Un drone solare italiano di appena tre metri di apertura alare stabilisce un nuovo record mondiale superando le 24 ore di volo continuo. Il risultato apre nuove prospettive per il monitoraggio ambientale, la protezione civile e la sorveglianza di infrastrutture strategiche
L’autonomia rappresenta da sempre uno dei principali limiti tecnologici dei velivoli a pilotaggio remoto alimentati esclusivamente da energia elettrica.
Il raggiungimento di tempi di volo sempre più estesi costituisce infatti uno degli obiettivi più rilevanti per ampliare gli impieghi operativi dei droni nei settori della sicurezza, della gestione del territorio e del monitoraggio ambientale.
In questo scenario si inserisce il risultato ottenuto da un’azienda italiana che ha stabilito un nuovo primato mondiale nella categoria dei piccoli velivoli solari.
Il drone Guardian Xl, progettato e realizzato da Vector Robotics, azienda aerospaziale con sede a Mogliano Veneto (Treviso), ha completato un volo continuativo della durata di 24 ore e 5 minuti, stabilendo il nuovo record mondiale tra gli Unmanned Aerial Systems (Uas) elettrici con apertura alare inferiore ai tre metri.
Il test è stato condotto nelle campagne trevigiane e si è concluso con un dato particolarmente significativo: al momento dell’atterraggio la batteria conservava ancora circa il 50% della capacità residua. Ciò dimostra che il limite delle ventiquattro ore non è stato imposto dall’autonomia energetica del sistema, lasciando intravedere margini di sviluppo ancora più ampi.
Materiali leggeri e propulsione fotovoltaica
Guardian Xl appartiene alla categoria dei droni ad ala fissa ed è caratterizzato da un’apertura alare di 2,96 metri e da un peso massimo al decollo di appena 3,1 chilogrammi.
La struttura utilizza fibre composite e polimeri ad alte prestazioni che consentono di ridurre sensibilmente la massa complessiva del velivolo senza comprometterne la resistenza meccanica.
Le superfici alari integrano celle fotovoltaiche che alimentano direttamente il motore elettrico durante il volo, contribuendo alla ricarica del sistema di accumulo e permettendo di estendere in modo significativo l’autonomia operativa.
La propulsione completamente elettrica elimina inoltre le emissioni dirette e riduce drasticamente l’impatto acustico rispetto ai sistemi convenzionali, caratteristica particolarmente importante durante le missioni di osservazione della fauna, nelle aree protette e nei contesti urbani.
Una sfida tecnologica nella miniaturizzazione
Secondo Vector Robotics, il vero elemento innovativo non risiede esclusivamente nell’impiego dell’energia solare, tecnologia già adottata su piattaforme di grandi dimensioni, ma nella capacità di ottenere autonomie eccezionali su un velivolo estremamente compatto.
L’amministratore delegato Andrea Beggio evidenzia infatti come velivoli solari con aperture alari comprese tra 20 e 30 metri siano già in grado di effettuare missioni di lunga durata, mentre trasferire le stesse capacità su un drone leggero, economico e facilmente trasportabile abbia richiesto un importante lavoro di ricerca sui materiali, sull’efficienza energetica, sulla gestione elettronica della potenza e sull’integrazione dei sistemi di bordo.
L’obiettivo dichiarato dall’azienda consiste ora nell’estendere progressivamente l’autonomia fino a missioni della durata di giorni, settimane e, in prospettiva, anche di diversi mesi.
Monitoraggio ambientale e prevenzione degli incendi
Uno degli ambiti di maggiore interesse riguarda il monitoraggio del territorio. Guardian Xl può trasportare un carico utile compreso tra 200 e 300 grammi, sufficiente per integrare telecamere ad alta definizione, sensori infrarossi, strumenti multispettrali e altri dispositivi destinati all’osservazione ambientale.
Nel periodo estivo il drone potrebbe sorvolare automaticamente vaste aree boschive considerate ad alto rischio incendio, individuando tempestivamente eventuali focolai e trasmettendo in tempo reale le immagini ai centri operativi della Protezione Civile e delle squadre antincendio.
Una capacità di permanenza così elevata consentirebbe di ridurre il numero di decolli necessari e di garantire un controllo continuo del territorio.
L’impiego di sensori multispettrali apre inoltre prospettive interessanti anche per il monitoraggio della vegetazione, dell’umidità dei suoli e dello stato di salute delle colture agricole, contribuendo allo sviluppo di sistemi avanzati di agricoltura di precisione.
Sorveglianza di infrastrutture critiche
L’autonomia prolungata rende il drone particolarmente adatto anche alla sorveglianza di infrastrutture distribuite su vaste superfici.
Tra le applicazioni individuate figurano il controllo di centrali elettriche, impianti fotovoltaici, porti commerciali, reti logistiche, oleodotti e altre infrastrutture considerate strategiche.
In questi contesti il velivolo può sostituire, almeno in parte, sistemi di monitoraggio molto più costosi, effettuando pattugliamenti continui con consumi energetici estremamente contenuti e senza produrre emissioni locali.
L’impiego di sistemi di osservazione automatica supportati da algoritmi di intelligenza artificiale potrebbe inoltre consentire l’identificazione precoce di anomalie, intrusioni o situazioni di rischio, riducendo i tempi di intervento.
Supporto alle emergenze e alle comunicazioni
Tra gli scenari operativi figura anche la gestione delle emergenze. Installando a bordo piccoli ripetitori radio, Guardian Xl può contribuire al ripristino temporaneo delle comunicazioni in aree colpite da terremoti, alluvioni o altri eventi calamitosi nei quali le infrastrutture di telecomunicazione risultino danneggiate.
La possibilità di mantenere il drone in volo per molte ore consente di garantire una copertura radio stabile alle squadre impegnate nelle operazioni di soccorso, migliorando il coordinamento tra i diversi operatori presenti sul territorio.
Evoluzione di una piattaforma già operativa
Guardian Xl rappresenta l’evoluzione del precedente drone solare Guardian, sviluppato da Vector Robotics insieme alla società emiliana Npc Spacemind. La piattaforma precedente è già impiegata da diverse polizie locali e strutture regionali della Protezione Civile per attività di monitoraggio e sorveglianza del territorio.
Il nuovo modello mantiene la semplicità operativa della versione originaria. Può essere lanciato manualmente da un singolo operatore, raggiunge velocità fino a 90 chilometri orari e utilizza un sistema digitale di trasmissione delle immagini capace di limitare le interferenze radio.
I dati acquisiti durante la missione vengono inviati in tempo reale alla stazione di controllo, ma possono anche essere memorizzati localmente attraverso una scheda di memoria installata a bordo.
Il velivolo è progettato per operare con temperature comprese tra -10 e +45°C e in presenza di venti fino a 30 nodi. Il raggio operativo dipende principalmente dalla portata del collegamento radio, generalmente compresa tra 10 e 30 chilometri, mentre nelle missioni completamente autonome il drone può coprire distanze di centinaia o migliaia di chilometri, ampliando sensibilmente il campo di applicazione rispetto ai tradizionali piccoli Uas.
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Alfredo Agosti
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