Il Genova Blue District lancia un contest nazionale dedicato alla gestione della risorsa idrica. Imprese, enti, professionisti, ricerca e terzo settore chiamati a proporre tecnologie, modelli di governance e soluzioni decentralizzate. Candidature aperte fino al 30 settembre
L’acqua entra sempre più al centro delle strategie di adattamento ai cambiamenti climatici e, con essa, cresce la necessità di trovare soluzioni capaci di intervenire non soltanto sull’emergenza, ma sulla gestione complessiva della risorsa. È da questa premessa che nasce il contest promosso dal Genova Blue District, dedicato a intercettare e mettere in connessione idee, progetti, innovazioni e buone pratiche che possano contribuire ad affrontare le criticità presenti e future legate all’acqua.
L’obiettivo è costruire un confronto tra modelli, tecnologie e approcci differenti, valorizzando non soltanto soluzioni già operative, ma anche applicazioni realizzabili, prototipi e proposte in grado di essere adottate e replicate.
La prospettiva è quella di considerare l’acqua non semplicemente come una risorsa naturale, ma come un bene comune, un fattore di sviluppo e un elemento di equilibrio ecologico, la cui disponibilità e qualità sono sempre più condizionate dall’evoluzione climatica.
La definizione degli ambiti del contest nasce da una riflessione collettiva che ha coinvolto Università di Genova-Centro del Mare, Arpal, Iren, Fondazione CIMA e IAS-CNR, chiamati a contribuire alla costruzione di un perimetro che abbraccia tecnologia, governance, iniziativa locale e tutela degli ecosistemi marini e fluviali.
Quattro fronti per affrontare la crisi idrica
Il primo ambito riguarda le soluzioni innovative e tecnologiche. L’attenzione è rivolta a strumenti e applicazioni per ridurre consumi e sprechi, favorire il trattamento e il riuso delle acque, intercettare quelle piovane, migliorare salubrità e qualità e individuare ulteriori modalità per ottenere acqua.
Il secondo fronte è quello della governance. In questo caso il contest guarda a reti, accordi, buone pratiche e progetti capaci di ottimizzare la gestione della risorsa, ridurre la frammentazione e aumentare la resilienza dei sistemi.
Il terzo ambito porta invece la prospettiva su scala locale, con le soluzioni dal basso e decentralizzate. Sono comprese le iniziative applicabili a piccola scala, dalle comunità ai condomini, insieme alle pratiche comunitarie di gestione dell’acqua.
Il quarto riguarda direttamente la tutela delle acque del mare e dei fiumi, con soluzioni destinate a monitorare e attenuare gli effetti di fenomeni quali acidificazione, inquinamento, perdita di biodiversità e interruzione della catena trofica.
Quattro prospettive diverse, ma accomunate dalla stessa esigenza: trasformare la crescente pressione sulla risorsa idrica in un terreno di sperimentazione e innovazione.
Dalle imprese alla ricerca, una chiamata aperta
La partecipazione è volutamente ampia. Possono presentare proposte imprese, enti del terzo settore, singoli professionisti, enti pubblici, enti di ricerca e raggruppamenti formali e informali, secondo quanto previsto dall’avviso.
La finalità non è quindi limitata alla selezione di progetti vincitori. Il contest punta anche a creare e scambiare conoscenza, sviluppare relazioni e aumentare la consapevolezza sui problemi e sulle possibili risposte.
In questa prospettiva, il valore dell’iniziativa risiede anche nella possibilità di mettere in relazione soggetti che normalmente operano su piani differenti, favorendo il trasferimento di conoscenze e la diffusione di soluzioni potenzialmente replicabili su altri territori.
Il meccanismo prevede quattro premi in denaro da 5mila euro ciascuno, uno per ogni ambito individuato.
Il 16 ottobre la presentazione pubblica dei progetti
Il contest si inserisce all’interno di un evento più ampio dedicato all’acqua, articolato su due giornate, 15 e 16 ottobre 2026, che comprenderanno l’inaugurazione di una mostra interattiva sul tema, talk, laboratori, momenti di intrattenimento e il contest dedicato alle soluzioni innovative.
La giornata del 16 ottobre sarà dedicata alla presentazione pubblica dei progetti ammessi e si svolgerà al Genova Blue District, in via del Molo 65 R.
I partecipanti avranno l’opportunità di presentare pubblicamente la propria proposta e di prendere parte a un laboratorio comune dedicato a tematiche trasversali. Il laboratorio non sarà oggetto di valutazione, ma avrà una funzione di confronto e scambio tra i partecipanti.
Al termine della giornata una commissione di valutazione individuerà i quattro progetti vincitori.
Il termine per la presentazione delle candidature è fissato al 30 settembre 2026 alle ore 23.59.
Consulta l’avviso e presenta la candidatura
Un ecosistema aperto tra innovazione e divulgazione
Il contest si inserisce nella più ampia attività del Genova Blue District, che mette a disposizione del pubblico spazi dedicati alla conoscenza del mare, alla divulgazione scientifica e all’innovazione. Il centro è aperto dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 19 e ospita un open space per lo studio e il lavoro, postazioni interattive e mostre esperienziali.
Al piano terra è inoltre possibile incontrare biologi marini e approfondire i temi legati agli ecosistemi, mentre per chi dispone di soluzioni innovative e sostenibili è attivo uno spazio expo.
All’interno della CTE – Casa delle Tecnologie Emergenti sono infine presenti laboratori dedicati all’intelligenza artificiale, al coding e ad altre tecnologie.
La logica complessiva è quella di costruire un ecosistema nel quale ricerca, imprese, istituzioni e cittadini possano incontrarsi. E il contest sull’acqua rappresenta, in questo quadro, un ulteriore tassello: portare l’innovazione fuori dai laboratori e trasformarla in soluzioni concrete per una delle risorse più strategiche del prossimo futuro.
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