal rifinanziamento del progetto Giovani VISPI , nato ai tempi della Giunta Solinas e prorogato senza una vera valutazione d’impatto, fino al più recente bando FAST (“FAre Sport Tutti”), da 12,5 milioni di euro su tre annualità: la sostanza resta la stessa iniziativa già vista, semplicemente ribattezzata con un acronimo diverso. Il metodo non cambia: nessun coinvolgimento reale dei beneficiari finali nella fase di ideazione, nessuna co-progettazione con chi il territorio lo conosce e lo vive ogni giorno. Cambiano solo i requisiti per il voucher che, con questa nuova veste, risultano essere meno accessibili. Alla faccia del …!

E poi c’è “Partecipo e Conto”, la programmazione triennale 2024-2026 approvata dalla Giunta a fine gennaio 2025. Un piano che avrebbe dovuto rappresentare lo strumento strutturale per il protagonismo giovanile nella vita sociale e politica dell’isola, e che invece è stato affidato interamente alle scuole, già sommerse di impegni extracurricolari, senza che le organizzazioni giovanili regionali, quelle che i progetti dal basso li vincono davvero, siano mai state chiamate a un confronto reale in fase di costruzione. Un impianto, viene da dire, più tokenista che partecipativo: ai giovani sardi si concede la possibilità di esprimersi, ma solo attraverso il canale scolastico, con un margine di autonomia sui contenuti pressoché nullo, come ricorda anche una vicenda che ha interessato la stessa Presidente Todde con una scuola del Medio Campidano durante il tour del 2024.

Il consulente per le politiche giovanili: un’occasione mancata.

Quando la Giunta Todde si è insediata, la nomina di un consulente con delega a innovazione, sviluppo economico-territoriale e politiche giovanili era stata presentata come il segnale di una discontinuità: qualcuno che, tornato in Sardegna dopo anni di esperienza professionale all’estero, avrebbe dovuto costruire un dialogo strutturato con le organizzazioni giovanili dell’isola.

A distanza di tempo, però, quel dialogo non si è mai concretizzato in nulla di tangibile. Le organizzazioni giovanili regionali avevano chiesto un confronto diretto con la presidente fin dall’inizio del mandato: quell’incontro non è mai avvenuto, se non per interposta persona, tramite consulenti che si sono rivelati incapaci di offrire un’interlocuzione politica seria.

Anche quando, come il 9 maggio 2025, l’assessora Ilaria Portas ha incontrato una delegazione di associazioni e consulte giovanili con l’obiettivo dichiarato di “raccogliere input per orientare le politiche regionali”. A distanza di 16 mesi non è arrivato alcun riscontro, alcun follow-up, alcun segnale concreto. Promesse di ascolto che si sono , come sempre, sciolte nel nulla.

Nessuna visione sullo spopolamento.

Se c’è un ambito in cui l’assenza di visione della Giunta regionale si misura in modo particolarmente crudo, è quello della lotta allo spopolamento , una grande emergenza strutturale della Sardegna.

L’isola , come noto, registra il tasso di fecondità più basso d’Europa, appena 0,91 figli per donna, peggio di qualunque altra regione del continente. Nei piccoli comuni la percentuale di popolazione in età 15-49 anni continua a scendere, mentre il flusso migratorio che altrove compensa almeno in parte il calo demografico, in Sardegna resta del tutto marginale.

Eppure, proprio quando servirebbero strumenti concreti e tempestivi, gli strumenti mancano. I bandi per il sostegno a chi apre una nuova attività nei comuni sotto i 5mila abitanti , presentati nei comunicati stampa istituzionali come uno dei pilastri della strategia anti-spopolamento, restano spesso lettera morta: non pubblicati, senza data certa, con Camere di Commercio che non rispondono nemmeno alle email di chi vorrebbe investire.

Il risultato è un cortocircuito grottesco: la Regione annuncia con enfasi il sostegno ai “giovani aspiranti imprenditori sardi” nei comunicati stampa, mentre nella realtà chi vorrebbe aprire un’attività in uno dei tanti paesi a rischio desertificazione demografica si scontra con pagine web abbandonate e procedure bloccate da mesi.

