La classifica dei sette comuni meno abitati dello Stivale. A tinte esclusivamente lombardo-piemontesi, questa graduatoria comprende paesi che si assomigliano molto tra di loro: in territorio montano, hanno vissuto fenomeni di spopolamento massiccio negli ultimi decenni.
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#7 Moncenisio, 44 abitanti nel limbo tra Italia e Francia
Con 44 abitanti, Moncenisio, nella Città metropolitana di Torino, apre la classifica dei sette comuni più piccoli d’Italia. Il piccolo centro sorge a circa 1.460 metri di quota nell’alta Val Cenischia, ai piedi del Colle del Moncenisio, lungo una delle storiche vie di comunicazione tra Piemonte e Savoia.
La sua storia di confine è particolarmente curiosa. Nel 1860, con la cessione della Savoia alla Francia, il Moncenisio divenne una zona di frontiera tra i due Stati. Dopo la Seconda guerra mondiale i confini cambiarono nuovamente: con il Trattato di Parigi del 1947 l’Italia cedette alla Francia parte del territorio del Moncenisio, compresi il valico, l’antico ospizio e il lago omonimo. L’abitato rimase invece in territorio italiano.
Il paese si sviluppa lungo il torrente Cenischia e conserva ancora oggi il carattere di antico punto di passaggio alpino. Da queste parti transitavano per secoli pellegrini, mercanti ed eserciti diretti verso la Savoia; il territorio è inoltre attraversato da uno degli itinerari della Via Francigena.
#6 Ribordone, 43 abitanti tra i boschi del Gran Paradiso

Ribordone, in provincia di Torino, conta 43 abitanti ed è immerso nei boschi e nelle valli delle Alpi piemontesi, in un territorio che ricade in gran parte nel Parco Nazionale del Gran Paradiso. Il comune non ha un vero e proprio nucleo compatto, ma si compone di borgate sparse tra i boschi, tra cui Gabbadone, sede del municipio, Ceresa, Verlucca e Prascondù, immerse in un ambiente ancora selvaggio fatto di torrenti, valloni e pascoli d’alta quota.
È proprio nella borgata di Prascondù che sorge il Santuario della Madonna di Prascondù, costruito nel Seicento per ricordare una guarigione ritenuta miracolosa attribuita alla Vergine Maria, a 1.321 metri di altitudine, e diventato da allora meta tradizionale di pellegrinaggi da tutto il Canavese. Il complesso ospita oggi anche il Museo della religiosità popolare, gestito dall’Ente Parco, che attraverso materiali multimediali racconta credenze, leggende e pratiche di culto delle vallate alpine, in un territorio dove si parla ancora il francoprovenzale e dove resistono tracce di un’antica casaforte medievale legata alla figura leggendaria del re Arduino.
#5 Macra, 42 abitanti nel paese pastorale della Valle Maira

Ancora in Piemonte troviamo Macra, in provincia di Cuneo: una popolazione di circa 42 abitanti, risultato di decenni di forte spopolamento che hanno progressivamente svuotato questo piccolo comune montano della Val Maira. L’economia locale si basava un tempo sulla coltivazione dei terrazzamenti e sull’allevamento del bestiame, e il paese conserva ancora oggi case in pietra e antiche mulattiere che raccontano i ritmi lenti della tradizionale vita pastorale alpina.
Il territorio comunale, diviso in sette frazioni tra cui Aramola, Camoglieres e Colletto, custodisce uno dei tesori artistici più sorprendenti dell’intera Valle Maira: la Cappella di San Salvatore, fondata tra il 1120 e il 1142 dai monaci benedettini della Prevostura di Oulx, che conserva al proprio interno un ciclo di affreschi medievali risalenti agli inizi del Duecento, con scene bibliche, un’Annunciazione sull’arco trionfale e la raffigurazione degli Apostoli aggiunta nel Quattrocento, un unicum artistico per l’intera provincia di Cuneo.
#4 Briga Alta, il comune meno densamente popolato d’Italia che sogna la rivincita con la Francia

Briga Alta, sempre in provincia di Cuneo, conta 41 abitanti al 1° gennaio 2026 secondo i dati Istat, distribuiti su un territorio di oltre 52 chilometri quadrati che ne fa il comune con la densità di popolazione più bassa di tutta Italia, oltre che il più piccolo del Piemonte per numero di residenti. Nasce nel 1947, quando le tre borgate di Piaggia, Upega e Carnino rimasero italiane dopo che il resto dell’antico comune di Briga Marittima passò alla Francia diventando La Brigue. Lo stemma comunale porta il motto latino “Fracta resurget”, “spezzata risorgerà”, un riferimento diretto a quella divisione storica. Nelle sue borgate si parla ancora il dialetto brigasco, una delle poche varianti della lingua ligure sopravvissute in quest’angolo delle Alpi Marittime.
#3 Pedesina, 40 abitanti nel borgo valtellinese con l’affresco del Cinquecento

Pedesina, in provincia di Sondrio, ha circa 40 abitanti ed è il terzo comune più piccolo d’Italia, oltre a risultare il primo lombardo ad apparire in questa classifica. Le sue origini risalgono al Duecento, e il paese conserva un unico edificio di culto, la chiesa parrocchiale di Sant’Antonio, che custodisce un affresco di Cipriano Valorsa datato 1564. Case in pietra, fondi agricoli terrazzati e le tradizionali castagnate autunnali completano l’immagine di un borgo alpino rimasto sostanzialmente fedele al proprio aspetto storico.
#2 Rocca de’ Giorgi, 37 abitanti nel feudo nobiliare dell’Oltrepò Pavese

Rocca de’ Giorgi, in provincia di Pavia, conta 37 abitanti ed è l’unico dei sette comuni a trovarsi non in area alpina ma tra le colline dell’Oltrepò Pavese. Il paese porta il nome dei Conti Giorgi di Vistarino, che nel tempo ne ereditarono il possesso dopo i nobili Campeggi, da cui derivava l’antico nome di Rocca Campesana, e i Sannazzaro. Di quel passato feudale restano ancora oggi le rovine del maniero medievale e Villa Fornace, antica residenza signorile, in un territorio oggi noto soprattutto per la produzione vitivinicola.
#1 Morterone, 30 abitanti nel comune meno popoloso d’Italia

Morterone, in provincia di Lecco, è con 30 abitanti il comune meno popoloso di tutta Italia, un primato che detiene ormai da anni pur con lievi oscillazioni demografiche di censimento in censimento. La popolazione residente, composta da 18 maschi e 12 femmine, è fortemente sbilanciata verso le fasce d’età più mature: i cosiddetti Baby Boomers, tra i 62 e gli 80 anni, rappresentano da soli il 40% degli abitanti. Antico feudo medievale incastonato nel Parco Regionale del Resegone, Morterone conserva un dettaglio sorprendente per un comune di queste dimensioni: un museo d’arte contemporanea all’aperto, che ospita opere di artisti internazionali in un contrasto insolito tra modernità e isolamento montano, raggiungibile da Ballabio attraverso un’unica strada di accesso.
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