Il tema degli affitti turistici brevi rappresenta oggi uno dei nodi più delicati nella gestione dei centri storici ad alta pressione turistica. Negli ultimi anni, in diverse città, il numero di alloggi destinati a finalità ricettive non alberghiere è cresciuto in modo significativo, contribuendo a una progressiva trasformazione degli usi residenziali, incidendo sulla disponibilità di alloggi a lungo termine, sulla composizione sociale dei quartieri e sulla qualità dello spazio pubblico.
In questo contesto merita di essere segnalata la recente deliberazione del Consiglio Comunale n. 46 del 30 luglio 2026 con cui il Comune di Verona ha adottato la Variante 70 al Piano degli Interventi (PI), intervenendo sulle Norme Tecniche Operative con l’obiettivo di preservare la residenzialità del centro storico – sito UNESCO – e contrastare i fenomeni di overtourism.
È importante precisare che il voto del Consiglio non chiude il procedimento: rappresenta solo il primo passaggio formale, cioè l’adozione della variante. Dopo questa fase, il Comune deve aprire il periodo dedicato alle osservazioni, durante il quale cittadini, professionisti, associazioni e soggetti interessati possono inviare commenti, critiche o richieste di modifica. Solo dopo aver raccolto e valutato tutte le osservazioni, la variante potrà tornare in Consiglio per il voto finale di approvazione. Si tratta di un’iniziativa significativa, che conferma la crescente attenzione delle amministrazioni locali verso la regolazione delle locazioni brevi e la tutela della funzione residenziale nei centri storici più esposti alla pressione turistica.
Si ricorda che la Commissione europea sta per presentare un nuovo regolamento sul tema casa che consentirà ai Comuni di limitare gli affitti brevi nelle aree sotto stress abitativo, fornendo finalmente una copertura normativa europea alle misure locali già adottate in diversi Paesi. Per leggere di questo tema, consigliamo l’articolo: Affordable Housing Act, l’UE prepara nuove regole per le aree sotto stress abitativo
1. Le ragioni della deliberazione del Consiglio Comunale n. 46 del 30 luglio 2026
La deliberazione del Consiglio Comunale n. 46 del 30 luglio 2026, con cui è stata adottata la Variante 70 al Piano degli Interventi, nasce dall’esigenza di governare in modo organico l’impatto crescente delle locazioni turistiche brevi nel centro storico di Verona, area riconosciuta come Sito UNESCO. Negli ultimi anni, infatti, il centro storico maggiore ha visto un’espansione significativa degli alloggi destinati a finalità ricettive non alberghiere, con una concentrazione particolarmente elevata proprio nell’ambito tutelato. Il Piano di Gestione UNESCO di prossima approvazione evidenzia come questa dinamica stia modificando l’equilibrio dei quartieri centrali: diminuisce la disponibilità di alloggi per la residenza stabile, aumentano i valori immobiliari e cambia la composizione sociale del tessuto urbano.
Se non regolata, la diffusione delle locazioni turistiche può indebolire la presenza dei residenti e ridurre i servizi di prossimità, con effetti indiretti sul commercio locale e sulla qualità dello spazio pubblico. Il rischio è che il centro storico assuma una fisionomia sempre più orientata alla fruizione temporanea, perdendo quella dimensione abitativa e relazionale che costituisce uno degli elementi identitari del Sito UNESCO.
L’analisi dei dati demografici dell’Ufficio Statistica del Comune mostra però che, nonostante l’aumento delle unità ricettive, la popolazione del centro storico maggiore è rimasta sostanzialmente stabile. Questo dato suggerisce che la crescita delle locazioni brevi non abbia determinato un calo drastico dei residenti. Le ragioni possono essere diverse: alcuni appartamenti destinati al turismo erano già vuoti, altri sono stati frazionati ricavando più unità senza incidere sul numero dei residenti, mentre in altri casi la residenza anagrafica è stata mantenuta pur non vivendo stabilmente nell’alloggio, utilizzato come locazione turistica. Di conseguenza, il dato anagrafico non riflette pienamente la trasformazione in atto: il centro storico non si è svuotato formalmente, ma la sua funzione abitativa si è indebolita. Il “Formulario commentato del nuovo processo civile – Aggiornato ai correttivi Cartabia e mediazione” di Lucilla Nigro offre un supporto pratico e operativo per affrontare ogni fase del contenzioso civile, acquistabile su Shop Maggioli e su Amazon. Come supporto per i professionisti, consigliamo il Codice Civile e norme complementari, disponibile su Shop Maggioli e su Amazon.
2. La variante urbanistica: l’obbligo di cambio di destinazione d’uso per le nuove locazioni turistiche
La variante stabilisce una disciplina chiara: le locazioni turistiche vengono considerate attività ricettive, come i B&B e le altre strutture non alberghiere previste dalla legge regionale. Dal punto di vista urbanistico, producono effetti simili alle piccole strutture alberghiere e per questo viene attribuito loro un impatto contenuto.
Per proteggere la residenza nel centro storico tutelato dall’UNESCO, il Comune introduce un divieto: in quest’area non sarà più possibile trasformare un’abitazione in struttura ricettiva o in locazione turistica. È un blocco dei nuovi cambi d’uso, pensato per evitare ulteriori pressioni sul cuore storico della città e per favorire l’apertura di attività turistiche nei quartieri vicini.
La variante chiarisce anche la disciplina degli alloggi per studenti, distinguendoli dalle attività turistiche: possono essere considerati servizi o abitazioni collettive, ma non strutture ricettive destinate ai visitatori.
Infine, viene confermato che gli appartamenti già utilizzati come locazioni turistiche e dotati di codice identificativo nazionale alla data di adozione della variante mantengono la loro destinazione, senza alcuna modifica.
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