riforma 2026, termine ridotto a 90 giorni per variazioni — Lifestyleblog.it


Chi cambia casa, apre un’attività o prende un immobile in affitto ha adesso un termine molto più stretto per avvisare il Comune. È la conseguenza pratica più immediata della riforma della fiscalità locale, e non tutti se ne sono accorti.

Il decreto legislativo 7 agosto 2026 n. 147 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale l’11 agosto ed è entrato in vigore il 12. Una parte delle regole è già operativa, un’altra scatta dal 1° gennaio 2027.

TARI, il termine scende a 90 giorni

È la novità con effetti immediati, ed è quella che riguarda più persone.

Per tutti gli eventi avvenuti dal 12 agosto 2026 la dichiarazione TARI va presentata al Comune entro 90 giorni. Prima della riforma il termine era il 30 giugno dell’anno successivo: il margine si riduce quindi in modo netto.

Il nuovo termine si applica a diverse situazioni:

  • l’inizio dell’occupazione o della detenzione di un immobile
  • la cessazione dell’occupazione
  • le modifiche della superficie soggetta al tributo
  • per le utenze domestiche, le variazioni del numero di componenti del nucleo familiare

Chi si trasferisce, chi prende in affitto un locale commerciale, chi accoglie o perde un convivente ha quindi tre mesi di tempo dall’evento, non più fino all’estate successiva.

La logica dell’intervento è avvicinare il più possibile la banca dati comunale alla situazione reale degli immobili, riducendo i disallineamenti. Per il contribuente si traduce in un adempimento da segnare in agenda nel momento stesso in cui l’evento accade.

IMU, la dichiarazione diventa telematica

Per l’imposta sulla casa cambia il canale, non la scadenza.

La dichiarazione IMU dovrà essere trasmessa esclusivamente per via telematica, attraverso un nuovo modello ministeriale unificato, e la regola vale sia per le persone fisiche sia per i soggetti giuridici. La disciplina è stata riunita nel nuovo comma 768-bis della legge 160/2019.

Il termine resta il 30 giugno dell’anno successivo a quello in cui è iniziato il possesso dell’immobile o si è verificata una variazione rilevante. Per le variazioni avvenute nel 2026, quindi, la scadenza è il 30 giugno 2027.

Resta valido anche il principio che alleggerisce l’adempimento: una volta presentata, la dichiarazione conserva efficacia per gli anni successivi, se non cambiano i dati che determinano l’imposta. Il passaggio al digitale riduce i canali utilizzabili, non trasforma l’IMU in una dichiarazione annuale per tutti.

C’è però un passaggio operativo da tenere presente. Il nuovo modello sarà approvato con un decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze: fino a quel momento restano validi i modelli attualmente in uso.

L’obiettivo dichiarato è concentrare in un unico strumento tutte le comunicazioni rilevanti, comprese quelle necessarie per ottenere le agevolazioni locali, riducendo le richieste aggiuntive dei singoli Comuni.

Le sanzioni si alleggeriscono, ma dal 2027

La riforma interviene anche sulle multe per le dichiarazioni omesse o infedeli, su entrambi i tributi. Il nuovo regime si applica però soltanto alle violazioni commesse dal 1° gennaio 2027.

Per la dichiarazione omessa la sanzione viene fissata al 100% del tributo non versato, con un minimo di 50 euro. In precedenza la forbice andava dal 100% al 200%, con margini di discrezionalità che sparaiscono a favore di una percentuale fissa.

Per la dichiarazione infedele, cioè presentata ma con dati errati o incompleti, è prevista una riduzione analoga, insieme a nuove possibilità di ravvedimento.

Il nodo della rendita catastale

Un capitolo meno discusso ma rilevante riguarda le controversie sulla rendita.

Durante il contenzioso l’IMU continua a essere calcolata sulla rendita iscritta negli atti catastali: il contribuente paga quanto stabilito e si attende la decisione del giudice. Una volta arrivata la sentenza definitiva si procede al conguaglio.

Se la rendita viene ridotta, il rimborso può essere chiesto entro il 31 dicembre del quinto anno successivo alla sentenza definitiva. Se invece viene aumentata, nello stesso arco temporale il Comune può recuperare la differenza applicando soltanto gli interessi e non le sanzioni.

Cosa fare in concreto

Due accorgimenti pratici valgono più di qualsiasi altra considerazione.

Sulla TARI, segnare la data dell’evento e contare novanta giorni: vale per il trasloco, per l’apertura di un’attività, per la fine di un contratto di affitto e anche per un cambiamento nella composizione del nucleo familiare.

Sull’IMU, verificare presso il proprio Comune quale modello sia attualmente in uso, dato che il passaggio al nuovo modulo telematico dipende da un decreto ministeriale non ancora emanato.

I regolamenti comunali possono prevedere modalità operative diverse tra loro, quindi il riferimento resta sempre l’ufficio tributi del Comune in cui si trova l’immobile. Queste informazioni non sostituiscono una consulenza fiscale.

Domande frequenti

Cosa cambia per la TARI?

Dal 12 agosto 2026 la dichiarazione va presentata al Comune entro 90 giorni dall’evento, e non più entro il 30 giugno dell’anno successivo. Il termine riguarda inizio e cessazione dell’occupazione, modifiche della superficie e variazioni nel numero di componenti del nucleo familiare.

La dichiarazione IMU va fatta ogni anno?

No. Una volta presentata, la dichiarazione conserva efficacia per gli anni successivi se non cambiano i dati che determinano l’imposta. La novità riguarda il canale, che diventa esclusivamente telematico, non la frequenza dell’adempimento.

Quando scade la dichiarazione IMU?

Il 30 giugno dell’anno successivo a quello in cui è iniziato il possesso dell’immobile o si è verificata una variazione rilevante. Per le variazioni avvenute nel 2026 il termine è quindi il 30 giugno 2027.

Come cambiano le sanzioni?

Per le violazioni commesse dal 1° gennaio 2027 la sanzione per dichiarazione omessa è fissata al 100% del tributo non versato, con un minimo di 50 euro, invece della precedente forbice tra il 100% e il 200%. Riduzioni analoghe sono previste per la dichiarazione infedele.

Cosa succede se contesto la rendita catastale?

Durante il contenzioso si continua a pagare l’IMU calcolata sulla rendita iscritta in catasto. Dopo la sentenza definitiva si procede al conguaglio: il rimborso può essere chiesto entro il 31 dicembre del quinto anno successivo, mentre il Comune può recuperare la maggiore imposta con i soli interessi.


#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link

Source link

🚀 #Finsubito | Gruppo Retefin

Affianchiamo imprese e professionisti in tutta Italia nell’accesso alle migliori opportunità di Finanza d’Impresa, Finanza Agevolata, Sostenibilità e Compliance. 🇮🇹

💼 Operiamo esclusivamente attraverso mediatori e operatori autorizzati, offrendo un servizio professionale, trasparente e orientato alle reali esigenze della tua impresa.

Consulenza gratuita e zero costi di istruttoria: analizziamo la situazione della tua azienda, individuiamo le opportunità più adatte e ti supportiamo nella valorizzazione del tuo profilo finanziario e aziendale nei confronti di banche e partner.

📈 Dalla diagnosi iniziale alla strategia finanziaria, siamo al tuo fianco per trasformare le esigenze della tua impresa in concrete opportunità di crescita, investimento e sviluppo.

🔎 Scopri come possiamo supportare la tua impresa. 👉 Contattaci per una prima valutazione.

เติมเกม