Nel TgAmbiente del 16 giugno: dalle aree marine protette agli ecosistemi alpini, l’Italia affronta nuove pressioni ambientali. Aumentano gli illeciti nei mari tutelati, crescono gli incendi boschivi e diminuiscono le riserve idriche. Tecnologie e monitoraggi avanzati diventano strumenti strategici
La tutela degli ecosistemi italiani si confronta con criticità sempre più evidenti, dalla pressione sulle aree marine protette alla riduzione delle riserve idriche naturali.
La nuova edizione di Goletta Verde evidenzia come anche i territori marini tutelati siano esposti a fenomeni di illegalità, con centinaia di violazioni registrate nel 2025 tra pesca di frodo, danneggiamento degli habitat e mancato rispetto delle norme di protezione.
Parallelamente, i dati Ispra sugli incendi boschivi mostrano un aumento significativo delle superfici colpite nel 2025, con quasi 1.000 chilometri quadrati bruciati e una forte concentrazione degli impatti nelle regioni meridionali e nelle aree protette.
Sul fronte della conservazione marina, la diffusione di specie aliene rappresenta una minaccia crescente, aggravata dal traffico navale. Soluzioni tecnologiche come gli impianti mobili per il trattamento delle acque di zavorra puntano a ridurre il rischio biologico nei porti italiani.
Infine, il monitoraggio della risorsa idrica evidenzia una situazione critica sulle Alpi, con una drastica riduzione della neve accumulata e una diminuzione dell’umidità dei suoli settentrionali. I dati confermano la necessità di strumenti innovativi per anticipare gli effetti della crisi climatica.
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Le notizie del #TgAmbiente 16 giugno 2026
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Riparte Goletta Verde, con un focus su illeciti in aree marine protette
La storica campagna Legambiente dedicata alla tutela del mare e delle coste torna in navigazione con un monitoraggio che attraverserà l’Italia dal Friuli Venezia Giulia alla Liguria fino al 10 agosto.
L’iniziativa punta l’attenzione sulle aree marine protette, che tutelano circa 231.000 ettari di mare e 711 chilometri di costa, ma che risultano sempre più esposte a pressioni ambientali e attività illegali.
Secondo i dati relativi al 2025, nelle 32 aree marine protette e nei tre parchi nazionali monitorati sono state accertate 383 violazioni. Tra queste figurano mancato rispetto delle regole di tutela, pesca illegale, danneggiamento dei fondali e sottrazione di beni archeologici sommersi.
Il maggior numero di illeciti è stato registrato alle Isole Tremiti, con 88 episodi, seguite da Ventotene e Santo Stefano con 57 casi e dall’area marina protetta Regno di Nettuno con 19 violazioni.
L’attività di monitoraggio conferma il valore delle aree protette come presidio della biodiversità, ma evidenzia anche la necessità di rafforzare controlli e strumenti di gestione.
Incendi boschivi: nel 2025 aumentata la superficie andata in fumo
Il 2025 è stato un anno particolarmente critico per gli incendi boschivi in Italia. Secondo il monitoraggio condotto da Ispra, le superfici interessate dal fuoco hanno raggiunto circa 965 chilometri quadrati, quasi il doppio rispetto alle stime del 2024.
Quasi la metà delle aree colpite riguarda ecosistemi naturali e boschi, mentre oltre il 30% della superficie bruciata ricade all’interno del sistema delle aree protette. Il fenomeno conferma una crescente vulnerabilità degli ambienti naturali, soprattutto nelle regioni meridionali e nelle isole.
Sicilia, Calabria e Campania risultano i territori maggiormente coinvolti, contribuendo complessivamente al 71% delle superfici forestali percorse dal fuoco.
Nel primo semestre del 2026 la superficie interessata dagli incendi si attesta intorno ai 60 chilometri quadrati. Il monitoraggio rappresenta uno strumento fondamentale per supportare amministrazioni nazionali e regionali nelle attività di prevenzione e gestione del rischio.
Con l’avvio della stagione estiva cresce inoltre l’importanza dei comportamenti responsabili e del rispetto delle norme contro l’utilizzo improprio delle fiamme libere.
Specie aliene, da Itelyum sistema mobile trattamento acque zavorra
La diffusione di specie aliene marine rappresenta una delle principali minacce per gli ecosistemi del Mediterraneo. Nel bacino sono state stimate circa 1.100 specie non indigene, di cui oltre 200 presenti nell’Adriatico e circa 90 nel Golfo di Trieste.
Una delle principali vie di introduzione è rappresentata dalle acque di zavorra delle navi, utilizzate per garantire stabilità durante la navigazione ma capaci di trasportare organismi e microrganismi potenzialmente dannosi.
Per contrastare questo fenomeno è operativo nei porti di Trieste e Monfalcone il sistema mobile Pure Ballast, realizzato e gestito da Itelyum Cfvg.
L’impianto consente il trattamento delle acque di zavorra fino a una capacità di 300 metri cubi all’ora attraverso un processo basato su filtrazione e raggi ultravioletti. La tecnologia permette di eliminare organismi e particelle senza l’impiego di sostanze chimiche.
La soluzione contribuisce al rispetto degli standard internazionali sulla gestione delle acque di zavorra e rappresenta un esempio di innovazione applicata alla protezione della biodiversità marina.
Finapp: Alpi senza neve (-61%) e suoli al Nord già aridi (-30%)
Il quadro della disponibilità idrica italiana mostra segnali di forte pressione, in particolare nelle regioni settentrionali. Secondo i dati elaborati da Finapp, alla fine di maggio il volume d’acqua immagazzinato nella neve alpina risultava inferiore del 61% rispetto a una stagione considerata normale.
Anche l’umidità dei terreni del Nord Italia evidenzia una situazione critica, con valori inferiori del 30% rispetto all’anno precedente. La disponibilità idrica del suolo è passata dal 32,9% del 2025 al 28,9%.
La tecnologia sviluppata da Finapp consente di monitorare neve e umidità dei terreni in tempo reale e su vaste aree, superando i limiti delle misurazioni tradizionali basate su singoli punti.
I dati indicano una condizione di particolare vulnerabilità in vista dei mesi estivi, quando la domanda idrica aumenta e gli ecosistemi agricoli e naturali sono sottoposti a maggiore stress.
Il monitoraggio avanzato diventa quindi uno strumento strategico per pianificare la gestione delle risorse idriche e affrontare gli effetti della crisi climatica.
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Redazione Green Planner
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