Se la tua impresa opera in Emilia-Romagna e ha in mente un progetto di innovazione tecnologica, questa è un’opportunità concreta da non lasciarsi sfuggire. Con la delibera di Giunta regionale n. 1221 del 20 luglio 2026, la Regione Emilia-Romagna ha approvato un bando dedicato ai progetti di trasferimento tecnologico, mettendo a disposizione 3 milioni di euro in contributi a fondo perduto per micro, piccole e medie imprese.
L’obiettivo è chiaro: favorire il passaggio da conoscenze, tecnologie, prototipi, metodologie o soluzioni già sviluppate nell’ambito di attività di ricerca verso applicazioni concrete nelle imprese, sostenendo il loro impatto innovativo sulle filiere produttive regionali. Il tutto in coerenza con la Strategia di Specializzazione intelligente della Regione Emilia-Romagna.
Le domande possono essere presentate dalle ore 13:00 del 24 settembre 2026 fino alle ore 13:00 del 30 ottobre 2026, esclusivamente per via telematica tramite l’applicativo web Sfinge 2020. In questa guida trovi tutto quello che ti serve sapere per valutare l’accesso e preparare la domanda.
In sintesi: Trasferimento Tecnologico Emilia-Romagna 2026 in 30 secondi
- Cosa è: Contributo a fondo perduto per progetti di sviluppo sperimentale e trasferimento tecnologico destinati alle PMI emiliano-romagnole.
- Per chi: Micro, piccole e medie imprese ai sensi della Raccomandazione CE 2003/361/CE e del DM 18 aprile 2005, in forma di imprese singole o di consorzi con attività esterna (art. 2612 c.c.). Il requisito territoriale è l’unità locale in cui si realizza il progetto, situata in Emilia-Romagna: la sede legale può essere anche fuori regione.
- Quanto: Fino a 300.000€ per progetto, su un budget complessivo di 3.000.000€. L’intensità cambia con il tipo di attività: 25% per lo sviluppo sperimentale, 50% per il trasferimento tecnologico.
- Il requisito che esclude più domande: il costo totale ammissibile del progetto deve essere di almeno 200.000€, altrimenti la domanda si considera respinta. Con il progetto minimo il contributo vale 75.000€: per arrivare al tetto di 300.000€ serve un progetto da circa 800.000€.
- Quando: Sportello aperto dalle ore 13:00 del 24 settembre 2026 alle ore 13:00 del 30 ottobre 2026.
- Come: Domanda telematica tramite applicativo web Sfinge 2020.
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3.000.000€Budget totale disponibile
300.000€Contributo massimo per progetto
30 ott 2026Scadenza presentazione domande
| Caratteristica | Dettaglio |
|---|---|
| Ente erogatore | Regione Emilia-Romagna |
| Provvedimento | DGR n. 1221 del 20 luglio 2026 |
| Budget totale | 3.000.000€ |
| Contributo massimo | 300.000€ per progetto |
| Spesa minima ammissibile | 200.000€ di costo totale ammissibile, a pena di rigetto della domanda |
| Intensità di aiuto | 25% sullo sviluppo sperimentale, 50% sul trasferimento tecnologico |
| Forma di aiuto | Contributo a fondo perduto |
| Beneficiari | Micro, piccole e medie imprese |
| Settori ammessi | Escluse le imprese agricole iscritte nella sezione speciale del registro imprese, le strutture della Rete Alta Tecnologia costituite in forma di impresa e le società strumentali controllate da pubbliche amministrazioni |
| Apertura sportello | 24 settembre 2026, ore 13:00 |
| Chiusura sportello | 30 ottobre 2026, ore 13:00 |
| Modalità domanda | Telematica, tramite Sfinge 2020 |
Cos’è il bando e come funziona
Il bando nasce nell’ambito del Programma regionale Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) della Regione Emilia-Romagna. Con la delibera di Giunta n. 1221 del 20 luglio 2026, la Regione ha stanziato 3 milioni di euro per sostenere progetti che trasformino i risultati della ricerca in valore concreto per le imprese del territorio.
