Mercato immobiliare australiano in crisi: canoni elevati, poche abitazioni e selezioni opache rendono difficile trovare un alloggio
Vivere in affitto in Australia sta diventando sempre più difficile. I prezzi continuano a salire, mentre il numero delle abitazioni disponibili rimane insufficiente rispetto alla domanda. Una situazione raccontata anche dal quotidiano The Guardian Australia e che ormai riguarda le principali Città australiane e non solo.
Decine di persone per lo stesso appartamento
A Melbourne, Sydney e Brisbane non è raro vedere decine, e in alcuni casi persino centinaia di persone, presentarsi per visitare lo stesso appartamento nel giro di poche ore. Quando una casa viene proposta a un prezzo considerato ancora ragionevole, la competizione diventa immediatamente enorme. Trovare una casa in affitto nell’Australia del 2026 assomiglia sempre di più a una lotteria. Con una differenza fondamentale: chi partecipa a una lotteria può permettersi di perdere, chi cerca un tetto sopra la testa spesso no. Chi è costretto a lasciare la propria abitazione, magari perché il proprietario ha deciso di tornarci a vivere o di vendere, deve rientrare immediatamente nel mercato degli affitti. Alcune persone partecipano a più di dieci visite in appena due settimane, trovandosi ogni volta davanti a lunghe file di candidati.
C’è chi arriva a presentare più di trenta domande senza riuscire a ottenere una casa e, soprattutto, senza ricevere alcuna spiegazione sui motivi dei continui rifiuti. Il processo di selezione è poco trasparente, le spiegazioni quasi sempre non arrivano e, dopo numerosi rifiuti, è facile perdere la speranza.
La competizione per gli affitti più accessibili
Il problema riguarda soprattutto le abitazioni con prezzi relativamente accessibili. A Melbourne, ad esempio, gli appartamenti con affitti compresi tra 450 e 550 dollari australiani alla settimana possono ricevere un numero elevatissimo di richieste. Le agenzie 
Ma cosa succede quando decine di persone hanno stipendi simili, ottime referenze e documenti praticamente identici?
Secondo alcuni professionisti del settore immobiliare, anche il comportamento del candidato durante la visita può fare la differenza. Essere educati, rispettosi e gentili con l’agente immobiliare potrebbe aumentare le possibilità di essere scelti, mentre un atteggiamento negativo potrebbe essere notato. Per alcuni operatori del settore, quei pochi minuti trascorsi durante una visita finiscono per assomigliare quasi a un colloquio di lavoro: pochissimo tempo per lasciare una buona impressione. Un sistema che rende la selezione ancora più incerta, perché una persona potrebbe essere scelta o esclusa anche sulla base di una breve conversazione, senza conoscere le vere ragioni della decisione.
Il ruolo delle visite collettive
Secondo l’Unione degli inquilini del New South Wales (Tenants Union of NSW), anche il modo nel quale vengono organizzate le visite può aumentare la sensazione di competizione. Concentrare molti aspiranti inquilini in poche visite e in intervalli di tempo molto brevi permette di riunire decine di persone davanti alla stessa abitazione. Vedere cento candidati interessati allo stesso appartamento crea inevitabilmente una pressione psicologica. La paura di perdere l’occasione può spingere le persone a presentare la domanda immediatamente, prima ancora di avere valutato attentamente le condizioni dell’immobile e gli eventuali problemi presenti. In alcuni casi, le persone arrivano persino a presentare la domanda senza avere visitato personalmente la casa.
L’affittuario, quindi, non deve più soltanto trovare un’abitazione adatta alle proprie necessità. Deve cercare di battere sul tempo tutti gli altri candidati. Una vera e propria guerra tra persone che, in fondo, hanno tutte la stessa necessità: trovare un posto dove vivere.
Curriculum per gli animali e offerte al rialzo
Negli ultimi anni alcuni aspiranti inquilini hanno cercato soluzioni particolari per aumentare 
Sono interventi importanti per tutelare gli affittuari, ma non risolvono il problema principale: le abitazioni disponibili continuano a essere insufficienti rispetto al numero delle persone che ne hanno bisogno.
Ogni candidato potrebbe essere valutato principalmente sulla propria capacità di sostenere l’affitto richiesto. Se un appartamento costa 400 dollari alla settimana e una persona dimostra di poter pagare regolarmente quella cifra, non dovrebbe essere automaticamente penalizzata soltanto perché un altro candidato guadagna di più. Quando in molti soddisfano tutti i requisiti, si potrebbe persino valutare un sistema di sorteggio anonimo. Un’altra possibilità potrebbe essere quella di introdurre criteri che tengano conto anche delle reali necessità della persona o della famiglia, come già avviene, con modalità differenti, nel settore degli alloggi sociali.
Un problema che va oltre le agenzie immobiliari
Il problema, però, è molto più grande del semplice funzionamento delle agenzie immobiliari. L’Australia ha costruito per decenni una parte importante della propria sicurezza economica sull’acquisto della casa di proprietà. L’abitazione è diventata contemporaneamente un luogo nel quale vivere e uno degli investimenti finanziari più importanti per milioni di famiglie. Ma una parte crescente della popolazione rischia oggi di rimanere esclusa dall’acquisto della prima casa, nonostante gli interventi messi in campo negli ultimi anni dal Governo federale laburista.
Si parla molto di aiutare le persone a comprare la prima casa, ma molto meno di cosa fare per coloro che quella casa probabilmente non riusciranno mai a comprarla. È proprio qui che manca una visione di lungo periodo.
L’Australia dovrebbe iniziare a considerare seriamente la condizione degli affittuari permanenti: persone che continueranno a vivere nel mercato privato degli affitti anche durante la vecchiaia e che avranno bisogno di maggiore sicurezza, stabilità e protezione. Il sistema pensionistico australiano è stato costruito anche sull’idea che una parte importante della popolazione arrivi alla pensione dopo avere terminato di pagare il mutuo sulla propria abitazione. Ma cosa succederà quando un numero crescente di persone arriverà alla pensione senza possedere una casa e dovrà continuare a pagare affitti sempre più elevati? È una domanda che riguarda soprattutto la Generazione X, i Millennials e, in futuro, la Generazione Z.
Il rischio per i futuri pensionati
Allo stesso tempo, l’offerta di alloggi sociali rimane insufficiente per rispondere alle 
Quando trovare un’abitazione dipende anche dalla fortuna significa che il sistema non sta più garantendo sicurezza e stabilità a una parte crescente della popolazione. La casa rischia così di non essere più considerata un bisogno fondamentale, ma un premio da conquistare. È una situazione che l’Australia non può permettersi di ignorare ancora a lungo. La scarsità delle abitazioni sta creando una competizione tra persone che appartengono spesso alle stesse fasce sociali e che combattono per lo stesso appartamento.
Una sorta di guerra tra poveri che, senza una politica abitativa di lungo periodo, rischia soltanto di aggravarsi negli anni a venire.
Giovanni Maria Pontieri
Foto © The Australian, AI
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