quando la sostituzione degli infissi riduce davvero le dispersioni energetiche – Newsnovara.it



Se i serramenti sono datati, poco ermetici o dotati di vetro singolo, l’intervento può migliorare sensibilmente sia il comfort sia il comportamento termico dell’edificio. Se invece le finestre esistenti sono già relativamente efficienti, il vantaggio può essere più contenuto.

Per capire quando la sostituzione conviene davvero bisogna considerare almeno cinque elementi: prestazioni del serramento, tipo di vetro, tenuta all’aria, qualità della posa e caratteristiche dell’involucro edilizio.

Il dato più importante: la trasmittanza termica Uw

Il parametro principale per valutare l’isolamento di una finestra è la trasmittanza termica complessiva, indicata con Uw e misurata in W/m²K.

Il valore Uw indica quanta energia termica attraversa il serramento: più è basso, maggiore è la capacità della finestra di limitare il passaggio di calore tra interno ed esterno.

È importante non confondere Uw con Ug. Quest’ultimo riguarda esclusivamente il vetro, mentre Uw considera l’intera finestra, quindi vetro, telaio e interazione tra i diversi componenti.

Questo significa che un ottimo vetrocamera non basta, da solo, a rendere efficiente un serramento. Il risultato finale dipende anche dalle prestazioni del profilo, dal distanziatore tra le lastre e dalla geometria complessiva della finestra.

Quando la sostituzione degli infissi produce i maggiori benefici

La differenza si nota soprattutto negli edifici con finestre molto vecchie.

I casi più favorevoli sono generalmente quelli in cui sono presenti:

  • vetri singoli;
  • telai metallici senza taglio termico;
  • infissi deformati o deteriorati;
  • guarnizioni assenti o non più efficaci;
  • infiltrazioni d’aria percepibili;
  • condensa frequente sulle superfici interne del vetro.

In queste condizioni, il calore non viene disperso soltanto attraverso i materiali, ma anche attraverso le fessure.

Una nuova finestra può quindi intervenire su due problemi diversi: ridurre la trasmissione termica attraverso vetro e telaio e limitare le infiltrazioni d’aria incontrollate.

I moderni infissi in PVC utilizzano profili multicamera, guarnizioni continue e vetrocamere isolanti che possono raggiungere valori di trasmittanza molto inferiori rispetto ai vecchi serramenti. La prestazione reale, tuttavia, deve sempre essere riferita alla finestra completa e alle sue dimensioni.

Vetrocamera doppio o triplo: cosa cambia davvero

Il vetro rappresenta gran parte della superficie di una finestra e incide direttamente sulle dispersioni.

Il passaggio dal vetro singolo a un moderno vetrocamera basso emissivo può produrre un miglioramento molto significativo. I sistemi più efficienti utilizzano due o tre lastre separate da intercapedini contenenti aria disidratata o gas a bassa conducibilità termica, come l’argon.

I rivestimenti basso emissivi applicati al vetro riducono inoltre lo scambio di calore per irraggiamento.

Il triplo vetro offre generalmente una trasmittanza inferiore rispetto al doppio, ma non è automaticamente la soluzione migliore in qualsiasi edificio.

Bisogna considerare anche:

  • peso maggiore;
  • costo più elevato;
  • dimensioni del serramento;
  • esposizione della finestra;
  • quantità di radiazione solare utile che attraversa il vetro.

In alcuni contesti un buon doppio vetro basso emissivo può rappresentare una soluzione equilibrata. In altri, soprattutto quando si ricercano valori Uw particolarmente bassi, il triplo vetro diventa più interessante.

Anche il telaio contribuisce alle dispersioni

Concentrarsi esclusivamente sul vetro è un errore frequente.

Il telaio occupa una parte più o meno ampia della superficie della finestra e partecipa alla trasmissione termica.

Nei profili in PVC, la presenza di camere interne contribuisce a ridurre la conduzione del calore. Nei serramenti in alluminio destinati a edifici efficienti viene invece utilizzato il taglio termico, che interrompe la continuità del metallo tra parte interna ed esterna.

Anche la forma della finestra conta. Una piccola finestra con molta superficie di telaio può avere un comportamento diverso rispetto a un grande serramento vetrato realizzato con gli stessi componenti.

Per questo i valori dichiarati per un profilo o per un vetro non devono essere interpretati come se rappresentassero automaticamente l’intera finestra.

La posa può compromettere anche un ottimo serramento

Uno degli aspetti più importanti è il collegamento tra finestra e muratura.

Un serramento ad alte prestazioni, ma installato in modo scorretto, può perdere una parte significativa dei suoi vantaggi.

Il giunto perimetrale deve garantire continuità dell’isolamento e limitare infiltrazioni d’aria e umidità. Se rimangono fessure, zone non isolate o ponti termici intorno al telaio, la temperatura superficiale della parete può diminuire proprio nei punti di contatto tra serramento e muratura.

Il problema non riguarda soltanto il consumo energetico. Superfici particolarmente fredde possono favorire la formazione di condensa e, in presenza di umidità persistente, anche di muffa.

Per questo il valore Uw dichiarato dal produttore descrive la prestazione del serramento, ma non può correggere gli effetti di una posa inadeguata.