In pratica, il bando finanzia il trasferimento di conoscenze, tecnologie, prototipi, metodologie o soluzioni già sviluppate nell’ambito di attività di ricerca verso applicazioni industriali reali. Non si tratta quindi di finanziare la ricerca di base, ma di aiutare le imprese a sfruttare ciò che la ricerca ha già prodotto, portandolo dentro i processi e i prodotti aziendali.
L’intervento si inserisce coerentemente nelle traiettorie della Strategia di Specializzazione intelligente (S3) della Regione Emilia-Romagna, che individua le aree tecnologiche prioritarie per la competitività del sistema produttivo regionale. Questo significa che i progetti devono essere allineati con queste traiettorie per avere maggiori probabilità di essere finanziati.
Chi può presentare domanda: i beneficiari
Possono presentare domanda le micro, piccole e medie imprese come definite dalla Raccomandazione della Commissione Europea 2003/361/CE e dal Decreto Ministeriale di recepimento del 18 aprile 2005.
In termini pratici, rientrano nella categoria PMI le imprese che rispettano i seguenti parametri dimensionali:
- Microimpresa: meno di 10 dipendenti e fatturato annuo o totale di bilancio non superiore a 2 milioni di euro.
- Piccola impresa: meno di 50 dipendenti e fatturato annuo o totale di bilancio non superiore a 10 milioni di euro.
- Media impresa: meno di 250 dipendenti e fatturato annuo non superiore a 50 milioni di euro oppure totale di bilancio non superiore a 43 milioni di euro.
Attenzione. Il bando prevede una premialità di 5 punti percentuali per la “Rilevanza della componente femminile e giovanile in termini di partecipazione societaria e/o finanziaria” (DGR 1221/2026, par. 3). È alternativa alle altre premialità: se ne può scegliere una sola, va indicata nella domanda e va mantenuta in rendicontazione. In caso di mancata indicazione non si potrà chiedere alcuna premialità in un momento successivo.
Il bando non è aperto a tutti i soggetti. Il paragrafo 2 esclude espressamente le imprese agricole iscritte nella sezione speciale della camera di commercio, le strutture della Rete Alta Tecnologia dell’Emilia-Romagna costituite in forma di impresa e le società strumentali controllate direttamente o indirettamente da pubbliche amministrazioni. Sono escluse anche le imprese in difficoltà ai sensi dell’art. 2 del Reg. (UE) 651/2014, verifica che non viene effettuata per le imprese costituite da meno di tre anni. Resta fermo che il progetto deve essere coerente con le traiettorie della Strategia di Specializzazione intelligente regionale.
I requisiti che fanno respingere la domanda
Il bando concentra in pochi punti le condizioni la cui mancanza porta alla non ammissibilità, indipendentemente dalla qualità del progetto:
- Costo totale ammissibile di almeno 200.000€. Qualora il costo ammesso risultasse inferiore a tale limite la domanda si considera respinta. La soglia va confermata anche in rendicontazione finale, a pena di revoca totale.
- Polizza CAT NAT in corso di validità alla data della domanda, conforme all’art. 1 commi 101 e seguenti e comma 105 della L. 213/2023 e al DM MEF n. 18 del 30 gennaio 2025, a copertura dei beni indicati alla voce B-II numeri 1, 2 e 3 dell’attivo dell’art. 2424 c.c.
- Contratto con la ricerca per almeno 40.000€. Il progetto deve prevedere supporto al trasferimento tecnologico da strutture della Rete Alta Tecnologia, Università o Enti di ricerca pubblici, anche esteri, per un importo minimo complessivo di 40.000€. La soluzione innovativa deve essere già individuata alla data della domanda e deve avere origine in una di queste strutture.
- Almeno il 50% dei costi progettuali sulle attività di trasferimento tecnologico.
