È una di quelle immagini che restano impresse nella memoria di chi ha la fortuna di assistervi. Una presenza antica, silenziosa e maestosa emersa dal mare nel cuore della notte per compiere uno dei rituali più affascinanti della natura.
Nelle prime ore della notte appena trascorsa, un esemplare adulto di Caretta caretta, la celebre tartaruga marina simbolo del Mediterraneo, è stato avvistato lungo l’arenile di Marina di Modica, nei pressi del Modica Beach Resort. A notarla è stato un passante che stava percorrendo la spiaggia quando, tra il rumore della risacca e il buio quasi totale, si è trovato improvvisamente davanti una grande sagoma che avanzava lentamente sulla sabbia. Una scena tanto rara quanto emozionante, che ha immediatamente fatto il giro dei social network dopo la pubblicazione delle immagini e del racconto nel popolare gruppo Facebook “Sei di Marina di Modica se…”. In poche ore il post ha raccolto centinaia di commenti, condivisioni e manifestazioni di entusiasmo da parte di cittadini, turisti e appassionati della natura.
Ma dietro quell’apparizione notturna potrebbe esserci molto di più di un semplice avvistamento.
Secondo una prima ricostruzione, la femmina di caretta caretta sarebbe risalita sulla spiaggia con l’intenzione di deporre le uova. Le tartarughe marine, infatti, tornano a terra esclusivamente per la riproduzione. Dopo aver individuato una zona ritenuta sicura, scavano una profonda camera nella sabbia dove depositano generalmente tra 80 e 120 uova prima di ricoprire accuratamente il nido e fare ritorno al mare. Tuttavia qualcosa potrebbe aver interrotto il delicato processo.
Gli esperti del WWF non escludono che la presenza di illuminazione artificiale proveniente dalle strutture turistiche della fascia costiera e i rumori percepibili in lontananza possano aver disturbato l’animale, inducendolo a rinunciare alla deposizione e a cercare una zona più tranquilla.
Una circostanza tutt’altro che rara. Le Caretta caretta sono particolarmente sensibili alle fonti luminose e ai rumori durante la fase di nidificazione. Basta un elemento di disturbo per convincerle ad abbandonare il sito scelto e riprendere il mare alla ricerca di un’altra spiaggia.
L’avvistamento non è passato inosservato agli attivisti del WWF Ragusa, da anni impegnati nella tutela delle nidificazioni lungo il litorale ibleo. Appresa la notizia, i volontari delle aree di Maganuco e Marina di Modica si sono immediatamente mobilitati. Tra i primi a intervenire Maria Antonietta Gerratana, Leo Van den Brill e la coordinatrice provinciale del WWF Ragusa, Salva Caravello, che hanno effettuato una ricognizione notturna e nelle prime ore del mattino per verificare la presenza di eventuali tracce o di un nido. Le verifiche hanno escluso, almeno in un primo momento, la presenza di una deposizione nell’area dell’avvistamento.
La vicenda ha però assunto contorni ancora più interessanti nelle ore successive.
Durante il monitoraggio effettuato all’alba dai volontari WWF della frazione di Sampieri, sono state infatti individuate evidenti tracce lasciate da una tartaruga marina e una possibile area di nidificazione.
Le impronte rinvenute sulla sabbia presentano caratteristiche compatibili con quelle di una caretta caretta e non si esclude che possano appartenere proprio all’esemplare osservato poche ore prima a Marina di Modica.
L’area è stata immediatamente segnalata agli esperti e adesso sarà sottoposta a tutti gli accertamenti scientifici necessari. Spetterà alla biologa marina Oriana Prato effettuare le verifiche tecniche e scientifiche per accertare l’effettiva presenza del nido.
Qualora la deposizione venisse confermata, scatteranno immediatamente le procedure di protezione previste dai protocolli nazionali. L’area sarà delimitata e messa in sicurezza per evitare disturbi accidentali e consentire alle uova di completare il loro sviluppo naturale.
Successivamente inizierà una fase di monitoraggio costante che accompagnerà l’intero percorso fino alla schiusa. Dopo circa cinquanta giorni di incubazione, generalmente tra agosto e settembre, decine di piccoli esemplari emergeranno dalla sabbia e, guidati dalla luce naturale dell’orizzonte marino, compiranno la loro straordinaria corsa verso il mare.
La caretta caretta rappresenta una delle specie marine più affascinanti e al tempo stesso più vulnerabili del Mediterraneo. Pur essendo protetta da convenzioni internazionali e normative europee, continua a essere minacciata da numerosi fattori: l’inquinamento da plastica, la pesca accidentale, il traffico nautico, la perdita degli habitat naturali e gli effetti dei cambiamenti climatici.
Dietro ogni nido salvato c’è un impegno quotidiano spesso poco conosciuto.
Dal 20 maggio al 25 agosto i volontari del WWF Ragusa percorrono ogni mattina chilometri di litorale a partire dalle 5.30, monitorando le spiagge alla ricerca di tracce lasciate dalle tartarughe. Un’attività che richiede competenze specifiche, costanza e grande passione. Parallelamente vengono organizzate campagne di sensibilizzazione rivolte alla cittadinanza e agli studenti delle scuole della provincia.
«Hai mai visto queste tracce su una spiaggia?», ricorda Salva Caravello. «Potrebbero appartenere a una tartaruga marina e rappresentare un’informazione fondamentale per la salvaguardia della specie. In questi casi è importante non avvicinarsi, non cancellare le impronte e segnalare immediatamente il ritrovamento ai numeri dedicati».
La coordinatrice provinciale ricorda inoltre un dato significativo: il 22 maggio dello scorso anno la spiaggia di Sampieri, nel territorio di Scicli, registrò la prima nidificazione documentata in Italia della stagione riproduttiva 2025, un risultato che conferma il ruolo strategico delle coste ragusane nella conservazione della caretta caretta.
Mentre gli esperti sono al lavoro per stabilire se il sito individuato a Sampieri custodisca davvero un nuovo nido, resta il valore simbolico di quanto accaduto.
Nel cuore della notte una creatura che abita il Mediterraneo da milioni di anni ha scelto ancora una volta le coste ragusane. Un segnale che parla di biodiversità, di equilibrio ambientale e di responsabilità collettiva.
Per pochi minuti quella grande tartaruga ha trasformato una normale passeggiata sul bagnasciuga in un incontro straordinario tra uomo e natura.
E forse è proprio questo il messaggio più importante: ogni volta che una caretta caretta emerge dal mare per affidare il proprio futuro alla sabbia di una spiaggia, ci ricorda che la tutela dell’ambiente non è soltanto una scelta, ma un dovere verso le generazioni che verranno.
Marcello Sarta
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