Tecnologia assistiva, l’ONU approva la prima risoluzione per un accesso universale


L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha adottato la prima risoluzione dedicata all’accesso alla tecnologia assistiva, allo scopo di arrivare ad un accesso universale ed equo agli ausili e servizi assistivi per persone con disabilità , anziane, malate

Il 2 settembre 2026 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha adottato, per consenso, la sua prima risoluzione dedicataall’“Access to Assistive Technology”, riconoscendo l’importanza degli ausili per la disabilità e la tecnologia assistiva per i diritti delle persone con disabilità, per le persone anziane e, più in generale, per una società inclusiva e sostenibile, rappresenta un consenso tra gli Stati membri sulla necessità di garantire un accesso più equo a prodotti, tecnologie e servizi assistivi.

Che cosa sono le tecnologie assistive

Per tecnologia assistiva si intende un insieme molto ampio di ausili, prodotti, sistemi e servizi destinati a sostenere l’autonomia e la partecipazione delle persone.

Non si tratta quindi soltanto di ausili e strumenti tecnologici in senso stretto: nella definizione di “tecnologie assistive” rientrano carrozzine, protesi, apparecchi acustici, occhiali da vista e applicazioni digitali, ma anche i servizi necessari per permettere alle persone di accedere, utilizzare, adattare e mantenere questi ausili.

Il principio cardine è la considerazione che la disponibilità di una tecnologia assistiva adeguata può incidere concretamente sulla vita quotidiana: può consentire a un bambino di frequentare la scuola, a una persona adulta di lavorare e a una persona anziana di continuare a vivere in autonomia e a mantenere i propri legami sociali. Secondo questa impostazione, abbattere le barriere all’accesso alla tecnologia assistiva significa, quindi, anche contribuire a contrastare le disuguaglianze economiche e sociali: un accesso adeguato agli ausili può infatti favorire la partecipazione, ridurre alcuni costi sanitari nel lungo periodo e aiutare alla costruzione di comunità più inclusive.

La storia di Saima Saleem

La risoluzione è stata presentata dal Pakistan nell’ambito dell’agenda per lo sviluppo sociale dell’80ª sessione dell’Assemblea generale: il testo è stato redatto e negoziato dalla consigliera Saima Saleem, primo diplomatico di carriera ipovedente del Pakistan, impegnata presso la Missione permanente del Paese alle Nazioni Unite. La sua esperienza personale di utente di tecnologie assistive nel corso della sua formazione e della sua carriere diplomatica, ha portato all’interno dei negoziati una conoscenza diretta di quanto questo strumenti possano incidere sulle possibilità di studio, lavoro e partecipazione.

Tecnologie assistive: una necessità per miliardi di persone

La portata della questione emerge anche dai dati internazionali. Nel 2022 l’Organizzazione Mondiale della Sanità e l’UNICEF hanno pubblicato il Global Report on Assistive Technology, evidenziando che oltre 2,5 miliardi di persone nel mondo necessitano di uno o più prodotti assistivi. Secondo le stime, entro il 2050 il numero potrebbe arrivare a 3,5 miliardi di persone.

A beneficiare della tecnologia assistiva sono persone con disabilità, persone anziane e persone con diverse condizioni di salute. L’accesso, tuttavia, è fortemente diseguale a seconda del Paese: secondo i dati citati nel rapporto, nei Paesi a basso reddito meno del 10% delle persone che ne hanno bisogno riesce ad accedere alla tecnologia assistiva, rispetto a circa il 90% nei Paesi ad alto reddito. Una disparità che può amplificare ulteriormente le disuguaglianze nell’istruzione, nell’occupazione e nella qualità della vita.

Tecnologia assistiva, un investimento e non un lusso

La risoluzione sottolinea quindi che la tecnologia assistiva deve essere considerata non soltanto come una risposta a un bisogno individuale, ma come una componente dei sistemi nazionali di salute, istruzione, lavoro e protezione sociale.

Altro elemento rilevante: la risoluzione dà particolare attenzione alla necessità di inserire la tecnologia assistiva nella copertura sanitaria universale e nei servizi sanitari di base.

Secondo il documento, investire in questo settore può produrre benefici anche sul piano economico: una maggiore autonomia e partecipazione delle persone può aumentare la produttività, ridurre alcuni oneri a carico dei sistemi sanitari e contribuire alla costruzione di società più resilienti.

Tecnologie assistive e bambini con disabilità

Tra gli aspetti sottolineati nel documento c’è anche quello relativo ai bambini con disabilità, per i quali la disponibilità di ausili adeguati può essere determinante per lo sviluppo e la partecipazione.

Milioni di bambini in tutto il mondo non hanno ancora accesso a prodotti assistivi accessibili e convenienti come occhiali da vista, apparecchi acustici e sedie a rotelle. Per i bambini che ne hanno bisogno, questi prodotti e servizi correlati sono fondamentali per il loro sviluppo, istruzione e partecipazione”, ha dichiarato Gopal Mitra, Global Lead on Children with Disabilities dell’UNICEF.

Che cosa chiede la risoluzione agli Stati

Il documento propone un approccio globale e multisettoriale alla tecnologia assistiva, chiedendo agli Stati di intervenire su diversi fronti.

In particolare, viene sottolineata la necessità di:

  • integrare la tecnologia assistiva nei sistemi sanitari, educativi, lavorativi e di protezione sociale, attraverso strategie e piani d’azione nazionali coordinati;
  • investire nella produzione locale, nelle catene di approvvigionamento sostenibili e nell’innovazione, anche per ridurre i costi e la dipendenza dagli aiuti esterni;
  • formare personale specializzato, in grado di prescrivere, adattare, montare e mantenere correttamente i prodotti assistivi;
  • garantire la piena, uguale e significativa partecipazione delle persone che utilizzano la tecnologia assistiva, delle organizzazioni delle persone con disabilità e delle associazioni di persone anziane nei processi decisionali;
  • includere l’accesso alla tecnologia assistiva nei piani di preparazione e risposta alle emergenze umanitarie, affinché le persone più vulnerabili non vengano escluse durante conflitti, calamità naturali e altre emergenze;
  • migliorare la raccolta di dati disaggregati, così da individuare le lacune nell’accesso, monitorare i progressi e orientare meglio le politiche nazionali e internazionali.

Dalla risoluzione all’attuazione

L’adozione della risoluzione è quindi un importante passaggio politico: il primo. La sua efficacia, infatti, dipenderà dalla capacità dei singoli Paesi di trasformare questo impegno internazionale in misure concrete. Il documento collega infatti la tecnologia assistiva a diversi ambiti: dalla sanità all’istruzione, dall’occupazione alla protezione sociale, fino alla risposta alle emergenze umanitarie.

L’obiettivo indicato è quello di arrivare a un accesso universale ed equo agli ausili e ai servizi assistivi, attraverso sistemi nazionali sostenibili, investimenti, innovazione e una maggiore partecipazione delle persone direttamente interessate.

Per le persone con disabilità, per gli anziani e per chi necessita di ausili nella propria vita quotidiana, la sfida sarà quindi quella di fare in modo che il riconoscimento internazionale si traduca in maggiore disponibilità, accessibilità economica, qualità dei servizi e reale possibilità di scelta.

La risoluzione dell’ONU rappresenta, in questo senso, un nuovo punto di riferimento internazionale per promuovere l’accesso alla tecnologia assistiva come elemento fondamentale per autonomia, dignità, partecipazione e pari opportunità.

Per info e approfondimenti

Documenti delle Nazioni Unite sulla risoluzione

Redazione


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