- Un prototipo funzionante o un dimostratore come attività minima al termine del progetto. Lo sviluppo sperimentale si colloca a TRL 5 e 6, il trasferimento tecnologico a TRL 7 e 8, e non sono ammessi i progetti finalizzati alla produzione di prodotti standardizzati o di massa con tecnologie esistenti.
- Un video di presentazione di massimo 3 minuti, allegato obbligatorio insieme al contratto di collaborazione con i soggetti della ricerca e alla dichiarazione sui parametri dimensionali. Non è consentita l’integrazione dei documenti obbligatori dopo l’invio.
- Una sola domanda per impresa. Se la stessa impresa compare in più progetti vale quello inviato prima su Sfinge 2020 e tutti gli altri sono esclusi.
- Unità locale in Emilia-Romagna a disponibilità permanente ed esclusiva. Se non è ancora attiva alla data della domanda va inserita in visura e attivata entro 60 giorni dall’atto di approvazione della graduatoria, a pena di decadenza. Non valgono magazzini, foresterie, civili abitazioni anche dei soci, locali di professionisti, spazi di coworking, sedi solo logistiche o commerciali e uffici di rappresentanza.
Sul fronte del punteggio, sono ammissibili al finanziamento solo i progetti che raggiungono 70 punti su 100 e che superano le soglie minime di ciascun macro-criterio: 42 punti su 60 per la qualità tecnico-scientifica, 7 su 10 per la qualità economico-finanziaria, 14 su 20 per il grado di innovazione. Il primo criterio sotto soglia interrompe la valutazione. Il criterio sui cambiamenti climatici e l’economia circolare vale 10 punti e non ha soglia.
Attenzione al documento che stai leggendo. Il PDF del bando pubblicato sulla pagina regionale è la versione del 21 luglio 2026 e contiene ancora una descrizione errata del criterio di valutazione B. L’errore è stato corretto con la determinazione dirigenziale n. 15798 del 7 agosto 2026, che approva anche la modulistica (domanda, contratto di collaborazione, informativa privacy) e conferma il testo del bando in tutte le altre parti. Chi legge solo il PDF del bando non vede la rettifica.
Progetti finanziabili: cosa si può fare
Sono finanziabili i progetti che prevedono attività di sviluppo sperimentale e trasferimento tecnologico. L’obiettivo centrale è sostenere il passaggio da risultati di ricerca già conseguiti verso applicazioni concrete nelle imprese.
In termini operativi, questo può comprendere:
- L’adozione e l’adattamento di tecnologie già sviluppate in ambito accademico o di ricerca applicata.
- La sperimentazione e validazione di prototipi o metodologie innovative in contesti produttivi reali.
- L’integrazione di soluzioni tecnologiche avanzate nei processi aziendali o nell’offerta di prodotti e servizi.
- Attività di sviluppo sperimentale finalizzate a dimostrare la fattibilità industriale di tecnologie già note in ambito scientifico.
Consiglio operativo. Prima di impostare il progetto, verifica che la tecnologia che intendi trasferire sia già documentata nell’ambito di attività di ricerca precedenti (pubblicazioni, brevetti, report di ricerca). Questo è un requisito sostanziale del bando: non si finanziano attività di ricerca di base, ma la valorizzazione industriale di risultati già conseguiti. Avere questa documentazione pronta accelera la valutazione della domanda.
Quanto si ottiene: il contributo concedibile
Il bando mette a disposizione un budget complessivo di 3.000.000€ da distribuire tra i progetti ammessi. Il contributo massimo concedibile per singolo progetto è di 300.000€, in forma di contributo a fondo perduto.
L’intensità di aiuto cambia con il tipo di attività: 25% delle spese ammissibili per lo sviluppo sperimentale, in regime GBER ai sensi dell’art. 25 del Reg. (UE) 651/2014 come modificato dal Reg. (UE) 2023/1315, e 50% delle spese ammissibili per il trasferimento tecnologico, in regime de minimis ai sensi del Reg. (UE) 2023/2831.
