La storia dell’emigrazione veneta ha una nuova casa


La storia dell’emigrazione veneta trova da oggi una nuova casa. È stato inaugurato questa mattina, sabato, nella sede dell’Associazione Bellunesi nel Mondo, il MEV – Museo dell’Emigrazione Veneta, uno spazio museale innovativo che racconta il lungo percorso dei milioni di veneti che, tra Ottocento e Novecento, hanno lasciato la propria terra per costruire il proprio futuro nel mondo, senza dimenticare il fenomeno dell’emigrazione contemporanea.

Il nuovo museo rappresenta l’evoluzione del Museo interattivo delle Migrazioni (MIM), aperto nel 2013, ampliandone il raggio d’azione dall’emigrazione bellunese a quella dell’intero Veneto. Il progetto è stato realizzato grazie ai finanziamenti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e propone un percorso immersivo attraverso installazioni multimediali, documenti, fotografie, testimonianze, filmati e una web app che accompagnerà i visitatori nell’esperienza.

Una cerimonia tra istituzioni, cultura e memoria

L’inaugurazione si è aperta con l’esecuzione dell’Inno d’Italia e dell’Inno del Veneto, seguita dagli interventi del presidente dell’Associazione Bellunesi nel Mondo, Oscar De Bona, dell’assessore alla Cultura del Comune di Belluno, Raffaele Addamiano, del presidente della Provincia di Belluno, Marco Staunovo Polacco, dell’assessore regionale Dario Bond e del direttore artistico del MEV, Romeo Pignat.

La seconda parte della cerimonia ha visto gli interventi dello storico dell’emigrazione italiana e curatore scientifico del museo, Toni Ricciardi, della funzionaria del Ministero della Cultura Sara Balcon e dell’europarlamentare Elena Donazzan.

Ad accompagnare i diversi momenti della mattinata è stato il Coro Minimo Bellunese, che ha proposto una serie di canti dedicati al Veneto e all’emigrazione. Un repertorio che ha richiamato il forte legame tra la terra d’origine e le comunità venete nel mondo, contribuendo a creare un clima di partecipazione e di memoria condivisa.

La cerimonia si è conclusa con il tradizionale taglio del nastro e il rinfresco inaugurale.

De Bona: “Un museo che guarda al passato e al futuro”

Nel suo intervento, Oscar De Bona ha ripercorso il cammino che ha portato alla nascita del MEV, definendolo “un sogno che diventa realtà”.

Il presidente dell’Associazione Bellunesi nel Mondo ha ricordato come il progetto presentato nell’ambito del PNRR si sia classificato secondo a livello nazionale su oltre settanta candidature e primo in Veneto, risultato che testimonia la capacità progettuale e la credibilità costruita dall’associazione in sessant’anni di attività.

De Bona ha inoltre sottolineato il valore del lavoro svolto dall’intero staff dell’Abm nella gestione di un iter amministrativo particolarmente complesso, ringraziando tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione del museo, dal direttore artistico Romeo Pignat alle maestranze impegnate negli allestimenti.

Il presidente ha ricordato anche il ruolo determinante svolto dal precedente Museo Interattivo delle Migrazioni, che ha rappresentato la base sulla quale è stato costruito il nuovo progetto, e ha rivolto un ringraziamento alle associazioni dei veneti nel mondo e alle tante famiglie che hanno donato documenti, fotografie e testimonianze.

Il MEV, ha spiegato De Bona, sarà un museo dinamico, destinato ad aggiornarsi continuamente e a raccontare non soltanto l’emigrazione storica, ma anche quella dei giovani veneti che ancora oggi scelgono di cercare opportunità lavorative all’estero.

Un patrimonio culturale per il Veneto

L’assessore comunale alla Cultura, Raffaele Addamiano, ha evidenziato come il nuovo museo rappresenti un importante motivo di orgoglio per Belluno, essendo l’unica struttura museale del Veneto dedicata esclusivamente all’emigrazione. Ha inoltre ricordato quanto sia fondamentale trasmettere alle nuove generazioni la storia dei veneti che hanno contribuito allo sviluppo economico e sociale di numerosi Paesi.

Il presidente della Provincia di Belluno, Marco Staunovo Polacco, ha definito l’Associazione Bellunesi nel Mondo un modello per capacità organizzativa e progettuale, sottolineando l’efficacia della collaborazione instaurata negli anni con le istituzioni.

L’assessore regionale Dario Bond ha confermato il sostegno della Regione Veneto a realtà come il MEV, ribadendo l’importanza di valorizzare il territorio e mantenere vivo il rapporto con i tanti giovani emigrati che potrebbero scegliere di tornare.

Il contributo della ricerca

Il direttore artistico Romeo Pignat ha illustrato il percorso museale e il lavoro svolto nei cinque mesi necessari alla realizzazione degli allestimenti, evidenziando la collaborazione instaurata con l’Associazione Bellunesi nel Mondo.

Il curatore scientifico Toni Ricciardi ha invece posto l’accento sul contributo offerto dagli emigranti veneti alla diffusione del sapere, delle competenze professionali e della cultura italiana nel mondo, ricordando come una parte significativa della storia del Made in Italy affondi le proprie radici proprio nell’esperienza migratoria.

Nel suo intervento, l’europarlamentare Elena Donazzan ha richiamato il sacrificio delle famiglie venete che hanno conosciuto l’emigrazione, ricordando anche la storia della propria famiglia e sottolineando come il fenomeno interessi ancora oggi molti giovani.

Il funzionario Sara Balcon ha invece messo in evidenza come dei piccoli musei possano diventare un grande potenziale se uniti alle tecnologie che lo stesso PNRR ha sostenuto.

Il sostegno delle associazioni dei veneti nel mondo

Nel corso della cerimonia sono stati letti i messaggi di saluto inviati da rappresentanti delle istituzioni nazionali, come il sottogretario degli italiani nel mondo, on. Dell’Utri, mentre Franco Conte, presidente della Trevisani nel Mondo, e Ferruccio Zecchin, presidente della Vicentini nel Mondo, hanno espresso il loro apprezzamento per un progetto destinato a diventare un punto di riferimento per l’intero Veneto, confermando la piena disponibilità delle rispettive associazioni a collaborare con il MEV.

Alla cerimonia erano presenti numerosi soci dell’Associazione Bellunesi nel Mondo, le Famiglie Abm, una delegazione della Trevisani nel Mondo di Pederobba, rappresentanti delle associazioni dei veneti nel mondo e amministratori provenienti dalla provincia di Belluno e da altre realtà del Veneto.

Con il taglio del nastro prende ufficialmente il via il percorso del MEV – Museo dell’Emigrazione Veneta, una nuova realtà culturale che punta a custodire la memoria dell’emigrazione regionale e a raccontarne l’attualità attraverso strumenti innovativi, ricerca scientifica e partecipazione delle comunità venete nel mondo.

(Autore: Alessandro Lanza)
(Foto: Associazione Bellunesi nel Mondo)
(Articolo di proprietà di Dplay Srl)
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 Alessandro Lanza

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