Cassonetti, davanzali e spallette possono diventare il punto debole

Negli edifici esistenti la finestra non è un elemento isolato.

Quando si sostituisce un vecchio infisso è opportuno valutare anche le parti che lo circondano.

Un cassonetto per tapparella poco isolato può disperdere una quantità significativa di calore. Lo stesso vale per alcuni davanzali continui, nicchie, spallette o architravi caratterizzati da ponti termici.

Se il nuovo serramento è molto più isolante rispetto alla struttura circostante, queste zone possono diventare i nuovi punti più freddi dell’involucro.

Per questo, in alcuni casi, intervenire contemporaneamente sul cassonetto o sul nodo finestra-parete può essere più utile che scegliere un vetro ancora più performante.

Finestre più ermetiche: attenzione alla ventilazione

Le vecchie finestre spesso lasciano passare aria attraverso fessure, giunti e guarnizioni deteriorate. È una perdita energetica, ma produce anche un ricambio d’aria involontario.

Quando vengono installati serramenti moderni molto più ermetici, questo ricambio si riduce drasticamente.

Dal punto di vista energetico è un vantaggio. Dal punto di vista della qualità dell’aria interna richiede però una gestione più attenta della ventilazione.

Docce, cucina, asciugatura della biancheria e normale presenza di persone aumentano l’umidità interna. Se il vapore non viene smaltito, può condensare sulle superfici più fredde dell’edificio.

La comparsa di condensa dopo la sostituzione delle finestre non significa quindi necessariamente che il nuovo serramento sia difettoso. Può indicare che il vecchio ricambio d’aria accidentale è scomparso mentre la ventilazione dell’abitazione è rimasta invariata.

Quanto può diminuire la dispersione?

Non esiste una percentuale valida per tutte le abitazioni. La riduzione dipende dalla superficie complessiva delle finestre e dalla differenza tra la trasmittanza dei vecchi e dei nuovi serramenti. In termini semplificati, la dispersione attraverso una finestra dipende da tre elementi:

superficie × trasmittanza × differenza di temperatura tra interno ed esterno.

Se, per esempio, un vecchio serramento presenta una trasmittanza molto elevata e viene sostituito con una finestra con Uw sensibilmente inferiore, la dispersione attraverso quella specifica superficie può diminuire in modo importante.

Questo non significa però che il consumo energetico dell’intera casa si riduca nella stessa proporzione. Pareti, tetto, pavimenti, ponti termici e ventilazione continuano infatti a contribuire al bilancio energetico complessivo.

Quando la sostituzione delle finestre può incidere meno del previsto

Il beneficio può essere limitato se i serramenti esistenti sono già abbastanza performanti oppure se altre parti dell’edificio sono responsabili della maggior parte delle perdite.

Una casa con tetto scarsamente isolato, pareti molto disperdenti o numerosi ponti termici può continuare ad avere consumi elevati anche dopo l’installazione di ottime finestre.

In questi casi la sostituzione degli infissi può comunque migliorare il comfort, soprattutto riducendo spifferi e abbassamento della temperatura radiante vicino alle finestre, ma non deve essere considerata automaticamente come l’intervento con il miglior rapporto tra costo e risparmio energetico.

Come capire se conviene sostituire gli infissi?

Prima di decidere può essere utile verificare alcuni segnali semplici.

Spifferi percepibili, vetri molto freddi in inverno, condensa frequente tra le lastre, telai deformati, difficoltà di chiusura e serramenti a vetro singolo indicano generalmente un margine di miglioramento significativo.

Negli interventi più complessi, una valutazione energetica dell’edificio permette di individuare dove si concentrano realmente le dispersioni.

Anche una termografia, se eseguita nelle condizioni corrette e interpretata da un tecnico competente, può aiutare a evidenziare ponti termici e anomalie intorno ai serramenti.

Il costo va confrontato a parità di caratteristiche

Due finestre apparentemente simili possono avere prezzi molto diversi perché cambiano vetro, profilo, ferramenta, dimensioni, accessori e modalità di posa.

Per questo il semplice confronto del prezzo al metro quadrato può essere poco significativo.

Una panoramica sui prezzi dei serramenti e degli infissi in PVC consente di capire quali variabili incidono maggiormente sul costo e quali informazioni verificare quando si confrontano più preventivi.

È soprattutto importante confrontare prodotti con caratteristiche tecniche equivalenti: stessa tipologia di apertura, prestazioni termiche confrontabili, vetri simili e condizioni di posa definite.

Efficienza significa considerare l’intero sistema

La sostituzione degli infissi può essere uno degli interventi più efficaci quando le finestre esistenti sono vecchie, poco isolanti o molto permeabili all’aria.

Il risultato, però, non dipende soltanto dal materiale del telaio o dal numero di vetri. Una finestra efficiente nasce dalla combinazione di vetro, profilo, guarnizioni, distanziatore e ferramenta, ma il suo comportamento nell’edificio dipende anche dalla qualità della posa, dai ponti termici e dalla corretta ventilazione degli ambienti.

Per questo la domanda più utile non è semplicemente se convenga installare finestre nuove, ma quanto siano inefficienti quelle esistenti e quale parte delle dispersioni dell’edificio sia realmente attribuibile ai serramenti.

 

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