A queste percentuali si può aggiungere una sola premialità, da indicare nella domanda: 10 punti percentuali per l’impegno ad assumere un ricercatore a tempo indeterminato presso l’unità locale del progetto oppure per collaborazioni con strutture accreditate alla Rete Alta Tecnologia per almeno 40.000€, o in alternativa 5 punti percentuali per una fra localizzazione nelle aree del DL 61/2023, nelle aree 107.3.c, nelle aree montane della L.R. 2/2004 e nelle aree interne, rilevanza su disabilità e innovazione sociale, rilevanza della componente femminile e giovanile. Le premialità sono alternative fra loro e la scelta va mantenuta in rendicontazione. Il rating di legalità non aumenta il contributo: serve a dichiarare la priorità del progetto nella graduatoria finale.
Progetto minimo ammissibile
Costo ammissibile 200.000€, metà su trasferimento tecnologico e metà su sviluppo sperimentale: (100.000 x 50%) più (100.000 x 25%) fa 75.000€ di contributo, cioè un’intensità effettiva del 37,5%.
Progetto che tocca il tetto
Per arrivare ai 300.000€ di contributo senza premialità serve un progetto da circa 800.000€ di costo ammissibile, con la stessa ripartizione a metà. Con la premialità da 10 punti il tetto si raggiunge intorno ai 631.600€ di costo.
I due calcoli sono nostri e applicano le intensità del paragrafo 3 del bando. Il numero da tenere a mente è che 300.000€ è un massimale e non lo standard, e che la componente di trasferimento tecnologico è in de minimis, quindi consuma il plafond dell’impresa unica.
Attenzione. Il budget totale disponibile è di 3.000.000€ e la procedura è valutativa a graduatoria: le domande vengono valutate dopo la chiusura dei termini e finanziate in ordine di graduatoria. Le risorse non si esauriscono durante l’apertura dello sportello e presentare la domanda il primo giorno non dà alcuna priorità: l’ordine di arrivo conta solo a parità di punteggio.
Spese ammissibili
Le tipologie di spese ammissibili sono quelle tipicamente previste per progetti di sviluppo sperimentale e trasferimento tecnologico nell’ambito dei programmi FESR. I dettagli specifici sono contenuti nel testo integrale del bando (DGR 1221/2026). In linea generale, per questa tipologia di interventi rientrano solitamente tra le spese eleggibili:
- Costi del personale dedicato al progetto (ricercatori, tecnici, personale amministrativo di supporto).
- Costi per strumentazione, attrezzature e materiali necessari all’attività di sviluppo sperimentale.
- Costi per servizi di consulenza e ricerca esterna (università, centri di ricerca, provider tecnologici).
- Spese generali aggiuntive direttamente imputabili al progetto.
I massimali per categoria di costo fissati dal paragrafo 4.2 sono tre: 30.000€ per software e hardware specialistico, 50% delle voci da A a E per le spese di personale, 7% forfettario dei costi diretti per le spese generali, ai sensi dell’art. 54 lettera a) del Reg. (UE) 2021/1060. La strumentazione scientifica è ammessa solo con costo unitario superiore a 100€ IVA esclusa e i materiali di consumo sono esclusi. Il costo del personale si calcola con le opzioni di semplificazione, limite di 1.720 ore annue e tariffe standard del DM interministeriale MIMIT-MUR del 4 gennaio 2024: 83€ l’ora per i dirigenti, 47€ per i quadri, 30€ per impiegati e operai.
Sono invece escluse, fra le altre, le spese pagate in contanti o per compensazione, il lease-back, le fatture emesse da soci e amministratori, le fatture da società collegate ai sensi dell’art. 2359 c.c. o con soci e amministratori in comune, le spese a sostegno di delocalizzazioni, i beni in comodato e le consulenze fiscali, legali, amministrative, contabili e di marketing.
