A distanza di circa tre settimane dall’ultimo consiglio comunale a Vittorio Veneto, i proprietari del sentiero 1043 hanno deciso di replicare ad alcuni contenuti emersi durante la seduta dello scorso 17 giugno. Consiglio dove l’argomento era emerso a seguito di una mozione presentata da Giovanni Braido (Gruppo misto – opposizione).
Una replica che i proprietari hanno fatto all’interno di una nota, trasmessa tramite il loro legale, “viste le inesattezze sentite”.
Pur avendo apprezzato l’ammissione, da parte della sindaca Mirella Balliana, di quanto la situazione al momento sia complessa, la proprietà ha voluto in primis chiarire che “il sentiero attuale consente che il cammino Unesco possa concludersi nel cuore di Serravalle, grazie a una nostra concessione, – scrivono i proprietari – mentre l’altra ipotesi, su cui si è dibattuto per circa due ore, è illegittima e impraticabile”.
Se nel 2010 l’allora sindaco Gianantonio Da Re chiese ai proprietari di entrare nel loro terreno, a seguito di un finanziamento ottenuto, da allora l’amministrazione comunale non avrebbe chiesto alla proprietà il permesso “di passare, per un tempo limitato, al fine di effettuare lavori o manutenzione”, hanno specificato, sottolineando in più punti che non ci sarebbero elementi tali da convalidare l’eventuale usucapione della servitù di uso pubblico.
La proprietà ha fatto sapere che, nel caso l’amministrazione dovesse chiedere il permesso di passaggio per delle manutenzioni, da parte sua non ci sarebbe alcun diniego.
“Se lo facessero (ovviamente in condizioni di sicurezza e assumendosi la responsabilità della sussistenza delle stesse e di ogni eventuale conseguenza pregiudizievole dovesse accadere), come non abbiamo detto di no l’altra volta, non diremmo di no in eventuali altre occasioni” hanno chiarito.
Successivamente, i proprietari hanno riferito che le uniche Torri ben visibili dal centro di Serravalle sono quelle di loro proprietà e di conseguenza, a loro dire, una manutenzione straordinaria delle Torri stesse potrebbe rappresentare “un fattore di abbellimento” e di “maggiore appetibilità anche sul piano turistico”.
In aggiunta a ciò, i proprietari hanno riferito che “quel percorso non ha nulla di storico”, ma il percorso dove un tempo si passava, “oggi non più esistente”, si trovava “dentro le mura”. Inoltre, “il percorso attuale è stato realizzato da noi più di una decina di anni fa, – specifica la proprietà – quando abbiamo completato il giardino”.
Detto questo, a sostegno della propria posizione, i proprietari hanno riportato un virgolettato dell’ex assessore Bruno Fasan, il quale si era pronunciato pubblicamente sulla questione in corso: “Qualcuno ha pensato di usare quel sentiero per far arrivare a Vittorio il sentiero Unesco – si legge – Questo senza cogliere il consenso della proprietà, che si vide il tracciato del percorso, tabellato e pubblicizzato come percorso di interesse regionale, passare nel proprio cortile davanti alla porta di casa”.
Di conseguenza, all’epoca ci sarebbero stati dei contatti tra i proprietari e il Comune proprio sulla tematica citata, in quanto “la proprietà non voleva che il sentiero, usato saltuariamente da un ristretto numero di confinanti, diventasse un sentiero usato da migliaia di appassionati, che avrebbero fatto cadere qualsiasi privacy e sicurezza”. Fasan, nel virgolettato riportato, ha quindi riferito che era stato concordato che i proprietari realizzassero a spese proprie un percorso alternativo.
“Il nuovo percorso è stato realizzato credo con le dovute autorizzazioni comunali, forestali e regionali – si legge ancora -. Se ora se ne eccepisce la funzionalità, qualcuno avrà sbagliato. Non sicuramente la proprietà, che ha realizzato quanto concordato e autorizzato”.
Nella stessa nota la proprietà ha comunicato di non avere intenzione di porre degli ostacoli alla soluzione proposta di abbellire e migliorare il sentiero approvato dall’Unesco, pur specificando che “sia i primi 100 metri circa del nuovo sentiero ufficiale, riconosciuto anche dall’Unesco, sia gli ultimi tornanti prima della Terrazza degli Artiglieri, sono di proprietà del Comune”.
“Ci pare opportuno che anche lo stesso si dedichi assiduamente alla cura, manutenzione, abbellimento e, se necessario, miglioramento sul piano della più facile percorribilità di tali tratti” hanno aggiunto i proprietari, specificando che, sul piano della manutenzione, dal 2024 non avrebbero ricevuto nessuna comunicazione da parte dell’amministrazione.
Secondo la proprietà, il tema sarebbe tornato in auge con una petizione da parte di cittadini “che, purtroppo, non sono stati adeguatamente informati”: “Nostro malgrado – hanno scritto i proprietari -, dalla ricerca della verità si è passati alla ricerca del consenso“. Pensiero sorto dal fatto che, prima di quella petizione, il Comune non avrebbe inviato alla proprietà delle comunicazioni riguardanti eventuali indagini o approfondimenti svolti.
Oltre a ciò, hanno definito “illegittimo” l’accesso avvenuto nella loro proprietà nell’aprile 2024 da parte dell’allora presidente del Consiglio comunale Paolo Santantonio, dell’attuale sindaca Mirella Balliana e del presidente del consiglio in carica Alessandro De Bastiani, con l’attuale assessore Giulio De Antoni, poi indicati come “I quattro dell’Apocalisse”, fatto ricordato anche durante la seduta consiliare.
I proprietari hanno voluto chiarire che l’epiteto non è partito da loro, ma risultava presente sulla pagina di Rinascita civica. Inoltre, hanno confermato di essersi sentiti presi in giro “dall’amministrazione comunale, dopo aver comunicato a chiare lettere che il nuovo sentiero era in fase di perfezionamento e quindi non ancora aperto”.
La proprietà ha confermato l’invio della diffida, “affinché certe cose non si ripetano più”, in quanto le due foto erano state scattate illegittimamente nel terreno privato. A seguito di quell’episodio, le scuse sono giunte solamente da Paolo Santantonio, secondo quanto evidenziato dai proprietari.
(Autore: Arianna Ceschin)
(Foto: archivio Qdpnews.it)
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