Pitigliano, 15 applicazioni digitali per i piccoli Comuni


La scelta dei servizi è passata dal confronto con i cittadini e con gli amministratori. Alla ricerca hanno partecipato l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia e il Centro SMARTER dell’Università dell’Insubria. Il primo ha lavorato all’osservazione dei fenomeni fisici attraverso la rete; il secondo ha studiato le condizioni per estendere l’esperienza ad altri paesi.

Sommario dei contenuti

V-Era raccoglie le informazioni del territorio

Le informazioni raccolte sul territorio confluiscono in V-Era, la piattaforma che le riunisce per l’uso da parte del Comune. La connessione poggia sulla rete FTTH, con la fibra fino alle abitazioni. Dal computer, chi segue un impianto può consultare le rilevazioni precedenti e confrontarle con quelle appena arrivate. La scheda tecnica di Open Fiber contempla anche avvisi in presenza di anomalie o quando una misura supera una soglia stabilita: il lavoro dell’operatore comincia da una segnalazione accompagnata dalla storia delle misure.

Lo scambio con altri sistemi avviene attraverso lo standard Smart City Platform e il formato Urban Dataset, che stabiliscono come organizzare i contenuti trasmessi. A un Comune che aggiunge un servizio interessa poter usare le informazioni già raccolte, evitando di doverle trasferire a mano fra programmi differenti. Anche il gemello digitale, una rappresentazione informatica del territorio, richiede continuità fra ciò che avviene nei luoghi e ciò che gli uffici consultano sullo schermo. Dopo un intervento su un impianto, la documentazione associata deve seguire le modifiche realizzate sul posto.

I consumi dei lampioni, impianto per impianto

Un Comune che vuole intervenire sull’illuminazione deve conoscere ciò che possiede e quanto assorbe dalla rete elettrica. PELL, sigla di Public Energy Living Lab, organizza questo lavoro attraverso il censimento degli impianti e la raccolta delle misure energetiche. La documentazione ENEA distingue le informazioni statiche, che descrivono le apparecchiature, da quelle dinamiche, rilevate durante il funzionamento.

Le misure arrivano dai quadri elettrici e vengono elaborate insieme alle caratteristiche dell’impianto. Da qui si ottengono i KPI, indici con cui confrontare le prestazioni e scegliere dove intervenire. Nella piattaforma, il servizio SAVE usa le schede di censimento per elaborare uno studio di fattibilità tecnico-economica della riqualificazione, anche limitato a una porzione dell’impianto. Per chi amministra, conoscere il patrimonio esistente diventa il presupposto per dare una dimensione alla spesa. Il beneficio atteso interessa i conti del Comune: per misurarlo, il confronto sui chilowattora consumati a parità di servizio deve accompagnare quello sulle bollette, influenzate anche dal prezzo dell’elettricità.

Per Pitigliano, fra le attività illustrate compare anche lo studio di fattibilità di una comunità energetica. È il lavoro preparatorio dal quale dovrebbero emergere le condizioni di una futura iniziativa, compresi gli eventuali benefici economici per chi aderisse.

Le vibrazioni registrate lungo il cavo

L’INGV ha installato sulla rete urbana un sistema di Distributed Acoustic Sensing, abbreviato in DAS, per sperimentare un’osservazione continua e distribuita da affiancare alle reti sismiche tradizionali. Il terreno tufaceo di Pitigliano aveva già motivato, all’avvio del progetto, l’attenzione al monitoraggio degli smottamenti.

Un apparato ottico invia impulsi nel cavo e legge la piccola parte del segnale che torna indietro; quando la fibra si deforma, quel segnale cambia. I ricercatori ricavano misure delle vibrazioni lungo il tracciato, usando l’infrastruttura già posata nel paese. La risposta registrata risente anche della struttura del sottosuolo, come documenta la ricerca sul DAS pubblicata nel Journal of Geophysical Research: Solid Earth. Per interpretare le rilevazioni conta conoscere il terreno attraversato. L’esperimento aggiunge punti di osservazione lungo una rete che percorre l’abitato e offre ai ricercatori informazioni sui fenomeni fisici che vi si manifestano.

Alla stessa famiglia di tecnologie appartiene la ricerca FiberCop-Nokia sul fiber sensing, raccontata da Sbircia la Notizia Magazine e dedicata a prove in laboratorio e su tratte isolate. È un’iniziativa separata da quella toscana.

Accompagnare la visita, conoscere le presenze

I punti informativi accompagnano chi arriva nel borgo, mentre i percorsi in realtà aumentata aggiungono contenuti dedicati al patrimonio culturale. Per organizzare l’accoglienza, il Comune dispone delle applicazioni di rilevamento dei flussi dei visitatori, descritte anche nel resoconto di Teleborsa. Sapere dove si concentrano i passaggi offre indicazioni sulla distribuzione dei servizi. Per chi tiene aperta un’attività, il bilancio economico richiede poi altre misure, come la durata del soggiorno e la spesa dei visitatori: il numero delle persone che attraversano un luogo racconta una parte dell’esperienza turistica. Mettere in relazione queste rilevazioni consentirebbe di valutare quanto l’accoglienza digitale accompagni anche il lavoro di chi vive nel paese.

Scegliere gli interventi attraverso l’Urban Check-Up

L’Urban Check-Up Model esamina i servizi già presenti e le carenze da affrontare. Sviluppata dal Centro SMARTER, la metodologia raccoglie informazioni provenienti dalle infrastrutture urbane e restituisce una mappa delle necessità del Comune, dalla quale indirizzare gli investimenti. La descrizione pubblicata dall’Università dell’Insubria documenta l’impiego delle caratteristiche degli impianti insieme alle misure raccolte durante il loro utilizzo. L’ateneo segnala sperimentazioni anche a Trani e Palermo, fra i territori nei quali è stato applicato questo sistema di valutazione.

Il lavoro su Pitigliano ha portato a individuare gruppi di Comuni con caratteristiche simili, ai quali proporre applicazioni adatte. Il trasferimento dell’esperienza passa attraverso questa conoscenza dei singoli territori: per ogni paese, le scelte di spesa devono corrispondere a bisogni riconoscibili da chi vi abita.

La gestione condivisa fra paesi vicini

Unioni di Comuni e Comunità montane sono fra i soggetti indicati per accompagnare l’adozione, mettendo in comune piattaforme e competenze. L’organizzazione associata richiede che gli enti concordino chi riceve una segnalazione e chi la segue fino all’intervento. V-Era contempla accessi con ruoli differenti e la registrazione delle attività degli utenti, funzioni che consentono di assegnare compiti distinti a chi lavora sul sistema. Per un servizio condiviso, il passaggio da un ufficio all’altro deve avere un destinatario individuato, così che una richiesta arrivata da un paese venga seguita anche quando la piattaforma è amministrata altrove.


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