Consiglio operativo. I progetti vanno avviati dal giorno successivo alla data di presentazione della domanda. Contratti, obbligazioni giuridicamente vincolanti e accettazioni di preventivi devono cadere in quel periodo, a pena di inammissibilità delle relative spese, e le fatture non devono essere emesse prima della presentazione della domanda. Il progetto va concluso entro il 31 luglio 2028, con una proroga di 3 mesi al 31 ottobre 2028 da chiedere su Sfinge 2020 entro il 30 giugno 2028.
Come presentare domanda: la procedura passo per passo
La presentazione della domanda avviene esclusivamente per via telematica, tramite l’applicativo web Sfinge 2020, la piattaforma digitale della Regione Emilia-Romagna per la gestione delle richieste di finanziamento FESR.
- Verifica i requisiti di accesso: Controlla che la tua impresa rientri nella definizione di micro, piccola o media impresa ai sensi della Raccomandazione CE 2003/361/CE e che il progetto sia coerente con le traiettorie S3 della Regione Emilia-Romagna.
- Prepara la documentazione di progetto: Descrivi dettagliatamente il progetto di trasferimento tecnologico, documentando i risultati di ricerca preesistenti da valorizzare, gli obiettivi industriali, le attività previste e il piano finanziario.
- Accedi alla piattaforma Sfinge 2020: Registrati o accedi con le credenziali già disponibili alla piattaforma regionale e compila il formulario di domanda nelle sezioni previste.
- Trasmetti la domanda entro la scadenza: La domanda deve essere inviata telematicamente entro le ore 13:00 del 30 ottobre 2026. Non sono ammesse domande presentate con modalità diverse o fuori termine.
Consiglio operativo. Non attendere gli ultimi giorni per accedere a Sfinge 2020: le piattaforme telematiche regionali possono registrare rallentamenti nelle ore di punta vicino alla scadenza. Completa la compilazione almeno 48-72 ore prima del 30 ottobre 2026 e invia con anticipo per evitare problemi tecnici dell’ultimo momento.
Cosa succede dopo la presentazione della domanda
Dopo la chiusura dello sportello (30 ottobre 2026, ore 13:00), la Regione Emilia-Romagna avvierà le procedure di istruttoria e valutazione dei progetti pervenuti. Le fasi successive tipiche per questo tipo di bando FESR comprendono:
- Verifica amministrativa: Controllo della completezza e regolarità formale della domanda.
- Valutazione tecnica: Analisi del merito tecnico e dell’impatto innovativo del progetto proposto, in relazione alle traiettorie S3 regionali.
- Graduatoria e approvazione: Formazione della graduatoria dei progetti ammissibili e approvazione del finanziamento nei limiti del budget disponibile.
- Erogazione del contributo: Due erogazioni, un acconto e un saldo, con date e soglie fisse fissate dal paragrafo 8.1 del bando.
L’istruttoria si conclude entro 3 mesi dalla chiusura dei termini, quindi entro il 30 gennaio 2027. Il termine si interrompe se la Regione chiede integrazioni, che vanno prodotte entro 6 giorni lavorativi. Sulle erogazioni il bando fissa due passaggi: l’acconto su rendicontazione da presentare entro il 31 gennaio 2028, per attività realizzate entro il 31 dicembre 2027 e pari ad almeno il 20% dell’investimento approvato a pena di revoca; il saldo su rendicontazione entro il 30 settembre 2028, per attività realizzate entro il 31 luglio 2028. Se in rendicontazione finale non si raggiunge il 70% dell’investimento approvato il contributo viene revocato per intero e l’acconto va restituito. Il contributo può inoltre essere tagliato del 10%, del 20% o del 30% in caso di ritardo o di ridimensionamento del piano di lavoro.
