Cento persone accompagnate nella ricerca di una casa, 16 contratti di affitto e una nuova campagna di comunicazione che dà un volto a chi incontra difficoltà nel mercato immobiliare. È il bilancio del primo anno di Habita Aosta, il progetto che aiuta i cittadini stranieri regolarmente soggiornanti ad accedere al mercato privato degli affitti e che, grazie alla proroga ministeriale, proseguirà fino al 2028.
A raccontare il progetto sono ora anche Elisabeth, Ahmed e Mafuj, i primi protagonisti della campagna. Elisabeth arriva dal Camerun, vive in Italia da tre anni e lavora come barista. Ahmed è originario della Somalia, risiede in Italia da nove anni e lavora all’Enval. Mafuj, invece, è arrivato dal Bangladesh dieci anni fa e oggi fa il cameriere. Tre percorsi di vita differenti, accomunati dalla difficoltà di trovare casa, nonostante un impiego e un reddito.
Attraverso le loro storie, la campagna vuole richiamare l’attenzione su un problema che riguarda persone già inserite nel tessuto lavorativo e sociale valdostano, ma che incontrano ostacoli nella ricerca di un alloggio. L’obiettivo è anche raggiungere nuovi proprietari disponibili ad affittare, superando le diffidenze e favorendo relazioni di fiducia.
La campagna: storie, video e testimonianze
La campagna, curata da Laurent Vicquery di VisaMultimedia, affianca alle immagini e ai video dei tre protagonisti le testimonianze degli operatori e di altre persone che hanno conosciuto il progetto. La scelta è quella di raccontare Habita Aosta attraverso chi ne fa parte, rendendo più immediato il messaggio e coinvolgendo anche i potenziali locatori.
“Vogliamo dare la massima trasparenza e visibilità al progetto, per coinvolgere le persone che possono fare la differenza”, spiega Vicquery. Il video, aggiunge, permette di rendere il racconto più diretto e di trasmettere anche “la poesia che c’è dietro a un progetto come Habita Aosta”.
Il piano di comunicazione era stato annunciato già alla presentazione del servizio, nel luglio 2025.
I numeri del primo anno
Operativo dal 1 settembre 2025, Habita Aosta ha seguito, secondo i dati aggiornati al 14 ottobre 2026, 100 cittadini provenienti da Paesi terzi e regolarmente soggiornanti in Italia. Tra le persone coinvolte figurano 63 singoli, sei studenti lavoratori e 20 nuclei familiari, di cui quattro monoparentali e per la maggior parte con figli minori.
La stabilità lavorativa è uno dei requisiti per accedere al progetto. Tra le persone prese in carico, 46 hanno un contratto a tempo indeterminato, 23 svolgono lavori stagionali continuativi e quattro hanno un contratto di apprendistato della durata compresa tra tre e cinque anni.
Nei primi 13 mesi di attività, gli operatori hanno contattato 157 alloggi e 20 agenzie immobiliari. Questo lavoro ha portato alla stipula di 16 contratti di affitto, sei dei quali nei comuni della Plaine, al di fuori di Aosta, e a due rinnovi contrattuali.
Proroga al 2028 e finanziamento a 920mila euro
La proroga concessa dal Ministero dell’Interno estende il progetto fino al 31 dicembre 2028 e porta il finanziamento, interamente coperto da fondi europei, da 600mila a 920.190 euro. Le nuove risorse permetteranno di superare la fase sperimentale e dare continuità alle attività avviate.
Habita Aosta rientra nel programma LGNet, al quale il comune di Aosta partecipa insieme ad altre 21 città italiane, all’Associazione nazionale comuni italiani (Anci) e a Cittalia. La coprogettazione coinvolge le cooperative sociali La Sorgente, L’Esprit à l’Envers ed Enaip Vallée d’Aoste.
“Con LGNet vogliamo affrontare in modo concreto il problema della casa ad Aosta – spiega Marco Gheller, assessore comunale alle politiche sociali, ai presidi di comunità e alla coesione –. Ci rivolgiamo al mercato privato e a persone che lavorano, hanno un reddito adeguato e sono già ben inserite nella società, ma faticano a trovare un alloggio. Non parliamo quindi di case popolari, ma di uno strumento che mette in relazione istituzioni, proprietari e agenzie immobiliari per facilitare l’incontro tra domanda e offerta”.
L’obiettivo, aggiunge, è “pragmatico: evitare che la città perda competenze e professionalità perché chi vuole viverci e lavorarci fatica a trovare casa”.