Uno studio recente ha calcolato che lo spopolamento costa alla Sardegna circa 1,7 miliardi di euro di valore potenziale inespresso: un capitolo che dovrebbe essere centrale nella politica industriale e territoriale della Regione, e che invece resta trattato come un tema marginale, buono per gli annunci ma non per le procedure amministrative che dovrebbero renderlo operativo.

Meglio parlare di fuffa.

Una continuità, non una rottura.

Ciò che più stride, nella narrazione della presidente Todde, è la pretesa di rappresentare una discontinuità rispetto al passato. Una distanza dalle famose “rovine” lasciate dalla precedente esperienza di governo. I fatti, però, raccontano l’esatto contrario: dal progetto Giovani Vispi, (ripreso e copiato dalla Giunta delle rovine) si è arrivati con lo stesso metodo al progetto “START: Giovani & Impresa” , costruito, come i suoi predecessori RuralTrainer e Talent Up, sulla stessa retorica formativa (priva di sbocchi concreti sull’accesso al credito), fino alla mancata riforma della legge regionale sulla gioventù, ferma alla normativa del 1999. Sulle due “cazzatine legislative” presentate dai “giovani del Movimento 5 Stelle” in Consiglio regionale, meglio glissare per non scadere nel triviale.

La Giunta Todde, insomma, si muove sostanzialmente sul filo della continuità con le legislature precedenti, incluse quelle di segno politico opposto.

Una generazione che continua a scegliere, nonostante tutto.

Basta guardare a un caso concreto e recentissimo per misurare la distanza tra narrazione e realtà: il bando regionale per il primo insediamento in agricoltura, pubblicato dall’Assessorato competente e aperto dal 15 settembre al 15 ottobre. Un incontro con i giovani imprenditori agricoli dell’oristanese, promosso da Coldiretti, ha confermato quanto i ragazzi sardi continuino a credere nel proprio futuro nelle campagne. Ma dallo stesso incontro sono emerse criticità profonde sulla misura: dai limiti di età previsti per il subentro nelle aziende esistenti, che non tengono conto della realtà concreta del passaggio generazionale in agricoltura, fino alla frammentazione fondiaria che complica i percorsi di insediamento. Segnali, questi, lontanissimi dalla narrazione di un’isola perfettamente “a misura di giovane”.

La Sardegna, in fondo, un’isola lo è per davvero: per conformazione geografica, per insularità strutturale, per le difficoltà di connessione con il resto del Paese e dell’Europa. Ma non lo è, purtroppo, “a misura di giovane”. È un’isola che continua a perdere popolazione, che non riesce ad attrarre né talenti stranieri né giovani da altre regioni italiane, che fa sempre meno figli e che, nel frattempo, non mette in campo strumenti concreti per sostenere le giovani coppie che vorrebbero costruire un progetto di vita nei piccoli comuni dell’entroterra. Gli slogan istituzionali non bastano a colmare questo divario.

Servirebbero, semmai, una visione strategica di lungo periodo, una reale co-programmazione con le organizzazioni giovanili qualificate del territorio e , non ultimo , la capacità di trasformare gli annunci in bandi effettivamente pubblicati, accessibili e tempestivi.

Fino a quando questo non accadrà, la retorica sull’isola “a misura di giovane” resterà quello che è oggi: una narrazione parallela, distante dalla Sardegna reale, buona per i reel acritici dei “giovani democratici” e per gli ignoranti che cascano nella trappola retorica.

foto Sardegnagol riproduzione riservata




#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link

Source link

🚀 #Finsubito | Gruppo Retefin

Affianchiamo imprese e professionisti in tutta Italia nell’accesso alle migliori opportunità di Finanza d’Impresa, Finanza Agevolata, Sostenibilità e Compliance. 🇮🇹

💼 Operiamo esclusivamente attraverso mediatori e operatori autorizzati, offrendo un servizio professionale, trasparente e orientato alle reali esigenze della tua impresa.

Consulenza gratuita e zero costi di istruttoria: analizziamo la situazione della tua azienda, individuiamo le opportunità più adatte e ti supportiamo nella valorizzazione del tuo profilo finanziario e aziendale nei confronti di banche e partner.

📈 Dalla diagnosi iniziale alla strategia finanziaria, siamo al tuo fianco per trasformare le esigenze della tua impresa in concrete opportunità di crescita, investimento e sviluppo.

🔎 Scopri come possiamo supportare la tua impresa. 👉 Contattaci per una prima valutazione.