Obblighi dei beneficiari dopo l’approvazione
Come previsto dalla normativa FESR, i beneficiari del contributo sono soggetti a specifici obblighi di trasparenza e rendicontazione:
- I dati dei beneficiari vengono pubblicati in formato aperto dalla Regione Emilia-Romagna ed elaborati ai fini della prevenzione di frodi e irregolarità.
- I beneficiari sono tenuti al rispetto degli obblighi di pubblicazione previsti dalla normativa vigente.
- Il progetto deve essere realizzato nei tempi e con le modalità indicate nella domanda approvata.
- Le spese devono essere rendicontate con documentazione contabile conforme alle regole FESR.
Cumulabilità con altri incentivi
Il bando applica un regime doppio: GBER, art. 25 del Reg. (UE) 651/2014, sulla componente di sviluppo sperimentale, e de minimis, Reg. (UE) 2023/2831, sulla componente di trasferimento tecnologico. Il contributo non è cumulabile, per le stesse spese e i medesimi titoli di spesa, con altri aiuti di Stato o in de minimis, salvo gli aiuti con costi non individuabili (per esempio gli aiuti alla liquidità) e gli aiuti in forma di garanzia nei limiti dell’art. 25 GBER. È invece cumulabile con provvedimenti di carattere fiscale che non costituiscono aiuti di Stato, purché la somma delle intensità non superi il 100% della spesa.
Attenzione. Il massimale de minimis applicabile è quello del Reg. (UE) 2023/2831: l’importo complessivo degli aiuti concessi a un’impresa unica non può superare 300.000,00 euro nell’arco di tre esercizi finanziari, cioè l’anno in corso e i due precedenti secondo la formulazione del bando, mentre il regolamento parla di tre anni valutati su base mobile. Se al momento della concessione il plafond residuo non è sufficiente il contributo viene ridotto d’ufficio, ma il progetto va comunque realizzato per intero mantenendo il livello di spese approvato, salvo rinuncia. Verifica quindi il plafond residuo sul Registro Nazionale Aiuti prima di presentare domanda.
Se stai valutando questo bando insieme ad altre misure regionali o nazionali per l’innovazione, ti segnaliamo che sul nostro sito puoi trovare approfondimenti su strumenti complementari come il Bando FVG per la validazione di tecnologie innovative (TRL 6, 7, 8) o i Poli di Innovazione Umbria 2026, che possono offrire spunti utili per strutturare la strategia complessiva di innovazione della tua impresa.
Errori comuni da evitare
- Presentare un progetto di ricerca di base: Il bando finanzia il trasferimento di risultati di ricerca già conseguiti, non la ricerca di base. Assicurati che il punto di partenza del tuo progetto siano risultati documentati di attività di ricerca preesistenti.
- Non verificare l’allineamento con la S3 regionale: I progetti devono essere coerenti con le traiettorie della Strategia di Specializzazione intelligente dell’Emilia-Romagna. Ignorare questo requisito è una delle cause più frequenti di inammissibilità.
- Anticipare le spese prima della domanda: Le spese sostenute prima della presentazione della domanda (o prima della data di avvio prevista dal bando) sono generalmente escluse dal contributo.
- Compilare la domanda in modo incompleto su Sfinge 2020: La piattaforma richiede la compilazione di tutte le sezioni obbligatorie. Una domanda incompleta viene esclusa in fase di verifica amministrativa.
- Presentare la domanda fuori orario: Lo sportello chiude tassativamente alle ore 13:00 del 30 ottobre 2026. Le domande trasmesse anche solo un minuto dopo non vengono accettate dal sistema.
- Non documentare adeguatamente la dimensione d’impresa: La qualifica di micro, piccola o media impresa deve essere autocertificata e verificabile. Errori nel calcolo della dimensione (ad esempio non considerando le imprese collegate o associate) possono causare l’inammissibilità.
- Sottovalutare gli obblighi post-erogazione: I beneficiari FESR sono soggetti a controlli e obblighi di pubblicazione. Ignorarli può comportare la revoca del contributo.
