richiesta di concordato in continuità aziendale, obiettivo salvaguardare 213 posti di lavoro e continuità produttiva


Quale futuro per Nobento e per i suoi lavoratori? Le voci si susseguivano da mesi. L’azienda di San Marco, ad Alghero, realtà di rilievo del settore manifatturiero locale e tra le principali aziende metalmeccaniche della Sardegna, sta attraversando un momento delicato. Oggi Nobento ha presentato al tribunale la richiesta di concordato in continuità aziendale, con l’obiettivo di tutelare il futuro produttivo dello stabilimento e salvaguardare i posti di lavoro. L’istanza depositata dai legali dovrà ora passare al vaglio dei giudici per la verifica dei requisiti di ammissibilità, l’eventuale concessione dei termini per la presentazione del piano definitivo e l’apertura formale della procedura concorsuale. La notizia è stata comunicata oggi dall’amministratore unico Andrea Alessandrini durante una conferenza stampa, dopo che i dettagli dell’operazione erano stati illustrati ai lavoratori nella sala formazione del sito di San Marco.

Nobento: contratto di solidarietà dopo la cassa integrazione

Il passaggio giudiziario arriva, ha spiegato Alessandrini, al termine di una fase caratterizzata da trattative riservate con la Regione Sardegna e da un costante confronto con le organizzazioni sindacali per monitorare l’evoluzione dei conti aziendali. La realtà industriale, specializzata nella produzione di infissi, si trova a fronteggiare gli effetti di una rapida trasformazione del mercato di riferimento. Tra il 2021 e il 2023, gli anni del boom dei bonus, la società aveva registrato un incremento del fatturato del 71%, con ricavi saliti da 25,5 milioni a 43,6 milioni di euro. L’esaurimento degli incentivi statali, legato al termine dello sconto in fattura e al blocco delle opzioni per il bonus barriere architettoniche, ha però determinato un netto calo della domanda e una contrazione generale dell’intero settore, aumentando la pressione su produttori e rivenditori.

I volumi produttivi attuali e il quadro economico hanno evidenziato la necessità di un riallineamento dei costi gestionali per una struttura organizzativa e impianti dimensionati su capacità ben superiori. La scelta di ricorrere allo strumento del concordato in continuità risponde all’esigenza di proteggere il patrimonio sociale, gestire la posizione debitoria e proseguire l’attività ordinaria senza interrompere le forniture ai clienti. Nel corso dell’incontro con la stampa, Alessandrini ha inoltre espresso la disponibilità a sostenere direttamente l’operazione attraverso un aumento di capitale con risorse personali, accompagnando così la fase di ristrutturazione.

Cos’è il concordato

Il concordato è la procedura prevista dalla legge per consentire a un’impresa in crisi di proseguire, almeno in parte, la propria attività evitando il fallimento. L’azienda presenta ai creditori un piano (e Nobento ha confermato di avere le idee chiare oggi), in pratica deve indicare come intende superare la crisi e soddisfare, nei limiti previsti, i propri debiti. La gestione può restare all’imprenditore, sotto la vigilanza degli organi della procedura. Il piano viene sottoposto all’approvazione dei creditori e, se ricorrono le condizioni previste, all’omologazione del tribunale. L’obiettivo è preservare il valore dell’impresa, salvaguardare posti di lavoro e continuità produttiva.

La possibile riorganizzazione 

L’impostazione strategica presentata oggi per il rilancio punta su una riorganizzazione della rete commerciale articolata su sei diversi canali di vendita. Il piano prevede lo sviluppo dei segmenti B2B e della grande distribuzione organizzata (GDO), l’incremento delle commesse nell’ambito del contract privato e del contract pubblico per l’edilizia, fino al rafforzamento della vendita diretta al cliente finale con il marchio Nobento e alle lavorazioni in private label per conto di terzi.

L’obiettivo dichiarato è quello di salvaguardare l’attività produttiva e i posti di lavoro

L’evoluzione della vicenda riguarda direttamente la stabilità occupazionale di Alghero e del Nord Ovest dell’Isola, coinvolgendo anche l’indotto legato alla sede di Olmedo. L’azienda al momento fa ricorso al contratto di solidarietà, lo strumento che consente di ridurre l’orario di lavoro e, conseguentemente, i compensi per evitare licenziamenti. Con orari ridotti, tutti i dipendenti Nobento sono al lavoro dopo la fine della cassa integrazione nei mesi scorsi. La misura dovrà essere nuovamente discussa entro la fine dell’anno alla presenza delle organizzazioni sindacali, in parallelo al percorso giudiziario che dovrà valutare la sostenibilità del piano di risanamento. 

Se l’obiettivo dichiarato è quello di salvaguardare produzione e posti di lavoro, non si possono certo escludere in questi casi possibili impatti sui livelli occupazionali nell’ambito della riorganizzazione e del processo di riduzione dei costi: l’auspicio è che ciò non avvenga a San Marco ma è, appunto, un auspicio. Il futuro di Nobento e dei suoi lavoratori è tutto da scrivere: l’azienda, lo ha ribadito oggi Alessandrini, ha tutta l’intenzione di continuare a essere un punto di riferimento per il territorio, portando avanti o rilanciando i tanti progetti formativi, sociali e sportivi attivati nell’ultimo decennio. Non sarà semplice. 

Nebbia ancora da diradare

La nebbia sul futuro prossimo dell’azienda e dei 213 posti di lavoro, a oggi, è per forza di cose ancora fitta. Per anni molti giovani algheresi avevano come obiettivo il “posto fisso” alla Nobento, una delle poche realtà strutturate e di grandi dimensioni ad assumere al di fuori del settore turistico-ricettivo. Sembra passata una vita. L’eccellente e riconosciuta qualità dei prodotti che escono dallo stabilimento di San Marco (con alcuni brevetti proprietari di valore) induce non all’ottimismo, impossibile, ma a un prudente e fiducioso realismo.

Alessandrini oggi in stabilimento


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