Per l’assessore, la difficoltà di accesso all’abitazione non riguarda soltanto i cittadini stranieri. La carenza di alloggi può spingere i lavoratori a trasferirsi altrove, con conseguenze anche sull’economia locale. L’amministrazione intende quindi affrontare il problema attraverso dati concreti e soluzioni operative, nell’ambito di una riflessione più ampia sul fenomeno migratorio.
Accompagnamento e mediazione tra inquilini e proprietari
Habita Aosta non mette direttamente a disposizione alloggi, ma accompagna le persone nella ricerca di una soluzione abitativa stabile. Gli operatori lavorano all’interno del centro regionale “Voce di colori”, in collaborazione con i servizi territoriali, offrendo sostegno nella ricerca della casa, nella stipula del contratto e nei rapporti con proprietari e agenzie immobiliari. La mediazione può proseguire anche dopo la firma, per tutelare sia gli inquilini sia i locatori.
“Le persone provenienti da altri Paesi che vivono sul nostro territorio incontrano maggiori ostacoli nell’accesso al mercato immobiliare – osserva Arnela Pepelar, referente del progetto per L’Esprit à l’Envers –. Il nostro compito è facilitare l’accesso alla casa, accompagnando le persone e costruendo relazioni di fiducia con proprietari, agenzie e servizi del territorio”.
“Abitare non significa soltanto trovare un alloggio, ma anche sentirsi parte di una comunità”, aggiunge Pepelar, sottolineando come la proroga permetterà di consolidare le collaborazioni e dare continuità ai percorsi già avviati.
In questa direzione si inserisce anche il confronto avviato a settembre con l’Unione piccoli proprietari immobiliari, insieme al rafforzamento della collaborazione con la Federazione italiana agenti immobiliari professionali (Fiaip) della Valle d’Aosta.
“L’associazione conferma la disponibilità alla collaborazione, in modo particolare per quanto concerne la ricerca dell’immobile, l’accoglienza delle richieste, la mediazione creditizia e le consulenze”, dichiara Angelo Aresu, presidente di Fiaip Valle d’Aosta.
Tra le iniziative avviate figura anche la sperimentazione del co-housing in un appartamento preso in locazione dal Comune di Aosta. Attualmente sono interessati tre nuclei familiari, per un totale di cinque adulti e tre minori.
Eventi e gruppi di confronto per favorire il dialogo
Accanto al sostegno nella ricerca di una casa, Habita Aosta ha promosso diverse iniziative di sensibilizzazione rivolte alla cittadinanza.
Il 21 marzo, l’evento “La città che ci unisce” ha riunito oltre 200 persone tra famiglie, comunità e rappresentanti di diverse fedi, con l’obiettivo di promuovere il dialogo e contrastare le diffidenze.
In occasione di Orsoff 2026, il progetto ha inoltre collaborato alla realizzazione dell’installazione “Un nido da chiamare casa”, nata da un laboratorio partecipativo nell’ambito del Microfestival dell’abitare virtuoso, ideato dalla cooperativa Enaip Vallée d’Aoste.
Sempre a marzo sono partiti alcuni gruppi di confronto, coordinati dall’associazione Frantz Fanon, che hanno coinvolto persone straniere e proprietari immobiliari. Da questi incontri è nata un’intervista strutturata, rivolta a proprietari e operatori del settore, i cui risultati confluiranno in un rapporto. Una prima anticipazione sarà presentata in occasione del “Dossier statistico immigrazione”.
Le prossime azioni: piattaforma digitale e manutenzioni gratuite
La proroga fino al 2028 consentirà a Habita Aosta di proseguire il lavoro lungo quattro linee di intervento.
La prima riguarda il consolidamento delle attività già avviate, attraverso il rafforzamento dei rapporti con le associazioni di categoria e l’organizzazione di nuovi eventi pubblici. La seconda punta a individuare ulteriori strumenti per facilitare l’accesso al mercato degli affitti.
Tra le novità figura poi la sperimentazione di una piattaforma digitale per mettere in contatto chi cerca casa e chi dispone di un alloggio da affittare. L’obiettivo è sviluppare uno strumento che possa continuare a funzionare anche dopo la conclusione del progetto.
Infine, entro la fine del 2026, Habita Aosta prevede di attivare la possibilità di finanziare gratuitamente interventi di manutenzione ordinaria degli immobili. Una misura, annunciata già al lancio del servizio, pensata per offrire un’ulteriore garanzia ai proprietari e sostenere la gestione degli alloggi.
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