Marocco 2026: guida ai migliori itinerari tra città imperiali, deserto e costa atlantica



Il Marocco è una destinazione che funziona bene per quasi tutti i tipi di viaggiatori. Che tu sia interessato a storia, natura, fotografia, cibo o semplicemente a una fuga dalla routine, il viaggiare in Marocco offre qualcosa di concreto per ogni esigenza. Situato tra il Mediterraneo, l’Atlantico e il deserto del Sahara, il Marocco è anche relativamente facile da raggiungere dall’Italia e non richiede preparativi eccessivi.

Quello che rende questo Paese interessante dal punto di vista turistico è la varietà. In pochi giorni si passa da ambienti urbani caotici e affollati a spazi naturali tranquilli e isolati. Non esiste un unico “volto” del Marocco, ma una successione di contesti molto diversi tra loro.

Le città imperiali: Marrakech, Fes, Chefchaouen e Rabat

Marrakech: la città rossa e i suoi souk

Marrakech è conosciuta come la “Città Rossa” per le mura di terra battuta che la caratterizzano. È il punto di riferimento per la maggior parte dei turisti che visitano il Marocco, principalmente perché offre una concentrazione di attrazioni in uno spazio relativamente contenuto.

Il centro della città è Piazza Jemaa el-Fna, uno spazio pubblico dove durante il giorno si trova di tutto: venditori di spremute d’arancia, incantatori di serpenti, musicisti, venditori ambulanti. Al tramonto la piazza si trasforma in un enorme ristorante all’aperto con decine di bancarelle di cibo. Non è il Marocco più “autentico” dal punto di vista turistico, ma è certamente rappresentativo di come la città sia uno spazio dove la vita pubblica è centrale.

I souk (mercati) di Marrakech sono grandi e ben organizzati per i turisti, anche se rimangono comunque affollati e caotici. Chi cerca la tranquillità dovrebbe visitare i giardini Majorelle o il Palazzo Bahia, entrambi meno frequentati rispetto alla piazza.

Fes: la medina più grande al mondo

Fes el-Bali è la medina medievale di Fes ed è considerata la zona pedonale più grande e complessa del mondo, con circa 9.000 vicoli. A differenza di Marrakech, qui la sensazione è quella di un labirinto vero, dove è facile perdersi e dove il turismo è meno “confezionato”.

L’attrazione principale è visitare le concerie di Chouara, dove la pelle viene lavorata ancora oggi con metodi tradizionali. Le vasche colorate dove avviene la lavorazione sono fotogeniche, ma il puzzo è particolarmente forte. È un’esperienza autentica, ma non per chi ha problemi con gli odori forti.

Fes richiede più tempo rispetto a Marrakech per essere compresa: due o tre giorni sono il minimo consigliato.

Chefchaouen: la città blu tra le montagne

Chefchaouen, situata nelle montagne del Rif, è una destinazione che ha guadagnato popolarità negli ultimi anni soprattutto grazie ai social media. La città è interamente dipinta di blu e azzurro, il che la rende visivamente coerente e facilmente fotografabile.

L’atmosfera è molto più rilassata rispetto alle altre medine. Non ci sono i grossi souk di Marrakech o Fes, e il turismo è comunque presente ma gestibile. È il tipo di posto dove vale la pena fermarsi per due o tre giorni, non solo per un giro veloce.

Rabat: la capitale spesso trascurata

Rabat è la capitale del Marocco, ma riceve meno attenzione turistica rispetto alle altre città imperiali. Vale comunque la pena visitarla se si passa da quella parte, soprattutto per la Kasbah degli Oudaïa, una zona antica affacciata sull’oceano con vicoli bianchi e blu. È meno affollata rispetto ad altre medine e più ordinata.

Le meraviglie naturali: deserto, montagne e costa

Il Deserto del Sahara: Merzouga e M’hamid

Il Deserto del Sahara è una delle esperienze più comuni nei tour del Marocco. Ci sono principalmente due zone: Merzouga (Erg Chebbi) e M’hamid (Erg Chigaga). Merzouga è più turistica e più facile da raggiungere; M’hamid è più selvaggia e meno attrezzata dal punto di vista turistico.

Entrambe le zone offrono giri a cammello e notti in accampamenti nel deserto. L’esperienza è effettivamente interessante: il paesaggio è impressionante, il cielo notturno è spettacolare per via della mancanza di inquinamento luminoso. È importante scegliere tour operator affidabili per evitare esperienze scadenti.

Le Montagne dell’Atlante e i villaggi berberi

L’Alto Atlante è la catena montuosa principale del Marocco, con picchi che superano i 4.000 metri. Qui si trovano i villaggi berberi tradizionali, costruiti in pietra e fango sulle pendici delle montagne. È possibile fare trekking in questa zona, oppure semplicemente visitare i villaggi per conoscere lo stile di vita locale.

I villaggi berberi ricevono molti tour operator, quindi l’autenticità è relativa, ma rimane comunque un’esperienza interessante dal punto di vista antropologico. L’ospitalità è autentica: non è raro essere invitati a entrare in una casa locale per condividere un pasto o un tè.

La costa atlantica: Essaouira e i spot di surf

Essaouira è il principale centro sulla costa atlantica. Ha un’atmosfera bohémian con una fortezza sul mare e un porto attivo di pescatori. È un posto piacevole dove fermarsi per qualche giorno, anche se è meno “esotico” rispetto all’interno del Paese.

Più a sud si trovano Agadir e Taghazout, quest’ultimo diventato famoso tra i surfisti per le onde costanti. Se il surf ti interessa, questa è la zona giusta. Se cerchi semplice relax al mare, Essaouira è più interessante dal punto di vista culturale.

La cucina marocchina: cosa mangiare

Il tajine

Il tajine è il piatto più iconico della cucina marocchina, sia come nome che come forma (il piatto di terracotta conico in cui viene cotto). Le varianti principali sono il tajine di pollo con limone confit e olive, e il tajine di agnello con prugne e mandorle. La carne è cotta a fuoco lento e risulta molto tenera.

È il piatto da provare almeno una volta, preferibilmente in un ristorante locale piuttosto che in una struttura turistica.

Il couscous

Il couscous è il piatto festivo del venerdì. È a base di semola cotta al vapore, con verdure, legumi e carne. È meno “speciale” del tajine dal punto di vista del sapore, ma è comunque un’esperienza culinaria interessante.

Il tè alla menta

Il tè alla menta (chiamato informalmente “whisky berbero”) è la bevanda che accompagna quasi tutte le interazioni sociali in Marocco. È servito molto dolce, versato da un’altezza per creare una schiuma caratteristica nel bicchiere. Rifiutarlo può essere considerato un’offesa; accettarlo significa partecipare al rituale sociale.

Quanto tempo dedicare al Marocco

Un viaggio di una settimana è il minimo per avere un’esperienza decente. Con una settimana si possono visitare due città imperiali e il deserto, oppure una città imperiale, il deserto e la costa.

Un viaggio di 10-14 giorni consente di visitare Marrakech o Fes, il deserto, le montagne dell’Atlante e forse la costa, senza correre troppo.

Evitare di fare il Marocco “in fretta”: è un Paese dove il ritmo lento è parte dell’esperienza, e affrettarsi comporta il rischio di perdere gli aspetti interessanti.


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 Redazione GreenMe

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