Domande frequenti (FAQ)
Chi può partecipare al bando Trasferimento Tecnologico Emilia-Romagna 2026?
Possono partecipare le micro, piccole e medie imprese come definite dalla Raccomandazione della Commissione Europea 2003/361/CE e dal Decreto Ministeriale di recepimento del 18 aprile 2005, in forma di imprese singole o di consorzi con attività esterna ai sensi dell’art. 2612 c.c. Sono invece escluse le imprese agricole iscritte nella sezione speciale della camera di commercio, le strutture della Rete Alta Tecnologia costituite in forma di impresa, le società strumentali controllate da pubbliche amministrazioni e le imprese in difficoltà ai sensi dell’art. 2 del Reg. (UE) 651/2014.
Qual è il contributo massimo ottenibile?
Il contributo massimo concedibile per singolo progetto è di 300.000€, in forma di contributo a fondo perduto. Il budget complessivo del bando è di 3.000.000€.
Entro quando si deve presentare la domanda?
La domanda deve essere presentata a partire dalle ore 13:00 del 24 settembre 2026 e fino alle ore 13:00 del 30 ottobre 2026. Non sono ammesse domande fuori da questa finestra temporale.
Come si presenta la domanda?
La domanda deve essere compilata e trasmessa esclusivamente per via telematica tramite l’applicativo web Sfinge 2020, la piattaforma digitale della Regione Emilia-Romagna per la gestione dei finanziamenti FESR.
Che tipo di progetti vengono finanziati?
Vengono finanziati progetti che prevedono attività di sviluppo sperimentale e trasferimento tecnologico, finalizzati alla valorizzazione e all’applicazione industriale di risultati di ricerca già conseguiti. Non vengono finanziate attività di ricerca di base.
Il bando è coerente con la Strategia di Specializzazione intelligente regionale?
Sì. Il bando richiede esplicitamente che i progetti siano coerenti con le sfide e le traiettorie individuate dalla Strategia di Specializzazione intelligente (S3) della Regione Emilia-Romagna. È quindi fondamentale verificare questo allineamento prima di impostare il progetto.
Qual è il provvedimento normativo di riferimento?
Il bando è stato approvato con delibera di Giunta regionale n. 1221 del 20 luglio 2026 (DGR 1221/2026), nell’ambito del Programma regionale Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) della Regione Emilia-Romagna, Priorità 1 Azione 1.1.1, e pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione n. 205 del 30 luglio 2026, Parte Seconda. Va letto insieme alla determinazione dirigenziale n. 15798 del 7 agosto 2026, che approva la modulistica e corregge un errore materiale nella descrizione del criterio di valutazione B, confermando il testo del bando in tutte le altre parti.
Le grandi imprese possono accedere al bando?
No. Il bando è riservato esclusivamente alle micro, piccole e medie imprese. Le grandi imprese (con 250 o più dipendenti e fatturato superiore ai soglie PMI) sono escluse.
Esistono criteri premiali per l’imprenditoria femminile?
Sì. Il bando prevede una premialità di 5 punti percentuali per la “Rilevanza della componente femminile e giovanile in termini di partecipazione societaria e/o finanziaria”. È alternativa alle altre premialità, quindi si sceglie questa oppure una sola fra le altre previste dal paragrafo 3, e va indicata nella domanda.
Posso cumulare questo contributo con altri incentivi?
Non per le stesse spese e per i medesimi titoli di spesa: su quelle il divieto di cumulo con altri aiuti di Stato o in de minimis è espresso, salvo gli aiuti con costi non individuabili e gli aiuti in forma di garanzia. Resta possibile il cumulo con provvedimenti fiscali che non sono aiuti di Stato, fino al 100% della spesa. La componente di trasferimento tecnologico è in de minimis, quindi consuma il plafond di 300.000,00 euro dell’impresa unica: verificalo sul Registro Nazionale Aiuti prima di presentare domanda.
Cosa succede se il budget si esaurisce prima della scadenza?
