Dopo una vita tra magistratura, antimafia e politica, Ingroia torna ancora una volta a mettere la propria esperienza al servizio di una nuova sfida. L’intervista
Ingroia entra nel progetto siciliano mantenendo i ruoli che già ricopre: continuerà infatti a essere presidente di Azione Civile, movimento politico nazionale da lui fondato nel 2013 dopo l’esperienza di Rivoluzione Civile, e della Fondazione Spazio Legalità. Una scelta, spiega lo stesso Ingroia, che nasce soprattutto dalla condivisione dei valori messi al centro da Controcorrente.
«Perché ho scelto Controcorrente? Per tre ragioni principali – racconta Ingroia intervistato da Balarm. La prima riguarda proprio la legalità e la questione morale -. Ismaele La Vardera, con Controcorrente, ha messo la questione legalità e la questione morale al centro, in cima alle priorità politiche del suo movimento». Un’impostazione che, secondo l’ex magistrato, rappresenta oggi una necessità tanto per la Sicilia quanto per il Paese.
C’è poi una ragione politica. Ingroia spiega di aver portato avanti le stesse battaglie anche in altre esperienze, che però avrebbero pagato «lo scotto di non entrare in un ragionamento di alleanze ampie». Controcorrente, invece, avrebbe costruito una rete di relazioni che l’ex pm considera potenzialmente vincente.
Infine c’è una ragione personale: il rapporto con La Vardera: «Lo conosco da tanti anni, quando era inviato dalle Iene. L’ho sempre apprezzato come giornalista, come inviato, oggi lo apprezzo come politico e credo che sia la persona giusta per portare avanti le stesse idee, i valori, i principi ideali e i progetti per i quali mi sono sempre battuto».
Il ruolo in Controcorrente
Quello di Ingroia, però, non è propriamente un ritorno alla politica dopo un lungo abbandono. Come spiega lui stesso, «non ho mai smesso di fare politica in modo diverso», attraverso i libri, “Azione Civile” e la “Fondazione Spazio Legalità”.
L’ingresso in Controcorrente rappresenta dunque un nuovo tassello di un impegno che l’ex magistrato considera complementare. E il contributo che intende offrire sarà legato soprattutto alla sua esperienza professionale: «Metto a disposizione del movimento la mia esperienza nel mondo della legge, della giustizia e della legalità, prima da pm, oggi da avvocato», oltre al suo impegno come pubblicista e politico.
Secondo Ingroia, la scelta di un movimento regionale siciliano non è casuale: «La Sicilia è sempre stata un laboratorio politico da cui partono idee, progetti, esperienze nuove». L’auspicio è che Controcorrente possa crescere fino a superare i confini dell’Isola, «non solo in Sicilia, ma anche al di là dello Stretto di Messina».
Dalla squadra di Falcone e Borsellino alla politica
Nato a Palermo il 31 marzo 1959, Ingroia entra in magistratura nel 1987, dopo una laurea in Giurisprudenza con 110 e lode e una tesi sull’associazione mafiosa premiata dall’Istituto Gramsci Siciliano. Inizia il tirocinio al Tribunale di Palermo con Giovanni Falcone e nel 1989 diventa sostituto procuratore a Marsala, dove lavora a stretto contatto con Paolo Borsellino.
Nel 1992 torna a Palermo, nella Procura guidata da Gian Carlo Caselli, e negli anni successivi segue alcune delle più importanti indagini sui rapporti tra mafia, politica ed economia. Si occupa, tra gli altri, dei procedimenti relativi a Bruno Contrada e Marcello Dell’Utri e, dal 2009, diventa procuratore aggiunto e coordinatore del pool antimafia di Palermo. Tra le inchieste più note c’è quella sulla cosiddetta trattativa Stato-mafia, relativa ai presunti contatti tra esponenti delle istituzioni e Cosa nostra durante la stagione delle stragi del 1992-1993.
Nel 2012 accetta un incarico delle Nazioni Unite in Guatemala, dove dirige un’unità investigativa specializzata nella lotta al narcotraffico. Poco dopo arriva la scelta di entrare direttamente nella politica italiana. Nel 2013 guida Rivoluzione Civile come candidato alla presidenza del Consiglio. La lista ottiene il 2,25 per cento alla Camera e l’1,79 per cento al Senato, non riuscendo a entrare in Parlamento. Dall’esperienza nasce poi Azione Civile.
Da allora Ingroia ha continuato a occuparsi di politica e giustizia anche attraverso la professione forense. Tra i casi più curiosi della sua attività da avvocato c’è quello di Gina Lollobrigida, che nel 2021 lo scelse come legale nella vicenda legata all’amministrazione del proprio patrimonio. L’attrice aveva raccontato di averlo conosciuto dopo averlo visto in una produzione Netflix.
La sfida del 2027 e l’ipotesi candidatura
Il nuovo ingresso arriva mentre Controcorrente guarda alle elezioni regionali siciliane del 2027. E sul possibile futuro elettorale dello stesso Ingroia, l’ex pm non chiude la porta. «L’elezione regionale del 2027 si vedrà, è certamente un obiettivo di Controcorrente», spiega. E sul candidato alla presidenza è netto: «La candidatura di Ismaele La Vardera è la migliore candidatura in campo, secondo me, in questa prospettiva come presidente della Regione. Intendo appoggiarla».
Quanto a una sua eventuale candidatura, alle Regionali ma anche alle amministrative, Ingroia lascia invece aperto lo scenario: «È prematuro parlarne, ma naturalmente è un ragionamento che stiamo facendo all’interno del movimento cui ho ritenuto di aderire. Avremo modo di parlarne e di prendere delle decisioni».
Per ora, dunque, nessuna candidatura ufficiale. Ma l’ingresso dell’ex pm nel movimento di La Vardera aggiunge un nome di forte riconoscibilità nazionale a un progetto che punta a strutturarsi in Sicilia e a costruire una proposta politica alternativa in vista del 2027. E Ingroia, dopo una vita tra magistratura, antimafia e politica, torna ancora una volta a mettere la propria esperienza al servizio di una nuova sfida.
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