Il budget non si esaurisce durante l’apertura dello sportello, perché la procedura è valutativa a graduatoria: tutte le domande vengono valutate dopo la chiusura dei termini e finanziate in ordine di graduatoria, nei limiti dei 3.000.000€ disponibili. Presentare prima non dà alcuna priorità, l’ordine di arrivo conta solo a parità di punteggio. Contano invece il punteggio, con la soglia di 70 punti su 100 e le soglie per macro-criterio, e il tetto di gruppo: le imprese dello stesso gruppo possono presentare domanda, ma la somma dei contributi loro concessi non supera 500.000,00 euro e oltre quel limite si finanzia in ordine di graduatoria.
Dove trovo la documentazione ufficiale del bando?
La documentazione ufficiale (bando, modulistica, FAQ) è disponibile sul portale FESR della Regione Emilia-Romagna. Puoi consultare il link ufficiale dell’ente erogatore indicato in fondo a questo articolo.
Sono previsti obblighi di pubblicità per i beneficiari?
Sì. Come previsto dalla normativa FESR, i dati dei beneficiari vengono pubblicati in formato aperto dalla Regione Emilia-Romagna ed elaborati ai fini della prevenzione di frodi e irregolarità. I beneficiari sono tenuti al rispetto degli obblighi di pubblicazione previsti dalla normativa vigente.
Posso presentare più di una domanda?
No. “Una stessa impresa può presentare una sola domanda sul presente bando”. Se la stessa impresa risulta presente in più progetti vale quello inviato prima su Sfinge 2020 e tutti gli altri sono esclusi per grave inadempimento amministrativo. Le imprese dello stesso gruppo possono invece presentare domanda ciascuna, ma il totale dei contributi concessi al gruppo non può superare 500.000,00 euro.
Questo bando è adatto anche a startup innovative?
Le startup innovative che rientrano nella definizione di micro o piccola impresa ai sensi della Raccomandazione CE 2003/361/CE possono in linea di principio accedere al bando. Se sei una startup innovativa in cerca di finanziamenti, puoi anche valutare strumenti dedicati come il Bando Startup Innovative Lombardia 2026 o il programma Start&Innova Giovani Marche 2026.
Come procedere: i prossimi passi
Se il tuo profilo aziendale corrisponde ai requisiti del bando e hai un progetto di trasferimento tecnologico da sviluppare, ecco cosa fare concretamente:
- Scarica la documentazione ufficiale dal portale FESR Emilia-Romagna e leggi il testo integrale del bando DGR 1221/2026.
- Verifica l’allineamento del tuo progetto con le traiettorie della Strategia di Specializzazione intelligente (S3) della Regione Emilia-Romagna.
- Documenta i risultati di ricerca preesistenti che intendi valorizzare: pubblicazioni, brevetti, report di ricerca o altri elementi che attestino la provenienza della tecnologia da attività di ricerca già realizzate.
- Prepara il piano finanziario del progetto identificando le spese ammissibili e verificando che il totale sia coerente con il contributo massimo richiedibile (300.000€).
- Registrati su Sfinge 2020 e inizia la compilazione della domanda con anticipo rispetto alla scadenza del 30 ottobre 2026.
- Invia la domanda entro le ore 13:00 del 30 ottobre 2026.
Puoi anche approfondire altri strumenti di finanza agevolata per l’innovazione tecnologica disponibili in Emilia-Romagna e nelle regioni limitrofe, come il bando per il Commercio Equo e Solidale in Emilia-Romagna o le opportunità di Voucher Digitalizzazione PMI Piemonte 2026 per imprese che operano su più regioni.
Vuoi verificare se la tua impresa rientra nei requisiti del bando e se il tuo progetto è finanziabile? Compila il form in alto alla pagina: ti ricontattiamo per una valutazione dedicata.
Fonte ufficiale: Regione Emilia-Romagna – Progetti di trasferimento tecnologico – Regione Emilia-Romagna – Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
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